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Concerto in chiesa per le Pussy Riot: e Putin trema..

Concerto in chiesa per le Pussy Riot: e Putin trema..

Bellezza e potere temporale non passano inosservate a chiunque metta piede nella cattedrale di Mosca: la chiesa del Cristo Salvatore. Questa volta però, invece di ascoltare i millenari canti ortodossi, si sono sentite nuove note, forse un po' stonate, ma decisamente efficaci. È il celeberrimo gruppo delle Pussy Riot. Per la loro performance, sempre a metà fra arte e contestazione politica, hanno indossato la “divisa” che le distingue: vestiti coloratissimi e passamontagna ironici, all'uncinetto o puntocroce, sempre pieni di colori. 

Cinque minuti di spettacolo, con una canzone dall'eloquente titolo “Sacra merda – una preghiera punk”, che di certo avrà lasciato a bocca aperta gli spettatori: una preghiera alla Madre di Dio per cacciare Putin, sostengono. È inutile raccontare come si sia concluso lo spettacolo dall'altare maggiore: la sicurezza ha trascinato le cinque attiviste in commissariato.

L'obiettivo dichiarato non è solo scardinate il dittatore, Putin, ma minare alla base la cultura del macho che lo sostiene. “Per questo – dichiarano – la rivoluzione in Russia la devono fare soprattutto le donne”. Dal 5 dicembre – data della prima grande manifestazione contro Putin – non hanno più paura della polizia e sostengono che sia “il potere ad avere paura di Noi!”.

Ed in effetti l'oligarchia trema e le prossime elezioni potrebbero riservare qualche problema al potere costituito e stratificato negli anni. E le Pussy Riot lo sintetizzano molto bene, in molti ricordano la loro performance sulla piazza Rossa con la canzone dal titolo “Putin se l'è fatta sotto”.

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