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Anziano accoglie in casa richiedenti asilo: "Vogliono una vita"

Anziano accoglie in casa richiedenti asilo: "Vogliono una vita" foto Sara Prestianni

"Ospitateli a casa vostra", è una delle frasi più ricorrenti tra i commenti di chi, sui social network, con fare razzista, respinge in toto concetti come quelli di accoglienza e integrazione. E lui, Romano Busdraghi, classe ’33, residente a Venturina, in provincia di Livorno, ha preso sul serio questo invito e ha deciso di accogliere sette profughi africani, arrivati in zona attraverso la cooperativa Odissea di Lucca, nella propria abitazione, dimostrando come il nostro non sia un Paese dominato dal becero razzismo.

“Chi ha una casa libera la metta a disposizione degli immigrati in difficoltà. Bisogna che ognuno, nel proprio piccolo, faccia qualcosa per cambiarlo questo mondo“, è l'appello che ha lanciato nei giorni scorsi l'anziano dalle colonne del quotidiano 'Il Tirreno', aggiungendo: “Le cronache in queste ore ne raccontano il dramma. Siamo in un momento in cui chi può deve dare il suo contributo, è un obbligo morale. E io, nei limiti delle mie possibilità, non ho fatto altro che dare un appartamento vuoto a ragazzi coraggiosi che, a costo di rischiare la vita, sono venuti in Italia in cerca di una speranza perché scappano da guerre e miseria”.

L'82enne, al contrario di tanti italiani, in particolare giovanissimi, sa benissimo cosa ha spinto questi ragazzi ad attraversare il canale di Sicilia in cerca di una speranza: “I sette ragazzi hanno chiesto asilo politico, erano perseguitati nella loro terra. Hanno visto morire amici e parenti, e sono venuti qui per restare non per andare in altri paesi. Adesso si stanno ambientando, sono ovviamente confusi e ancora spaventati, hanno tanti bisogni, ma anche tanta intelligenza e stanno facendo del loro meglio per farsi accettare”.

“Vogliono innanzitutto imparare l’italiano, cercare poi un lavoro, insomma vogliono una vita”, sentenzia Busdraghi, che con il suo gesto diviene senza dubbio un modello per i tanti che ancora credono che esista un'Italia diversa, convintamente antirazzista, e che a 70 anni dalla Liberazione vuole tornare a far sentire la propria voce.

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