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Filippo Riniolo

Filippo Riniolo

Filippo Riniolo, milanese di nascita, romano d'adozione si occupa di arte conteporanea e di comunicazione.

GdF blocca truffa ai danni di studenti-lavoratori

Una truffa odiosa ai danni degli studenti-lavoratori che non potendo frequentare si affidavano ai corsi di e-learning post-universitari. Dei master inesistenti, offerte da università fantasma, organizzate da un docente dell’Università degli Studi della Tuscia. 

Ma la frode è stata scoperta dal Nucleo speciale frodi telematiche della Guardia di Finanza nell'ambito di un'indagine condotta dal procuratore aggiunto di Roma Alberto Caperna.

I corsi telematici avevano, come spesso accade, un obbiettivo “debole” privo di protezione sociale e emerge con forza la figura dello studente-lavoratore che nelle università del Lazio non vede riconosciuta la propria figura di studente-part time, con conseguenze dimezzamento delle tasse accademiche e crediti annuali da conseguire. Ancor più grave è la situazione di quegli studenti che pur essendo idonei alla borsa di studio (quindi avendo studiato e essendo molto poco abbienti) non l'hanno ricevuta e si sono trovati costretti a lavorare per mantenersi agli studi.

E come troppo spesso accade, dove lo stato abbandona gli avvoltoi si scagliano.

Ampia l'offerta formativa dell’Università fantasma: si può andare dal Master in diritto di famiglia civile e penale, ad uno in diritto comunitario del lavoro e processuale o persino in diritto del lavoro e processuale amministrativo.  

  

Le forze dell'ordine hanno sequestrato una documentazione ampissima e chiaramente congelato i conti correnti su cui confluivano i “contributi accademici” dei poveri iscritti.

Sequestrati anche i siti www.logosegiustizia.com, un portale che avrebbe dovuto contenere master e formazione post-lauream ma nei fatti fungeva da esca per gli studenti, www.unilusi.it, corrispondente all' Università Giovanni Paolo II o Università Karol Wojtila e www.unisuis.com (Sophia University of International Studies).

Siccità in Italia fra allarmi e preghiere

Ancora una volta è allarme siccità nel nostro paese. Purtroppo un allarme fondato.

E nonostante le istanze ambientaliste rimangano sempre relegate ad un ambito marginale da chi sostiene che questo mondo non sia modificabili, i dati sulle piogge nel nostro paese da settembre sembrano essere piuttosto severi: ad appena il 30% dei valori standard. 

Il climatologo Giampiero Maracchi sostiene che sia concreto il rischio razionamento dell'acqua in estate. "Le precipitazioni non sono state sufficienti a riempire pozzi, fiumi e invasi, da dove proviene l'acqua che si beve. D'ora in poi, anche se dovesse piovere normalmente, l'acqua caduta non si accumulerà per effetto dell'evaporazione".

 

Stop Sopa: oggi protesta sul web

Il web si mobilita contro il Sopa (Stop Online Piracy Act), la legge antipirateria online in discussione al Congresso americano. Dallo slancio di Wikipedia alla presa di posizione forte e autorevole della grande G (anche se google non sospenderà il servizio) oggi internet è scenario di una forte protesta contro una legge che, sostengono in molti, mette a repentaglio la stessa libertà di parola e opinione negli Stati Uniti.

Questa proposta di legge è nata per contrastare la pirateria informatica e difendere i diritti d’autore su Internet. Una proposta di legge con contenuti simili, il Protect IP Act (PIPA), è stata presentata dal senatore del Vermont Patrick Leahy, democratico, a maggio del 2011.

Un appello contro il corteo antiabortista del 12 maggio a Roma

Alemanno alla Marcia per la vita nel 2012È convocata per domenica 12 maggio a Roma la terza “Marcia per la vita”: un corteo antiabortista organizzato dall'associazionismo ultracattolico. Nel suo appello dichiaratamente “contro la legalizzazione dell’aborto e contro la 194” si trova anche un attacco al cattolicesimo moderato: “c’è sempre più diffuso il rischio che si affermi nella prassi un volontario formalmente pro-life che aiuta la donna concreta a non abortire, ma che in linea di principio ritiene legittimo che la donna possa scegliere se abortire o no”. Non è difficile dunque definire come fanatica ed estremista questa iniziativa, che l'anno scorso fece scalpore anche per la notizia che molte partecipanti erano state reclutate a pagamento tramite un annuncio su un portale di offerte di lavoro. L'iniziativa vedrà in prima fila, ad aprire il corteo, addirittura il sindaco di Roma Gianni Alemanno – che già aveva dato il patrocinio e partecipato alla marcia dello scorso anno (vedi foto) – e a seguire organizzazioni come Militia Christi e Forza Nuova.

Trans, povera, prostituta, immigrata: Sylvia libera tutt*

Lo Stonewall inn, a New York, era un localaccio nel Greenwich Village. Un sotterraneo, con 2 dance floor, dove mancavano la licenza per vendere alcol, che naturalmente scorreva a fiumi, le uscite di sicurezza e un sacco di altre cose. Non poteva essere che così, il teatro dello scontro che avrebbe cambiato la storia del movimento glbtqi nel mondo.

Mancavano molte cose ma, a Stonewall, non mancavano gay, lesbiche, drag queen e una svarigata umanità che sapeva soltanto di non poter, e voler, aderire alla eteronomalità.

 

Così nella notte fra il 27 e il 28 giugno del 69 la polizia decise di compiere l'ennesimo raid contro quel locale, quella “banda di froci alcolizzati”. I raid erano frequenti e tutti/e sapevano che quando i muri neri dello Stonewall Inn si illuminavano con le luci normali stava arrivando la polizia.

Così, una volta dentro, le forze dell'ordine cominciarono a sequestrare birre e persone, ma tutti si accorsero che qualcosa di diverso stava accadendo.

E fu un tacco a spillo, racconta la leggenda, di una giovane trans portoricana, ribelle, sottoproletaria e prostituta, Sylvia Rivera, ad iniziare lo scontro a cui tutt* devono molto. Era l'esasperazione di una comunità intera che trovava in quel tacco a spillo lanciato in faccia ad un poliziotto una nuova via di fuga. Una prospettiva di lotta e di orgoglio, come il black power, così si alzò un urlo “gay power” e la rissa, velocemente si estese in una grande battaglia, dall'1.20 alle 4 di notte. Quando i primi poliziotti si accorsero che le cose non andavano per il verso giusto chiamarono rinforzi, ma la folla che progressivamente si accalcò intorno allo Stonewall Inn gli impedì di entrare.

Così un anno dopo, il 28 giugno del 1970, a New York, a Los Angeles, a Chicago, in ricordo di quello scontro e di quella scintilla si tennero i primi gay pride.

Era l'orgoglio il nuovo senso del movimento. Fino ad allora i gruppi di attivisti di definivano “omofili” avevano nomi criptati e un profondo senso di colpa interiorizzato. Stonewall tolse per sempre quell'espressione triste dalle facce delle persone glbtqi e ci mise un sorriso sprezzante nei confronti del pregiudizio e dell'omofobia. Il sorriso di chi è orgoglioso di essere diverso.

Così, a distanza di più di quarantanni, quello che qualcuno definisce una carnevalata è una risposta di festa, un prendersi gioco dei pregiudizi e dell'imaginario eteronormale. Un tacco a spillo che rompe lo schermo di un film che non racconta più la realtà.

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