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Sei NoTav e minorenne? Intervengono i servizi sociali

  • Scritto da  Giulio Gezzi
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piccoli no tavAvviso a tutte le famiglie e i ragazzi d'Italia: la militanza politica è una pericolosa forma di devianza sociale che va arrestata. La notizia è di questi giorni: se un ragazzo minorenne fa attività politica e non può essere denunciato, per la bassa età anagrafica oppure per la totale assenza di reati, egli verrà convocato dal tribunale dei minori e la sua famiglia riceverà una lettera dai servizi sociali per fissare un colloquio. È quanto sta accadendo in questi giorni in Val Susa.

Secondo quanto si apprende da uno dei siti del movimento NoTav, infatti, Angela, madre del 14enne Francesco ha riferito di aver ricevuto una lettera di convocazione degli uffici di assistenza sociale del tribunale di Torino perché il figlio aveva preso parte ad un'azione a fine settembre. Non immaginatevi il povero ragazzino con fazzoletto al volto e molotov alla mano: l'azione in questione era un volantinaggio davanti ad una filiale della banca San Paolo a Susa, in cui gli attivisti sensibilizzavano la cittadinanza sull'interesse dell'istituto nella costruzione della Torino-Lione.

Sentita dalla nostra redazione, Angela ha chiarito ogni perplessità sull'anomalia del procedimento:

D. Lei o il figlio siete stati già oggetto di segnalazioni oppure si tratta del primo episodio, riconducibile con certezza all'attività No Tav di Francesco?
R. Mai. La convocazione è in relazione alle attività No Tav di Francesco.

D. Oltre a Francesco, vi sono altri minori segnalati per le stesse attività, a quanto vi risulta?
R. Sì, una ragazza, Francesca, di 17 anni e probabilmente un altro minorenne.

D. I ragazzi che erano insieme a suo figlio, anche se maggiorenni, sono stati oggetto di qualche provvedimento?
R. Non lo sappiamo. Probabilmente si.

Questi provvedimenti, questo è il dato quantomai preoccupante, non sono isolati. Non si tratta cioè della folle iniziativa di un singolo procuratore. Essi sono invece inseriti in un insieme di provvedimenti che hanno colpito gli attivisti dei movimenti da più di un anno a questa parte. È evidentemente la politica dell'attuale governo, non è una novità, quella di usare il pugno di ferro verso le manifestazioni di dissenso, qualunque forma esse abbiano. Non c'è dunque da stupirsi se un minorenne che volantina contro la Tav è paragonato per “pericolosità sociale” ad un “ragazzo difficile delle periferie”.

Non stupisce più nulla dopo aver visto prendere a manganellate in faccia adolescenti inermi, dopo aver visto le cariche della polizia nelle manifestazioni degli studenti medi, dopo aver visto volare dei lacrimogeni sui manifestanti in fuga dalle stanze di un ministero (ci siamo evoluti, un tempo volavano dalle finestre direttamente gli anarchici), dopo aver visto recapitate centinaia e centinaia di denunce per reati che fanno riferimento a leggi degli anni Trenta.

La politica è quella di destabilizzare i movimenti, minarne le fondamenta falcidiandone la base militante, colpendo i più giovani quelli che, in sostanza, sono ancora “curabili”, facendo leva sulle famiglie, facendo leva sui Giorgio Chiesa che poi andranno in televisione a raccontare di un figlio diseredato al quale un po' di carcere per quello che ha fatto non fa mica male.

 

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