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Filippo Riniolo

Filippo Riniolo

Filippo Riniolo, milanese di nascita, romano d'adozione si occupa di arte conteporanea e di comunicazione.

Oggi RomaPride: vogliamo tutto!

Al grido di "vogliamo tutto" oggi sfilerà per le vie della capitale il "Roma Pride 2012" un pride diverso che mira a dire un secco no alla mediazione al ribasso nei diritti delle persone GLBTQI. Un asse importante fa da perno del documento politico: matrimonio e adozione, intesi come piena parità die diritti, e welfare universale compreso un reddito per tutt*. Questo asse è un grande passo avanti perchè compie una cesura forte con anni di concertazione, mezzi diritti, mediazioni, ma evita anche il familismo di un movimento che si rappresenta con le coppiette stereotipate alla mulino bianco. Il welfare universale dunque sposta l'oggetto del diritto dalla "famiglia" sempre più precaria, caotica, ramificata, alla persona, vero e unico soggetto base del diritto.

I numeri

Il comitato  ha fatto sapere che sono attese 60mila persone, 18 i carri in parata per il corteo che partirà da Piazza della Repubblica alle 15,30 per arrivare a Bocca della Verità. Il Comitato organizzatore del Roma Pride 2012 rende noti i dati e le cifre dell`evento più atteso dalla comunità Lgbtqi (lesbian, gay, bisexual, transgender, queer, questioning and intersex) romana e non solo.

Come da tradizione gli allestimenti dei carri la faranno da padrone anche quest'anno. Tutta la piazza sarà inondata dal logo della manifestazione, mani colorate rainbow ovunque e lo slogan "Vogliamo tutto". Il carro del Comitato, un autobus inglese a due piani con il logo della manifestazione, aprirà la sfilata. Sul carro coloratissimo drag queen rainbow e la presenza della madrina della manifestazione, Lucia Ocone, che seguirà il corteo dall'inizio alla fine. Il carro del circolo Mario Mieli è stato battezzato "Jurassic Park", ovvero la preistoria dei diritti lgbtqi in Italia, "dinosauri ormai estinti che resistono solo in Italia, un piccolo parlamentino omofobo dei più noti esponenti politici che hanno sempre ostacolato qualsiasi tentativo di riforma e di allargamento dei diritti alla comunità", ovvero per gli organizzatori: "Binetti, Giovanardi, Bindi, Casini e Buttiglione, solo per fare qualche nome".

I carri

Ma al corteo parteciperanno anche alcuni carri, per così dire, istituzionali. Sono quello della Cgil Roma e Lazio e dell'Italia dei Valori, unico carro di un partito politico presente alla parata di quest'anno. Il carro di Queerlab sarà dedicato alle atmosfere liberty dei bordelli francesi, con specchi e broccati di ogni tipo e la scritta "Facimm u' burdell". Slogan del carro degli orsi di Subwoofer e Bearblock, lungo 17 metri, non poteva che essere "Potere alla massa", mentre il matrimonio omosessuale è leitmotiv del carro di Muccassassina: una grande torta nuziale sulla quale ballerini e drag queen danzeranno. Sul carro di "Orgogliosamente lgbtqi", invece, le mani Rainbow e tutto il gruppo della comunità dei sordi glbte che hanno partecipato alla costruzione del Pride e che grideranno "Vogliamo tutto" a loro modo, con le mani e con i corpi. Drag queen, gogo boys e musica da discoteca sui carri del "Gay Village", di "Gorgeous I am", di "Splash Roma" della "Roboterie" e del "Settimio Cielo". Tema, il mare e il divertimento delle persone gay, lesbiche e trans, sigle che fanno ballare e divertire la comunità lgbtqi e non solo durante tutto l'anno.

Il percorso

Il concentramento è previsto dalle 15 di domani a piazza della Repubblica, con la partenza del corteo prevista alle 16. L'itinerario prevede il passaggio da via Cavour, largo Corrado Ricci, via dei Fori Imperiali, piazza del Colosseo, via di San Gregorio, via dei Cerchi, per terminare in piazza Bocca della Verità dove il Comitato organizzatore saluterà i partecipanti assieme alla madrina ufficiale della manifestazione Lucia Ocone. 

Bologna Pride 2012: tutt* in piazza

Oggi arriva nella capitale emiliana il BOLOGNA PRIDE  2012, la comunità GLBRQI di nuovo in piazza per i propri diritti e in solidarietà con la popolazione colpita del terremoto. Oggi ,al dilà delle solite polemiche, il Pride ci sarà. Per dire no alla omofobia e per chidere, senza mediazioni il matrimonio omosessuale e le adozioni, con la determinazione di sempre, ma nel rispetto della tragedia: niente carri delle associazioni, né musica. Ogni euro che sarà risparmiato andrà alle popolazioni colpite dal terremoto: un segno politico non indifferente: la comunità glbtqi ha un senso profondo di solidarità che affonda nei millenni di persecuzione e la modo particolarmente allegro che ha scelto per liberarsi.

E così per il corteo ci saranno gli artisti di strada e le bande cittadine guidate dalla Banda Roncati con musiche della tradizione emiliana, a ricordare – anche nella festa e nella lotta – il legame della manifestazione con il territorio ferito.

Ad aprire gli eventi della giornata, sempre nel segno della solidarietà, con un piccolo mercato di prodotti provenienti da aziende agroalimentari di Bondeno e Casumaro di Cavezzo, allestito alle 10 in piazza Nettuno.

