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Il presidente greco a colloquio coi partiti per la formazione di un governo: i verbali degli incontri

Il presidente greco a colloquio coi partiti per la formazione di un governo: i verbali degli incontri

Il 13 e il 14 maggio scorso il presidente della Repubblica greca, Karolos Papoulias, ha svolto una serie di colloqui con i leader dei partiti greci in un estremo tentativo di formazione di una coalizione di governo, in seguito ai risultati delle elezioni del 6 maggio.

Prevedibilmente, il tentativo è fallito e ieri notte è stato nominato primo ministro “provvisorio” l’ex-presidente del Consiglio di Stato, Panayiotis Pikrammenos, con il compito di amministrare il paese sino alle prossime elezioni del 17 giugno. Il governo ha giurato stamattina, ed è composto in prevalenza da professori universitari, ex-ministri, diplomatici e figure politiche di lungo corso.
Il sito di informazione Radiobubble.gr ha pubblicato i verbali in inglese degli incontri svolti dal presidente Paopulias, che la redazione del Corsaro ha tradotto e riassunto per i lettori italiani (gli originali si trovano qua e qua).

L’incontro con SYRIZA, Nea Demokratia (ND) e PASOK. 13 maggio

Papoulias ha incontrato per primi i tre partiti maggiori, riunendoli assieme nel tentativo di convincerli a trattare le proprie posizioni. Nel suo discorso introduttivo ha detto che “le differenze tra le posizioni [di SYRIZA, ND e PASOK] sono piccole e irrilevanti, se confrontate con ciò che ognuno di voi deve alla nostra patria”.
Antonis Samaras, leader di ND, è stato il primo a delineare le opzioni che il suo partito avrebbe preso in considerazione: il ritiro da una qualunque coalizione di governo, lasciando l’onere agli altri partiti, e sostenendoli con un “voto di tolleranza”; in alternativa, la formazione di un governo di salvezza nazionale con SYRIZA, PASOK, DIMAR (Sinistra Democratica) e possibilmente i Greci Indipendenti; se anche questa strada si fosse rivelata impraticabile, Samaras si è dichiarato disponibile a formare un governo con il PASOK e DIMAR, sostenuto da un voto di tolleranza di SYRIZA. Concludendo, ha affermato che “ognuno di noi deve fare delle concessioni. Il popolo greco ci ha conferito un mandato per lavorare assieme”.
Alexis Tsipras, presidente di SYRIZA, ha attaccato l’impostazione di Samaras dicendo che in questo modo si palesava l’alleanza  pre-programmata tra DIMAR, PASOK e ND per la formazione di un governo pro-memorandum. In questo modo, ha affermato, i tre partiti avrebbero ottenuto 168 seggi in parlamento, con la garanzia della maggioranza assoluta; non vi sarebbe stato alcun bisogno di includere SYRIZA, un partito che ha un’agenda politica completamente differente. “Se nei vostri prossimi incontri”, ha detto, in riferimento alle trattative semi-nascoste tra i partiti favorevoli all’austerity della trojka, “riscontrerete l’impossibilità di formare un governo consimile, [sappiate] che noi non consideriamo il verdetto popolare una ‘catastrofe nazionale’… ad esserlo sono le macchinazioni dei politici”.
Evangelos Venizelos, a capo del PASOK, ha sottolineato la disponibilità del suo partito alla creazione di un governo di unità nazionale. Poi, ha delineato le proposte del PASOK: una grande coalizione con ND, SYRIZA, PASOK e DIMAR; in alternativa, un governo delle sinistre (DIMAR e SYRIZA) supportato esternamente (e quindi condizionato) da PASOK e ND.
Secondo il leader socialista, SYRIZA avrebbe più responsabilità che in passato in qualità di secondo partito del paese. Questo dovrebbe renderla più responsabile nei confronti delle trattative per la risoluzione della crisi di governo - che nell’interpretazione di Venizelos avrebbe significato la partecipazione ad un esecutivo pro-
memorandum.  “La nostra idea non è di mandare SYRIZA all’opposizione, ma di farla partecipare in uno sforzo nazionale proporzionale alle sue responsabilità e al mandato che ha ricevuto dal popolo greco”. Poi, ha accusato il partito di Tsipras di puntare arbitrariamente a nuove elezioni per accrescere la propria quota di voti, dichiarando che – in fondo – le posizioni dei socialisti e di SYRIZA sono sostanzialmente le stesse.

