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EDISU Piemonte: come ti distruggo un ente pubblico

  • Scritto da  Filippo Ortona
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Il 10 Gennaio il Consiglio di Amministrazione di EDISU (Ente per il Diritto allo Studio) Piemonte ha ufficializzato l'impossibilità di approvare un bilancio. Verrà gestito in maniera eccezionale – cioè pagando spese, fatture e stipendi – approvando il bilancio del mese ogni 30 giorni. Praticamente è un auto-commissariamento nell'impossibilità di erogare le borse di studio.

La situazione del Diritto allo Studio in Piemonte assume di giorno in giorno tratti sempre più inquietanti. È di dicembre la notizia che circa 8000 studenti idonei sono rimasti fuori dalle graduatorie di assegnazione della borsa di studio; un dato sconcertante per una Regione che fino all'anno scorso era in grado di erogare le borse al 100% degli aventi diritto e con un grado di efficienza amministrativa raro in Italia.

A ridosso delle vacanze di Natale, per evitare una figuraccia probabilmente insostenibile, la Regione aveva trasferito in extremis 5 milioni che hanno permesso l'inserimento in borsa di 3000 persone. Per ora, tuttavia, nessuno ha ancora ricevuto un euro. A seguito di ciò, il C.d.A. dell'Ente si era limitato a constatare l'impossibilità di approvare alcun bilancio in una situazione di carenza monetaria devastante.

Nel frattempo gli studenti hanno lanciato diverse iniziative (tra cui un'assemblea si terrà stasera), da soli e assieme ad altri settori (contestazione davanti al Torino Film Festival, corteo il 10 gennaio assieme ai lavoratori dell'Ente).

L'aspetto più inquietante rimane la sfacciataggine dell'amministrazione regionale leghista. Nel giro di pochi mesi sono riusciti a demolire una di quelle funzionalità redistributive (l'EDISU) considerate fiori all'occhiello nel loro campo. Il tutto è stato motivato schiettamente dall'assessore Maccanti (Lega Nord) qualche mese fa: “il diritto allo studio non è una nostra priorità”, semplicemente. La Lega punta ad agevolare altri settori in tempi di crisi, magari dove vi sia già una base leghista pronta a sostenere l'attuale giunta. Sia Maccanti che Roberto Cota hanno ammesso più volte nel corso dell'anno che punti focali della loro azione saranno i servizi agli anziani e ai piccoli centri urbani, entrambi focolai di voti leghisti. Nel Nord Italia civile, europeo ed evoluto abbiamo una seria, onesta e leghista amministrazione ad personas.

Sono soprattutto i metodi utilizzati per portare a termine i tagli all'EDISU che risaltano nella loro barbarie. È ovvio che tagliando improvvisamente un settore di tal guisa e lasciando a terra svariate migliaia di persone si provoca un disastro amministrativo e un piccolo collasso sociale. A fronte di un simile panorama, chiunque(anche il peggior liberista) avrebbe approntato un piano per attutire il colpo, qualunque esso potesse essere. Roberto Cota e la sua Giunta hanno semplicemente preso una scelta politica, disinteressandosi delle conseguenze e lasciando che a gestire la patata bollente fossero altri enti. Da qui nascono i vari tavoli tra atenei locali (Università, Politecnico, Università del Piemonte Orientale), Comune di Torino e fondazioni bancarie, susseguitisi in una serie di insuccessi e fiaschi, nella totale inazione della Regione.

Intano 8000 giovani rimangono senza alcun sostegno economico, più o meno da un giorno all'altro. Tanti di loro ne beneficiavano da diversi anni, ed improvvisamente, a metà del loro percorso accademico, si vedono privati di un diritto costituzionale: l'esser loro garantito l'accesso agli studi in condizioni di non abbienza.

A ciò si assommano quei quesiti spinosi che spesso accompagnano una situazione inedita ed emergenziale: se non ci sono le borse, chi non l'ha come pagherà la residenza? Verrà sfrattato? E gli appartamenti in affitto dell'EDISU? I servizi?

La “questione EDISU” dimostra che il dopo-Berlusconi non esiste. Siamo ancora nel bel mezzo di quel periodo il cui tratto più pervasivo era e rimane il sistema satrapico che collega le amministrazioni nazionali a quelle locali in un circuito di ignoranza e clientelismo. Soprattutto, invita i cittadini e gli studenti a prestare enorme attenzione a queste misere diatribe locali: è da queste piccole demolizioni di enti come quelli per il diritto allo studio che proposte come quella di Ichino acquistano credibilità, con annessi prestiti d'onore e rette (non più tasse) universitarie maggiorate.

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Ultima modifica ilVenerdì, 18 Ottobre 2013 17:37
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