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Legge europea contro il consumo di suolo: ultimi giorni per firmare

Legge europea contro il consumo di suolo: ultimi giorni per firmare

Il 12 settembre è l’ultimo giorno utile per firmare l’importantissima iniziativa dei cittadini europei (ICE) - l’equivalente continentale della legge di iniziativa popolare -  lanciata dalla rete “People4Soil” promossa da ONG, istituti di ricerca, associazioni e gruppi ambientalisti del vecchio continente. Un’iniziativa europea che pretende una normativa  specifica sul consumo di suolo e la salvaguardia dei territori che in  Italia è stata recepita tramite la campagna “#SALVAILSUOLO”  cui partecipano le principali organizzazioni ambientaliste  come Legambiente, WWF, Coldiretti, FAI, SlowFood, Lipu e tanti altri.

 

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Le iniziative di legge popolare europea per essere esaminate devono raccogliere un milione di firme di cittadini in almeno un quarto dei paesi UE  con un quorum definito per singolo Paese. L’ICE sul consumo di suolo in Italia ha bisogno di “solo” 10.000 firme in 9 giorni per raggiungere un importantissimo traguardo politico e culturale e centrare il quorum fissato.

In Italia, nonostante la crisi economica e il rallentamento del mercato edilizio, si consuma l’equivalente di 30 campi di calcio al giorno con una velocità di trasformazione irreversibile del suolo di 3 mq/s. La cementificazione ricopre il 7% delle aree ad alta pericolosità sismica e l’11% delle aree a rischio frana, inoltre ogni 100 nuove costruzioni 18 sono abusive. ( dati ISPRA e Legambiente) Il nostro è un paese con un evidente problema di consumo di suolo.

Consumare il suolo significa compromettere irrimediabilmente uno dei principali beni comuni del Paese, un bene ambientale da cui dipendiamo per la produzione di cibo e non solo. Un bene fondamentale per la nostra salute e la nostra sicurezza da disastri ambientali come le frane,  alluvioni e  contaminazioni. Cementificare, infatti, significa privare il suolo della sua capacità di assorbimento delle acque, renderlo impermeabile e incapace di adattarsi alle sempre più frequenti “bombe d’acqua” figlie dei cambiamenti climatici . Sono circa 100 le vittime delle alluvioni degli ultimi 50 anni ( senza considerare le 159 vittime della frana del fiume Sarno del 1998 o le 37 della frana di Giampilieri del 2009): numeri da scenari di guerra, su cui bisogna dire con chiarezza che sono tutte vittime del cemento e della scarsa manutenzione dei territori e non della pioggia o di qualche provvidenza trascendentale.

Il consumo di suolo è  direttamente collegato alle innumerevoli tragedie annunciate a cui abbiamo assistito negli ultimi anni: dal terremoto di Ischia alle alluvioni in Liguria e Veneto, dalla proliferazione di incendi e roghi per “liberare i terreni” alla cementificazione dei nostri litorali, fino alla proliferazione di aree urbane in territori a forte rischio sismico, idrogeologico o vulcanologico.

Oggi più che mai è necessaria l’approvazione di una legge che impedisca la cementificazione selvaggia e l’abusivismo: bisogna impedire che la tanto annunciata ripresa si risolva in una nuova corsa al cemento, in una nuova gara al condono degli abusi mentre sarebbe necessario ripristinare dove possibile lo stato naturale del suolo e investire in reali processi di rigenerazione urbana, efficientamento e manutenzione del patrimonio immobiliare esistente a partire da una moratoria “cemento 0” che blocchi definitivamente il consumo improprio di suolo per investire in una nuova concezione del territorio.

Per firmare la legge è sufficiente collegarsi al sito salvailsuolo.it avendo a portata di mano il proprio documento d’identità ( la normativa europea consente la firma elettronica di iniziative di legge popolari) entro il 12 settembre. Mancano poche firme per aprire una nuova stagione in Europa e nel nostro Paese.

 

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