A questo primo giro di interventi ne ha fatto seguito un secondo.Samaras, dopo una fugace argomentazione sull’importanza del momento politico - e quindi della partecipazione di tutte le forze in campo, ovvero dell’unica che non ci è stata, ossia SYRIZA -, ha accusato Tsipras di “chiedere l’impossibile”, e di causare “problemi insormontabili” col suo rifiuto di sostenere anche solo esternamente un governo di coalizione.
Il giovane leader di sinistra ha risposto animosamente alle critiche mossegli da ND: “ciò che viene chiesto a SYRIZA non è di partecipare ad un governo per assicurare un voto di fiducia, ma di prendervi parte al fine di creare le condizioni per ottenere consenso sociale attorno ad una serie di politiche verso le quali abbiamo chiaramente espresso la nostra disapprovazione ben prima delle elezioni… [Se accettassimo], questo porterebbe [ancora una volta] ad una distonia tra le politiche varate in parlamento e la volontà popolare”. Inoltre, ha sottolineato che SYRIZA non si sarebbe astenuta né avrebbe mancato l’appuntamento al voto di fiducia al nuovo governo – laddove le trattative fossero riuscite a formarne uno – continuando una dura opposizione in parlamento e in piazza contro le misure di austerity.
Dopo un altro giro di interventi da parte di Samaras e Venizelos, in cui entrambi – con argomenti anche bislacchi, tra i quali una singolare proposta del PASOK di lasciare a casa 60 parlamentari e votare la fiducia con una maggioranza di 120 voti, e dunque invitando SYRIZA all’assenteismo – hanno cercato di convincere il leader di SYRIZA a partecipare (in qualche modo) alla creazione di una coalizione, Tsipras ha dichiarato che l’incontro stava perdendo ogni senso, e ha chiesto a Papoulias di terminare il colloquio e procedere ad incontrare gli altri leader dei partiti greci. Il presidente, chiamato in causa, ha espresso il suo disappunto per la situazione di stallo, pur dichiarando la sua intenzione a proseguire nel tentativo di formare una coalizione di governo.

14 maggio. L’incontro con la possibile coalizione: DIMAR, PASOK e ND

Dopo aver incontrato i leader di tutti i partiti (compresa la formazione neonazista di Alba d’Oro), Papoulias ha riunito il giorno dopo i leader di PASOK, ND e DIMAR (Sinistra Democratica, nella persona di Fotis Kouvelis). SYRIZA, invitata all’incontro, ha rifiutato di intervenire.
Paopulis ha esordito avanzando la possibilità di formare un governo di “tecnici” o personalità che godano di fiducia popolare, per amministrare il periodo di emergenza finanziaria del paese. Samaras ha subito dichiarato la sua disponibilità a sostenere uno scenario simile, senza risparmiare critiche a SYRIZA che, con il suo rifiuto a partecipare alle trattative, ha costretto i partiti ad un’inedita impasse. Anche Venizelos ha espresso la sua apertura per una soluzione del genere.
Per il leader di Sinistra Democratica, Kouvelis, la partecipazione di SYRIZA ad una qualunque iniziativa governativa era prerequisito essenziale per l’assicurazione di legittimità politica e sociale. Inoltre, ha aggiunto che un governo di “personalità” dovrebbe soddisfare alcuni requisiti – tra tutti, il supporto di tutti quei partiti pro-Europa ma contrari al memorandum. Poi ha dichiarato che un governo di “tecnici”, in fondo, sarebbe stato un fallimento della politica, così come l’assenza del secondo partito più grande del paese, cioè SYRIZA.  Senza il partito di Tsipras, a detta del capo di DIMAR, la tenuta di un qualsiasi governo sarebbe una sfida eccessiva per ogni pretesa di legittimità istituzionale. Per Kouvelis, insomma, non vi sono possibilità di partecipare ad alcuna coalizione senza il parallelo coinvolgimento di SYRIZA. Uno statement tutt’altro che scontato, tenendo conto delle voci che avevano preceduto questo incontro. Da diversi giorni, infatti, i media greci andavano annunciando un accordo semi-segreto tra Kouvelis, ND e PASOK per proseguire sulla strada della trojka, tagliando fuori SYRIZA dal potere esecutivo.
Dopo qualche altro intervento ed estreme proposte di dialogo ulteriore, il presidente Papoulias ha interrotto il colloquio – che si è concluso con un nulla di fatto.


La netta volontà di SYRIZA di non partecipare ad un esecutivo favorevole o comunque attento alle disposizioni della trojka ha minato sul nascere ogni tentativo di coalizione interna al parlamento. SYRIZA, facendo valere il suo peso di secondo partito greco, ha di fatto costretto sia DIMAR che gli altri partiti “minori” (cioè tutti quelli che non sono PASOK e ND) a rifiutare compromessi sulla politica economica della Grecia, al centro di qualsivoglia trattativa su possibili governi. Appare ovvio che Tsipras e i suoi stiano puntando alle elezioni del 17 giugno, giornata in cui intenderanno giocarsi fino in fondo la partita del potere.

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