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Università, la 'controriforma' delle tasse parte da Torino

  • Scritto da  Gabriele Mastroleo
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torinodsu

Dopo una dura battaglia ed un lungo lavoro di sintesi per giungere ad una soluzione equilibrata, l’Università di Torino, nel luglio scorso, ha approvato un nuovo modello di tassazione studentesca, esclusivamente basato sulla progressività e direttamente proporzionale all’ISEE. La proposta dei rappresentanti di SI – Studenti Indipendenti, accolta in Senato Accademico, sta avendo la sua eco in questi giorni, rilanciata da un articolo del Corriere della Sera e dai giornali radio della Rai di venerdì 14 settembre.


La proposta è in controtendenza con la norma contenuta nella cosiddetta “spending review” che prevede una maggiore tassazione per gli studenti fuoricorso e non risolve in alcun modo la necessità di prendere nella giusta considerazione i criteri di progressività ed equità, che dovrebbero essere alla base di qualsiasi norma riguardante il diritto allo studio.

Il nuovo regolamento elimina le vecchie ventisei fasce, per introdurre tasse personalizzate per ciascuno studente, calcolate in base ad un coefficiente che tiene conto dell’ISEE, fermi restando la tassazione minima di 313 euro per i redditi troppo bassi ed una massima di 2.385 euro per chi supera gli 80.000 euro di ISEE. In questo modo, a fronte di un sostanziale aumento delle tasse solo per chi supera i 70.000 euro, si genera un modello equo, che gli studenti di SI sperano possa essere esportato anche nelle altre università italiane.

Altra novità sostanziale è l’introduzione del metodo progressivo anche per chi si iscrive a seconde lauree, contrariamente a quanto avviene negli altri Atenei italiani, dove questi studenti vengono inseriti d’ufficio nelle fasce di contribuzione più alte. L’obiettivo dichiarato è quello di attirare a Torino chiunque voglia conseguire un secondo titolo universitario.

Il confronto, sia rispetto alla vecchia contribuzione che rispetto alle altre Università italiane, è davvero impietoso. Infatti, grazie alla nuova contribuzione, l’incidenza delle tasse universitarie sull’ISEE è costantemente tra il 2,7% ed il 2,8%, mentre in passato, per i redditi bassi superava il 4% e tendeva a diminuire per redditi più alti.

Gli studenti torinesi sperano ora che il messaggio arrivi anche al ministro Profumo, secondo cui “vanno evitati interventi che inducano le università a ridurre le tasse, perché questo vorrebbe dire tagliare i servizi agli studenti” e l’aumento delle tasse programmato da questo Governo corrisponde più o meno ad “un caffè al bar”.

 

 

Ultima modifica ilLunedì, 21 Ottobre 2013 13:25
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