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Filippo Riniolo

Filippo Riniolo

Filippo Riniolo, milanese di nascita, romano d'adozione si occupa di arte conteporanea e di comunicazione.

Oggi giornata modiale contro l'omofobia: ecco le molte iniziative

stop omofobia giornata mondiale contro l'omofobiaOggi, 17 maggio, è la Giornata internazionale contro l'omotransfobia, istituita dall'Unione Europea nel 2005, a 15 anni esatti dalla rimozione dell'omosessualità dalla lista delle malattie mentali nella classificazione internazionale pubblicata dall'Organizzazione mondiale della sanità.

Per l'occasione tutta la comunità glbtqi si è mobilitata: Arcigay ha realizzato, grazie ai fondi del 5x1000, una campagna nazionale di informazione dal titolo: "Io denuncio", che si rivolge direttamente alle persone lgbtqi con 10mila manifesti e oltre 80mila flyer distribuiti nei moltissimi comitati locali dell'associazione su tutto il territorio nazionale. Maura Chiulli, responsabile nazionale cultura arcigay, ci spiega: "vuole promuovere il ricorso alla denuncia quale strumento di contrasto all'omofobia. Denunciare è non essere né complici né vittime. Denunciare è un grande atto di responsabilità".

 

Solo nel 2011 l'associazione ha registrato in Italia, nel report che diffonde ogni anno, più di 50 di casi tra violenze, aggressioni più o meno gravi, insulti, ricatti, rapine, divieti e bullismo. Il dato sottostima il fenomeno: spesso le persone aggredite non credono che la denuncia sia utile, invece lo è molto.

 

Tante le iniziative svolte nei luoghi della formazione per il percorso di avvicinamento al 17 Maggio: da una due giorni di coogestione svolta al liceo Gioia di Piacenza che ha visto un'ampia partecipazione di studenti ai workshop su sessualità e educazione alle differenze; all’iniziativa di fine maggio a Campobasso, in cui si svolgeranno due pomeriggi di formazione rivolta a studenti, genitori e docenti, dedicati al tema della prevenzione dei fenomeni discriminatori nell’ambiente classe.

 

Si moltiplicano nelle Università iniziative per la promozione della prassi del doppio libretto - piccola soluzione - per studentesse e studenti in transito come provvedimento che tuteli il loro percorso di cambiamento, assicurando così un sereno percorso di studi: attualmente più di dieci gli atenei (Bari, i tre atenei di Roma, Salerno, Pisa, Napoli, Milano etc) in cui la proposta è in corso di discussione nei Comitati Pari Opportunità - in via di chiusura - o nei Senati Accademici, sul modello virtuoso inaugurato dall’Università di Torino. All’università di Fisciano uno sportello cogestito da Arcigay, Link e Cgil tutela i diritti delle persone LGBTQI, garantendo, oltre ai servizi, momenti di proposte programmatiche per l’Ateneo attraverso i rappresentanti di Link presenti negli organi di governance dell’ateneo.

Sempre a Salerno a partire da questa settimana saranno attivi militanti di Arcigay e della Rete della conoscenza nel far vivere nella città l’esperienza del Pride Park al parco Pinocchio, costruendo un percorso sociale e culturale forte nel capoluogo di provincia, che vada oltre la giornata del 17, e che vedrà il suo culmine nella parata del 26 maggio.

 

All’università di Siena il 16 maggio un’intera giornata dedicata ai diritti LGBTQI, attraverso assemblee, workshop e cineforum;

a Bari il 15 e il 16 lezioni in piazza su diritti e omofobia: il 17 sarà inaugurata una targa al comune in memoria delle vittime dell’omocausto, e la sera verrà rilanciato il cross-kissing nelle strade della città. Le bandiere arcobaleno coloreranno le finestre di tante scuole da Piacenza a Campobasso, da Vimercate a Latina e tante altre ancora, con assemblee e dibattiti a tema. A Torino il 17 maggio verrà promosso un flash mob sotto l’Inps dalla Rete della Conoscenza come Alter Eva, Laboratorio Last e Studenti Indipendenti, per denunciare il modulo ICD9 chiedendo provocatoriamente la pensione in quanto omosessuali egodistonici.

