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Nasce a Pisa "Le Città in Comune"

Nasce a Pisa "Le Città in Comune"

E' terminata ieri la tre giorni "Un'altra musica in Comune", organizzata dalla lista civica pisana, connotata politicamente a sinistra, “Una Città in Comune”, che oggi esprime due consiglieri comunali. Una lista di cittadinanza che fa parte della Rete dei Comuni Solidali, il contenitore che comprende undici liste politiche di tutta Italia (da Roma a Brindisi, da Messina a Imperia, da Brescia a L’Aquila e poi Siena, Firenze, Feltre, Ancona, ecc.), accomunate "dalla idea di operare a livello politico, sociale e culturale sui territori per favorire una nuova partecipazione dei cittadini alla vita politica, slegata da logiche puramente partitiche o da interessi particolari di corto respiro"

Durante l'iniziativa politica e culturale di questo fine settimana si sono incontrati e confrontati a Pisa i rappresentanti di queste liste, e anche di altre organizzazioni politiche, in una discussione aperta alla cittadinanza su ruolo e funzioni delle amministrazioni locali e della loro capacità di incidere sulla crisi economica, sociale e democratica. Tra gli ospiti che hanno attraversato quello spazio di discussione: Guido Viale, Grazia Naletto e Danilo Soscia (esponente dell’ex Colorificio Liberato di Pisa recentemente posto sotto sequestro e sgomberato dall'autorità giudiziaria).

Tre i tavoli di lavoro che si sono composti sabato: bilancio, servizi e spazi (sul sito della lista pisana è possibile visionare dei report video dei tavoli in questione http://unacittaincomune.it/nasce-a-pisa-le-citta-in-comune/).

Il portato politico di questa iniziativa è riassunto nel documento finale che segue, prodotto in sede plenaria, con il quale vengono lanciate tre campagne sui temi dell'austerità, dei beni comuni e del recupero del territorio.

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" Nasce a Pisa "Le Città in Comune"
Liste di cittadinanza unite per un’altra idea di città: al via tre campagne su austerità, beni comuni, recupero del territorio

Disobbedienza al Patto di Stabilità, rigenerazione e valorizzazione sociale del patrimonio immobiliare in disuso, difesa dei beni comuni e dei servizi pubblici. Queste sono le tre melodie composte a  Un’altra musica in Comune –  l’appuntamento promosso da 11 liste di cittadinanza a cui si sono aggiunte altre esperienze amministrative provenienti da sud a nord. 

I tre giorni di assemblee hanno visto la partecipazione attiva di numerose "Città in Comune", tra cui: perUnaltracittà (Firenze) – Ancona Bene Comune – Appello per L’Aquila – Brescia Solidale e Libertaria per i Beni Comuni – Brindisi Bene Comune – Cambiamo Messina dal basso – Cittadinanza e Partecipazione (Feltre) – Imperia Bene Comune – Una città in comune (Pisa) – Repubblica Romana – Sinistra per Roma - Sinistra per Siena. Queste liste di cittadinanza hanno animato il dibattito, i  tavoli di lavoro e i seminari che si sono conclusi con l’elaborazione di tre campagne che sin dai prossimi giorni troveranno concretizzazione dentro e fuori le aule consiliari.

La prima centrata sul dovere dei sindaci di fare fronte all’emergenza sociale e di tutelare la sicurezza idrogeologica del territorio e delle scuole, superiore al mandato di rispettare i vincoli di bilancio imposti dal Patto di stabilità.

La seconda sul federalismo demaniale e sul patrimonio immobiliare pubblico e privato da riutilizzare – a partire dalle caserme in dismissione - per creare lavoro, cultura, nuovo welfare e rispondere all’emergenza abitativa che cresce nelle città.

La terza riguarda la ripubblicizzazione e la trasparenza di gestione dei servizi essenziali - come acqua, trasporti e gestione dei rifiuti – attraverso mobilitazioni, interrogazioni, proposte di delibere e di modifiche degli Statuti comunali, per attuare in ogni città le intenzioni espresse nell’esito referendario del giugno 2011.

Le liste di cittadinanza riunite si sono date il nome di “Le Città in Comune”, per sottolineare una verità semplice oggi negata: le città sono di tutte e tutti coloro che le abitano, servizi essenziali e spazi pubblici sono proprietà collettive da amministrare per il bene delle e dei cittadini e non per quello delle banche e dei costruttori, anche prevedendo azioni di “forzatura” legislativa se necessarie. Autonomia della politica dall’economia di mercato, lotta culturale e politica ai vincoli di bilancio “imposti” alle amministrazioni locali, perché le città siano teatro di un’alternativa alle politiche di austerità e alle larghe intese. Non a caso si è scelto anche di aderire alla campagna contro la povertà promossa da Libera, “Miseria Ladra”.

Da Pisa le città iniziano un cammino per una nuova pratica del “comune”, che muove dal radicamento territoriale e guarda con attenzione e partecipazione a tutte le forme di autogoverno e di buone pratiche che si stanno moltiplicando nella nostra società. L’incontro avrebbe dovuto svolgersi all’Ex Colorificio della città toscana, sgomberato un mese fa, caso esemplare di come un luogo abbandonato possa essere riportato in vita grazie all’attivismo sociale e di quanto sorda possa essere un’amministrazione comunale davanti alle nuove esperienze di uso civico degli spazi abbandonati.

Le Città in Comune "

 

 

 

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