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Acqua: i movimenti tornano in piazza in difesa del referendum

  • Scritto da  Redazione
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Acqua Bene ComuneI movimenti per l'acqua tornano in piazza il 18 gennaio davanti a Montecitorio. Lo faranno per far sentire la propria voce mentre ha avvio la fase delle liberalizzazioni, che, dietro l'attacco a caste e corporazioni, mira, a detta del Forum - a rendere definitiva la privatizzazione dei servizi pubblici locali. Il Forum Italiano dei Movimenti per l'Acqua prosegue quindi la mobilitazione in difesa dell'esito referendario del 12 e 13 giugno, quando 27 milioni di cittadini italiani avevano espresso un chiaro voto in difesa del carattere pubblico dell'acqua.

Pochi mesi dopo, mentre ancora quasi nessuno, a eccezion fatta di Napoli, ha applicato l'esito referendario a quel che dichiara in una nota il Forum per l'acqua, "superando perfino l’indecente governo Berlusconi, il governo dei professori vuole mettere mano anche sull’acqua e sul risultato referendario".

L'accusa è grave, ma concreta: "Diversi esponenti hanno a più riprese fatto dichiarazioni sul referendum dello scorso anno come imbroglio e il testo che ad oggi circola del prossimo decreto prevede un attacco diretto alle aziende speciali, ovvero la forma di gestione pubblica che da sempre i movimenti perseguono per garantire la ripubblicizzazione dell’acqua e la partecipazione dei cittadini. Per anni hanno detto “privato è bello”; ora, non potendo più affermarlo, ci dicono che “il privato è obbligatorio”.

In questi giorni, mentre il Forum dei Movimenti per l'Acqua ha lanciato la campagna sull'obbedienza civile, che mira ad invitare il maggior numero possibile di cittadini ad autoridurre le bollette e praticare concretamente l'esito del referendum, si è pronti a lanciare una prima manifestazione.

Comincia quindi una settimana di mobilitazione straordinaria, finalizzata a rendere visibile in molti modo la protesta contro lo scippo del referendum. Ci saranno iniziative di sensibilizzazione, volantinaggi, bandiere sui balconi, striscioni per la città, iniziative comunicative di vario genere.

La settimana vedrà un suo apice con un presidio che si svolgerà a Roma, mercoledì 18, alle 16.30 davanti a Montecitorio.

Mentre prosegue la raccolta firme dell'appello, nei prossimi giorni, in particolare tra il 17, 18, 19 gennaio, tutti i cittadini sono invitati a inviare mail a parlamentari e membri del governo per far sentire la propria voce utilizzando il seguente testo.

 

Gentile Onorevole,


le scrivo questa lettera dopo che, in diverse trasmissioni televisive e quotidiani, sono apparse dichiarazioni di più esponenti di Governo che attaccano esplicitamente il voto referendario dello scorso giugno, attraverso il quale la maggioranza assoluta del popolo italiano si è espressa contro la privatizzazione dei servizi pubblici locali e per una gestione pubblica e partecipativa del servizio idrico integrato fuori da ogni logica di profitto.
E' sempre più evidente come i provvedimenti allo studio dell'attuale Governo, che saranno discussi nel corso del prossimo Consiglio dei Ministri, riprendano quelli già approvati dal Governo precedente, riproponendo l’idea di una gestione dell’acqua e dei servizi pubblici locali secondo logiche di mercato, azzerando di fatto l'esito referendario.
Tale azzeramento può essere perseguito anche in forma indiretta, tramite provvedimenti, come l'art.20 della bozza di DL sulle liberalizzazioni, che mettano in discussione la possibilità di gestione del servizio idrico attraverso enti di diritto pubblico, quali le aziende speciali: modalità che, ricordiamo, è espressamente prevista e consentita dalla vigente disciplina comunitaria e che è stata resa esplicitamente praticabile in Italia proprio a seguito dei voto di giugno.
Di fatto dopo un esito referendario inequivocabile, frutto di una mobilitazione sociale che ha dimostrato il desiderio di protagonismo diretto di milioni di donne e di uomini di questo Paese, i governi e le istituzioni, invece di procedere in direzione della volontà popolare democraticamente espressa, procedono in direzione esattamente contraria.
Un simile attacco ai fondamenti della democrazia richiede ad ogni parlamentare di schierarsi a garanzia e rispetto del voto del popolo italiano, aldilà della propria collocazione politica.
Le chiediamo quindi, in sede di discussione parlamentare, di esprimere la sua contrarietà nei confronti di ogni provvedimento che, direttamente o indirettamente, tradisca la volontà popolare, stravolgendo il quadro normativo emerso dai risultati del 12 e 13 giugno.


Certi dell’attenzione con cui vorrà considerare la presente e del Suo personale impegno in difesa della democrazia colgo l’occasione per porgerle i più cordiali saluti.


Roma, 17 Gennaio 2012.

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