Tante iniziative per un San Valentino Arcobaleno

Un San Valentino speciale è quello che si inaugura per il 2012 con molte iniziative GLBTQI. Arcigay ha lanciato in conferenza stampa un video dal titolo eloquente “Ti sposerò” riprendendo la nota canzone di Jovanoti che, insieme alla sua casa discografica Universal Music Italia, ha aderito con entusiasmo all'iniziativa.

Quattro mesi di duro lavoro hanno visto protagonisti i volontari di Arcigay Brescia, che hanno coinvolto amici e parenti, ma anche l'AGEDO l'associazione dei genitori e parenti di persone omosessuali. Una storia dolce, una coppia gay decide di sposarsi in comune e un altra, di due donne, decide di fare altrettanto. Obbiettivo del video è chiaramente riportare la richiesta del matrimonio omosessuale nell'agenda politica del paese e nell'immaginario collettivo.

 

I musei e la campagna “mi baci” del ministero è l'oggetto dell'iniziativa della Rete della conoscenza dal titolo: “Omofobia? Roba da museo!”. Il MiBAC ogni 14 febbraio permette alle coppie di poter accedere al museo pagando un solo biglietto. La comunicazione di questa campagna non accenna alla possibilità che le coppie possano essere dello stesso sesso.

“Vogliamo evidenziare che non siamo più disposti a sentirci vittime, o cittadin* indesiderati, - dichiara la rete della conoscenza in un comunicato - ma protagonisti di un cambiamento culturale, noi saremo per strada e nei musei a goderci l'arte, l'amore e i baci, anche se non esplicitamente invitati nei reclama degli eventi culturali” A Roma l'iniziativa partirà alle 16 ai Mercati Traiani, su via nazionale.

 

ecco il video "ti sposerò":

L'Europa è pronta a bocciare Google sulla privacy

Sta per concludersi il lavoro della CNIL (Commission Nationale de l’Informatique et des Libertés), la commissione francese che cura per conto dell'Europa i rapporti con Google in merito alla gestione della privacy: domani la commissione terrà una conferenza stampa nella quale, secondo voci autorevoli, si denuncerà Google per non aver informato correttamente i suoi utenti dei forti cambiamenti nella gestione dei dati personali.

Fra le voci più autorevoli a sostenere questo c'è il Guardian, che già aveva anticipato il parere negativo della società francese per Bruxelles del caso Google.
Secondo la commissione, considerata fra le più aggressive tra quelle che si occupano di protezione di dati personali, con la grossa concentrazione di documenti sulla privacy prodotta lo scorso marzo Google ha violato la legge del vecchio continente, violazione per la quale la CNIL chiederà persino la riconfigurazione della policy secondo lo schema precedente.

La sinistra e il desiderio: appunti per ripensarsi

senonoraquando Cuneo by Roberta MilanoA sinistra e nei movimenti sociali ci si interroga su ciò che è successo nelle elezioni politiche appena trascorse. Molte delle domande sul tavolo partono dalla constatazione che il M5S abbia fagocitato la necessità istintiva di trasformazione della realtà anche in forme drastiche, persino eversive.

Si è già scritto molto sulla saldatura inconsapevole sotto il tetto “grillino” fra due istanze eversive presenti nel paese: quella piccolo borghese che non ha mai accettato lo Stato ed il patto sociale, e quella della generazione di precari o disoccupati.

Molti sono le cause sociali e profonde di queste istanze “eversive”. Una di queste è un elemento che la sinistra ha abbandonato da tempo: il desiderio. Questo tema è stato parte dell'egemonia berlusconiana sul paese, con una sinistra bacchettona che rispondeva con le suore sul palco di “Se non ora quando” alle pulsioni sessuali di un leader che si vantava delle sue prestazioni. Un errore strategico e politico grossolano, di una fase che sembra essere ormai conclusa.