Dalle 12.30, a Porta Saragozza, uno spazio sarà dedicato ai banchetti dei circoli Arci, impegnati nella raccolta fondi per i terremotati, e alla vendita di opere d´arte a favore di Mani Tese di Finale Emilia, oltre naturalmente a gazebo informativi delle associazioni e punti ristoro.

Qui, dalla ex sede storica del circolo Arcigay e luogo storico da dove partirono le prime manifestazioni gilbt, il celeberrimo Cassero di Porta Saragozza, alle 14.30 ci sarà il concentramento del corteo. Dopo un´ora, partenza per le vie Frassinago, Sant´Isaia, piazza Malpighi, Marconi, Mille, Indipendenza e Rizzoli, fino all´arrivo in piazza Maggiore, dove intorno alle 18 inizierà la musica.

Sul palco, presentati da Vladimir Luxuria, si alterneranno L´Aura, Mauro Venuti, Silvia Mezzanotte, Antonella Lo Coco e Jessica Mazzoli; interverranno inoltre i portavoce delle associazioni Lgbt e gli amministratori, tra i quali il sindaco Virginio Merola. Tra gli ospiti anche Ivan Zamùdio, padre di Daniel, il ventiquattrenne cileno torturato e ucciso lo scorso marzo a Santiago da un gruppo di neonazisti.

La conclusione dell´evento in piazza è prevista intorno alle 21, ma la festa non finisce qui: appuntamento al Parco Nord per il “Party Ufficiale”, il cui utile sarà devoluto ai terremotati.


Oltre alla festa, il Pride porta a Bologna prima di tutto la lotta per i diritti delle persone gay, lesbiche, bisessuali e transessuali, chiedendo l´emanazione di una legge che punisca l'omofobia, lesbofobia e transfobia, l´estensione del matrimonio alle coppie omosessuali e norme che garantiscano l´adozione di minori anche da parte delle persone singole e delle coppie dello stesso sesso.

Anche il mondo della conoscenza scende in piazza: La rete della conoscenza e L'arcigay hanno organizzato uno spezzone dedicato proprio a questo: combattiamo l'omofobia nelle scuole e nelle università, luoghi principe tanto del bullismo omofobico quanto delle battaglie di emancipazione dall'oppressione.

Soprattutto, con questo pride, si chiude definitivamente una fase concertativa con la politica: non un passo indietro sulle richieste, non un diritto meno degli eterosessuali.

 

Sgomberato MACAO a Milano. Vietato volare?

macao milanoLa polizia e i carabinieri hanno atteso l'alba, come spesso vigliaccamente accade, per sgomberare Torre Galfa, uno dei tanti edifici di proprietà della famiglia Ligresti, abbandonato da 15 anni, e che aveva iniziato a vivere con l'esperienza del Macao.

"Si potrebbe anche volare", questo era lo striscione calato dalla Torre il primo giorno di occupazione. In pochi giorni Macao si è trasformato in un laboratorio partecipato da moltissimi giovani e non. Lavoratori dell'arte, della comunicazione, precari hanno dato allo spazio un senso comune proponendo in pochi giorni decine di iniziative. A visitare Macao sono passati artisti come Dario Fo, Lella Costa e gli Afterhours, e in pochi giorni in migliaia hanno firmato l'appello per difendere Macao. Tutti animati dall'entusiasmo di chi vedeva concretamente cambiare la propria città, dopo le grandi aspettative che in molti avevano riposto nell'elezione di Pisapia.

Riammessa trans a Miss Universo. il web ha vinto!

E miss universo potrebbe essere trans. È stata riammessa al celeberrimo concorso Miss Universo Canada la transgender ventitrennenne Jenna Talackova.

Jenna era stata esclusa dall'organizzazione sostenendo che la concorrente avrebbe nascosto di essere nata uomo.

Una petizione online che ha raccolto 41.000 firme per la sua riammissione si è mossa subito sull'onda di uno sdegno generale di quanti hanno visto in questo provvedimento una palese discriminazione.

Concerto in chiesa per le Pussy Riot: e Putin trema..

Bellezza e potere temporale non passano inosservate a chiunque metta piede nella cattedrale di Mosca: la chiesa del Cristo Salvatore. Questa volta però, invece di ascoltare i millenari canti ortodossi, si sono sentite nuove note, forse un po' stonate, ma decisamente efficaci. È il celeberrimo gruppo delle Pussy Riot. Per la loro performance, sempre a metà fra arte e contestazione politica, hanno indossato la “divisa” che le distingue: vestiti coloratissimi e passamontagna ironici, all'uncinetto o puntocroce, sempre pieni di colori. 

Cinque minuti di spettacolo, con una canzone dall'eloquente titolo “Sacra merda – una preghiera punk”, che di certo avrà lasciato a bocca aperta gli spettatori: una preghiera alla Madre di Dio per cacciare Putin, sostengono. È inutile raccontare come si sia concluso lo spettacolo dall'altare maggiore: la sicurezza ha trascinato le cinque attiviste in commissariato.

L'obiettivo dichiarato non è solo scardinate il dittatore, Putin, ma minare alla base la cultura del macho che lo sostiene. “Per questo – dichiarano – la rivoluzione in Russia la devono fare soprattutto le donne”. Dal 5 dicembre – data della prima grande manifestazione contro Putin – non hanno più paura della polizia e sostengono che sia “il potere ad avere paura di Noi!”.

Ed in effetti l'oligarchia trema e le prossime elezioni potrebbero riservare qualche problema al potere costituito e stratificato negli anni. E le Pussy Riot lo sintetizzano molto bene, in molti ricordano la loro performance sulla piazza Rossa con la canzone dal titolo “Putin se l'è fatta sotto”.

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