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Revisionismo storico a Vicenza. Il Comune patrocina il convegno su Almirante

  • Scritto da  Giulio Todescan
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Revisionismo storico a Vicenza. Il Comune patrocina il convegno su Almirante

Può una città medaglia d'oro per la Resistenza onorare il fondatore del postfascista Msi concedendo il patrocinio e la più prestigiosa sala a un convegno in suo ricordo? A Vicenza succede. E a farlo non è la destra, ma il Partito Democratico, a cui è iscritto il sindaco Achille Variati, renziano di ferro sostenuto una maggioranza formata da Pd, Udc e liste civiche.
Sabato 24 gennaio sarà la sala Stucchi di palazzo Trissino, sede municipale, ad ospitare «Vicenza ricorda Almirante», il convegno organizzato dalla Fondazione Alleanza Nazionale per ricordare il capo missino a (poco più di) cent'anni dalla nascita. Interverranno la vedova donna Assunta Almirante, il giornalista Marcello Veneziani, l'ex parlamentare Giorgio Conte e l'assessore alla formazione della Regione Veneto Elena Donazzan.

Proprio quest'ultima, nota per le prese di posizione estreme contro l'immigrazione (ultimo caso, la lettera ai genitori degli studenti musulmani perché si dissocino dalla strage a Charlie Hebdo) e revisioniste in tema storico (qui un profilo sul sito del collettivo Wu Ming), ha dichiarato: «Achille, oggi sei anche il mio sindaco».
Ma se la destra applaude, in città è una mezza rivolta: il Pd che sconfessa la scelta del sindaco di concedere il patrocinio, la sinistra che stigmatizza, l'Anpi che censura, l'Istrevi, l'Istituto storico per la Resistenza preoccupato per la «gestione di parte» dell'evento: «La nostra grave preoccupazione, e il nostro rifiuto, stanno in questo: che una iniziativa accettata dal Comune come un contributo a storia e verità si trasformi in una mediocre operazione di politica militante neo fascista».

«Almirante emarginò la violenza del terrorismo e le tentazioni bombarole in anni difficili per il Paese e credo sia proprio per questo che recentemente ne ha riconosciuto i meriti anche Giorgio Napolitano – è la posizione di Variati – Questo è il motivo per cui ho voluto concedere sala Stucchi e il patrocinio: è un´iniziativa di approfondimento su un uomo discusso, ma che è indubbiamente da annoverare tra i politici che hanno lasciato un segno nella storia della prima repubblica e che a 27 anni dalla morte può essere oggetto di riflessioni e approfondimenti». Ma davvero Almirante, già fascista, firmatario del Manifesto della razza, poi convinto combattente repubblichino e capo di gabinetto del Minculpol di Salò, nel dopoguerra si convertì tout court alla democrazia? L'excursus storico dimentica qualcosa: nel 1972 fu solo l'amnistia a salvare Almirante dalla condanna per favoreggiamento aggravato agli autori della strage di Peteano, attentato terroristico in cui rimasero uccisi tre carabinieri.

Il convegno non sembra avere i crismi di un incontro accademico. «Non si tratta infatti di un convegno di carattere storico-culturale, ma di una celebrazione di parte evidentemente politica, che ha per oggetto un personaggio controverso e compromesso per il suo passato di fascista, sempre rivendicato» ricorda il presidente provinciale dell'Anpi di Vicenza Mario Faggion.

Infatti altrove lo stesso format non ha avuto l'onore di patrocini: a Trento la Regione ha fatto marcia indietro annullando la concessione di una sala istituzionale al convegno del 12 dicembre scorso (era l'anniversario, fra l'altro, della strage di Piazza Fontana); il 21 maggio scorso, a Padova, un analogo incontro si è tenuto in una sala del municipio ma senza il patrocinio del Comune. Ora 18 consiglieri di Pd e Lista Variati chiedono a Variati un passo indietro. Ma lui ribadisce il patrocinio, dicendosi «sindaco di tutti». Anche di quel centrodestra con cui le convergenze sono frequenti, come il voto del 13 gennaio sul progetto della Tav in città, Grande Opera con contorno di strade, tunnel e cemento ideata dalla Camera di Commercio e approvata ad alta velocità a solo un mese dalla presentazione (Natale e Capodanno compresi) con i voti di Ncd. E pensare che nel 2008 Variati era stato eletto per un soffio, con i voti determinanti del movimento No Dal Molin.

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