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Cemento e attentati, storia di un sindaco sull'altopiano di Asiago

  • Scritto da  Gianni Belloni
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Sono passati sei anni da quando, il 10 gennaio del 2006, è esploso un pacco tra le mani di Antonella Stella, sindaco di Gallio, piccolo paese dell'Altopiano di Asiago in provincia di Vicenza. In questi giorni è stato presentato anche in Veneto l'agghiacciante rapporto curato da Avviso pubblico, sugli amministratori messi «sotto tiro» delle organizzazioni criminali: la storia di Antonella dovrebbe di diritto entrare a far parte di quel dossier. L'allora sindaco di Gallio ricevette il pacco nel suo studio medico di Padova, «il pacco mi incuriosì ed appena lo aprii, la mia vita cambiò per sempre». La deflagrazione è stata violenta, poteva anche ucciderla, denunciarono gli inquirenti, ma se la cavò con profonde ferite alle mani.

Che il movente dell'attentato vada ricercato nella politica urbanistica perseguita dalla sua giunta nessuno lo mette più in dubbio. Ma all'inizio fece comodo, in paese, provare a sbandierare la pista del gesto folle di un paziente – Antonella Stella è psichiatra -, anche se l'ipotesi non ha retto alle primissime verifiche. La politica urbanistica perseguita dal sindaco, tesa a limitare l'espansione edilizia, ha disturbato più di qualche potente interesse: da qui occorre partire per fare luce sull'attentato. Tanto più che all'attentato al sindaco ne è seguito un altro pochi mesi dopo: una bomba molotov, il 30 ottobre dello stesso anno, ha incendiato l'auto del capo ufficio tecnico di Roana – un altro paese dell'Altopiano -, Marco Farro.

Nell'Altopiano caro a Rigoni Stern, l'economia è stata, fino ad oggi, trainata dal mattone delle seconde case per i turisti. L'indagine della Cipra, associazione ambientalista impegnata nela tutela dell'arco alpino, ha fotografato la presenza di 14.317 seconde case nell'Altopiano di cui oltre 4mila nella sola Gallio. Molte di queste costruite negli anni '80 e '90.

L'attentato all'ex sindaco e il mistero che l'avvolge inquieta i 2500 residenti del paese e tutt'ora avvelena il dibattito politico. In un intervista di questi giorni al Giornale di Vicenza che nel suo rapporto con il paese «qualcosa si è rotto: sono stata tradita e questa macchia rimane». Recentemente è stato licenziato, dall'attuale sindaco Pino Rossi, il nuovo piano urbanistico. Gli oppositori denunciano, nel blog del gruppo «Gallio Rinasce», l'eliminazione dei vincoli per cui si era battuta Antonella Stella e per cui si era attirata l'opposizione di molti nemici. Alcuni, evidentemente, pericolosi.

Antonella Stella ha un carattere forte e un sorriso largo e caldo. Dopo l'attentato si dimise, ma la solidarietà di un gruppo di giovani dell'Altopiano – che oggi hanno aderito a Libera – l'ha convinta a proseguire e portare a termine il suo mandato. «'Chi sa' si liberi finalmente l'anima e parli» scrisse Antonella Stella in una lettera aperta inviata lo scorso anno ai suoi concittadini. Ad oggi il suo appello è caduto nel vuoto e il silenzio ristagna tra le case del piccolo paese adagiato sulle montagne vicentine. Mille chilometri a nord dall'Aspromonte.

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