La Tav fra sviluppo e progresso. la lezione di Pasolini

Gli intellettuali contemporanei hanno mummificato Pasolini. Imbalsamato in quella acriticità superficiale che lo svuota di contenuto e disinnesca necessariamente il suo portato rivoluzionario. 

Una sorte che toccò prima a Gramsci, a cui si sono dedicati vialoni e piazze ma si sono rimossi scientificamente i testi che potevano dare fastidio.

Allora è importante utilizzare gli strumenti – in questo caso le parole e le nozioni – del poeta friulano per leggere alcuni fatti contemporanei verificandone l'applicabilità in modo critico.

Credo che la questione TAV si presti molto bene come “test”. Chiaramente il nodo non è certo immaginare cosa avrebbe pensato l'autore – sarebbe un barocchismo intellettuale inutile – ma capire se le sue nozioni, per esempio di sviluppo e di progresso, possano essere utili a leggere il presente.

La TAV è stata una questione che ha mosso molti ad improvvisarsi esperti di treni, scienziati, ingegneri. Il nodo che trovo più grave è quanto sia passata inosservata la dichiarazione del commissario speciale della TAV, che candidamente ha affermato, a In 1/2 Ora dell'Annunziata, che nel costruire questo progetto c'è stato indubbiamente un deficit democratico.

Il nodo mi sembra essenziale: al di là della bontà o meno del progetto in sé, questo è stato calato dall'alto e la discussione è stata solo sul “come” realizzarlo e non sul “se” realizzarlo. Ad oggi vengono, da parte del governo, sbandierati i cambiamenti nel progetto come un segno di democrazia e nessuno sostiene invece l'opposto: se non si fosse protestato il progetto non sarebbe stato migliorato e quindi la protesta è sana per una democrazia.

 

Ma veniamo a Pasolini. Credo che sulla TAV lo sviluppo e il progresso vadano in contrapposizione. Ovviamente nell'utilizzo plastico che ne fa il poeta.

Chi vuole infatti lo «sviluppo»? Cioè, chi lo vuole non in astratto e idealmente, ma in concreto e per ragioni di immediato interesse economico? È evidente: a volere lo «sviluppo» in tal senso è chi produce; sono cioè gli industriali. E, poiché lo «sviluppo», in Italia, è questo sviluppo, sono per l’esattezza, nella fattispecie, gli industriali che producono beni superflui. La tecnologia (l’applicazione della scienza) ha creato la possibilità di una industrializzazione praticamente illimitata. (...)

Il progresso lo vogliono gli operai, i contadini, gli intellettuali di sinistra. Lo vuole chi lavora e chi è dunque sfruttato. (...) Il «progresso» è dunque una nozione ideale (sociale e politica): là dove lo «sviluppo» è un fatto pragmatico ed economico.

P.P. Pasolini, Scritti Corsari

Se smettiamo dunque di leggere Pasolini come una raccolta di citazioni da utilizzare nei nostri discorsi dobbiamo utilizzare queste nozioni per concludere che la TAV è contro il progresso.

Oggi il paese e il governo devono scegliere se sia prioritario lo sviluppo, e quindi la costruzione di un treno, o il progresso, e quindi la riforma di una democrazia non più statalista, come nel '900, ma che guardi al locale come particolare significante.

Il regista friulano argomenta sostenendo che lo sviluppo è una necessità degli industriali, in quanto ne hanno bisogno per espandere il proprio modello di produzione e consumo e per avere l'egemonia antropologica. E sostiene invece che le classi subalterne hanno necessità di progresso più che di sviluppo, perché consumare/lavorare di più per loro non equivale ad un miglioramento della qualità della vita.

Qui potremmo concludere lasciando al libero arbitrio di ciascuno di decidere se quello che abbiamo sia un governo tecnico o meno, e se questo aggettivo non lo qualifichi in una certa area politica. Lo sforzo vero deve essere quello di smettere di utilizzare i grandi pensatori del passato come belletto intellettuale, ma di verificare se le nozioni che ci hanno lasciato sono utili a leggere il presente per cambiare i rapporti di forza, o addirittura, la natura stessa della forza.

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