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Torino, respinto il ricorso Fiom. Landini: 'Andremo in appello'

  • Scritto da  Adriano Sofferenza
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landiniIl giudice del Tribunale di Torino, Fabrizio Aprile, ha respinto i ricorsi presentati dalla Fiom Cgil contro le società del gruppo Fiat per comportamento antisindacale. I metalmeccanici Cgil sostengono che il mancato riconoscimento delle rappresentanze sindacali aziendali, previste dall'articolo 19 dello Statuto dei Lavoratori, leda le libertà sindacali dei lavoratori e delle loro organizzazioni.

Delle 61 cause presentate in tutta Italia gli esiti di quelle finora valutate sono piuttosto discordanti. Se nella ventina di cause, riunite in unico procedimento a Torino, e in quelle di Lecce e Milano l'esito è stato favorevole al gruppo Fiat, diversamente è accaduto a Bologna e Napoli, dove i giudici hanno riconosciuto la legittimità delle richieste della Fiom e la necessità che anche a questo sindacato sia garantita la rappresentanza all'interno delle unità produttive dove ha iscritti. La situazione è quindi piuttosto ingarbugliata: la nomina dell'RSA nelle società del Gruppo Fiat avverrà a macchia di leopardo: con fabbriche come la Magneti Marelli di Bologna in cui la presenza Fiom sarà garantita e altre come Mirafiori dove sarà negata.

Anche per questo motivo da parte del sindacato c'è la volontà di presentare appello al decreto, nella convinzione che le proprie posizioni non siano scalfite dal tenore dei tre decreti sfavorevoli, fatto ribadito dal responsabile nazionale del settore auto Giorgio Airaudo: “Ricorreremo in appello perché, come ha riconosciuto la Fiat stessa, le sentenze dei giudici non sono uniformi”.

La necessità di rivolgersi al giudice deriva dall'esclusione, nelle fabbriche della Fiat, dei delegati Fiom perché aderenti a un sindacato che non ha sottoscritto il contratto specifico di primo livello del 13 dicembre 2011. Sul tema dell'agibilità sindacale per i sindacati dissenzienti verte gran parte delle battaglie politiche dei mesi passati da parte dei metalmeccanici: come ricordato da Maurizio Landini, segretario generale Fiom Cgil, “la libertà sindacale è un tema aperto, impedendo la nomina delle nostre RSA si nega il diritto dei lavoratori a scegliersi il sindacato”.

Nel decreto di Torino pochi sono gli aspetti innovativi rispetto alla pronuncia milanese. Il giudice si è infatti attenuto ad un'interpretazione letterale dell'art. 19, escludendo che nel termine firmatari possano essere ricompresi anche i sindacati che hanno partecipato alle trattative precedenti alla sottoscrizione del contratto e affermando l'impossibilità - in casi come questo – di una vigenza ulteriore del precedente accordo sottoscritto anche da Fiom. Unico tratto politicamente interessante del decreto del giudice Aprile è rappresentato dal richiamo alla sentenza della Corte Costituzionale che invitava a intraprendere nuove strade legislative o nei rapporti intersindacali per porre rimedio alla lettura dell'articolo 19 dello Statuto dei Lavoratori, come risultante dal referendum del 1995.

In questo senso la battaglia della Fiom si apre a strade ulteriori rispetto al ricorso al giudice, dando spessore maggiore all'appuntamento lanciato oggi per la “Giornata di lotta per l’estensione dei diritti” del 20 maggio prossimo, in occasione dell'anniversario dello Statuto dei Diritti dei Lavoratori.

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