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Claudio Riccio

Claudio Riccio

28 anni. Nato a Bari, vivo a Roma. Web designer freelance. Convintamente terrone.

Sinistra: 20 cose per non fare la solita cosa

1. La democrazia è quel che accade quando chi è escluso dalle scelte, chi è ai margini della società, irrompe sulla scena pubblica, conquistando spazio e potere. Oggi serve organizzare gli esclusi e tornare a irrompere nella società e nella politica. In questi tempi in cui a muoversi son soprattutto le forze della reazione, dopo uno degli autunni più freddi della nostra storia recente, in assenza di spinta dal basso e grandi movimenti che diano una proiezione del futuro, e riaprano spazi di possibilità, dobbiamo fare un balzo in avanti e organizzarci. Più che attendere che si palesi un nuovo movimento di massa capace di trasformare il senso comune e ripoliticizzare la società, più che attendere qualcosa di simile a quel che Deleuze definiva “l’irruzione del divenire” dobbiamo organizzarci per “divenire l’irruzione”.

Bertolt Brecht, la parte del torto e l'arte di perdere la ragione

Una celebre frase di Bertolt Brecht, che a sinistra è più citato di Oscar Wilde in uno stabilimento dei Baci Perugina, dice: “ci sedemmo dalla parte del torto, visto che tutti gli altri posti erano occupati”. È utile precisare che il drammaturgo tedesco intendeva dire “ci sedemmo dalla parte degli ultimi, degli emarginati, degli sfruttati invece che da quella, assai affollata, di chi difende il potere”.

Evidentemente c'è chi ha frainteso quel verso pensando volesse dire “non accontentarti di avere ragione, passa anche tu dalla parte del torto”.

Non basta una sinistra dei nuovi, serve una sinistra nuova

Fino a poco tempo fa l’immagine con­so­li­data dell’Italia era quella di un paese vec­chio e pol­ve­roso, con classi diri­genti vec­chie e pol­ve­rose. In tale imma­gi­na­rio il pro­blema delle gio­vani gene­ra­zioni era diret­ta­mente con­nesso ai “dino­sauri da scon­fig­gere”, per citare La meglio gio­ventù di Marco Tul­lio Gior­dana: gover­nanti fuori dal tempo, figli di un’epoca pre­ce­dente alla rivo­lu­zione infor­ma­tica, impe­di­vano l’emergere di una straor­di­na­ria gene­ra­zione che potrebbe invece riscat­tare le sorti del paese. Que­sta era la vul­gata, l’opinione dif­fusa, il sen­tire comune. Il pro­blema era ed è un altro. E, ovvia­mente, è andata diver­sa­mente, sta andando diversamente.

Il Movi­mento 5 Stelle prima e i ren­ziani subito dopo hanno cam­biato la per­ce­zione e la sostanza della com­po­si­zione dei gruppi diri­genti di que­sto paese, ma non accen­nano affatto a cam­biare verso della con­di­zione delle gio­vani gene­ra­zioni e il segno delle poli­ti­che che hanno cau­sato tali condizioni.

In Ita­lia, infatti, abbiamo al con­tempo il pre­mier più gio­vane della sto­ria della Repub­blica e il tasso di disoc­cu­pa­zione gio­va­nile più ele­vato della sto­ria della Repub­blica. Trac­ciare un nesso cau­sale tra que­sti due dati di fatto potrebbe forse essere arbi­tra­rio, ma la sim­bo­lo­gia resta potente.

Podemos primo partito in Spagna, uno spettro si ferma ai confini dell'Italia

Uno spettro si aggira per l'Europa? Di certo c'è chi, nelle tecnocrazie europee, non dorme sereno. Se preoccupa, comprensibilmente l'avanzata di Marine Le Pen in Francia, l'avanzata delle sinistre in Europa resta un dato rilevante e spesso sottovalutato nel dibattito pubblico.

Syriza, la sinistra di Tsipras, è da tempo primo partito nelle urne e nei sondaggi in Grecia, e adesso inizia a cambiare il quadro politico anche in un altro Paese: la Spagna.

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