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Torino: la mensa chiude per i tagli? La riaprono gli studenti

Torino: la mensa chiude per i tagli? La riaprono gli studenti

La mensa di via Principe Amedeo a Torino è stata chiusa in seguito ai tagli della Regione Piemonte. Questa mattina gli studenti hanno occupato la mensa riaprendola e intendono ripristinare il servizio autogestendolo fino a quando la giunta Cota non farà marcia indietro sui tagli al diritto allo studio. La Regione Piemonte fino a qualche anno fa era tra le regioni più avanzate in tema di diritto allo studio e copertura dei servizi e delle borse di studio. Altre iniziative sono attese oggi in Italia nell'ambito del percorso di avvicinamento alla mobilitazione nazionale studentesca lanciata per il 15 novembre dalla Rete della Conoscenza

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Riportiamo di seguito il comunicato degli occupanti, firmato Ribaltiamo il Tavolo-Mensa Liberata.

Oggi, 8 Novembre, noi studenti e studentesse delle università torinesi abbiamo occupato la mensa Edisu di via Principe Amedeo 48, in segno di protesta contro i ripetuti attacchi al Diritto allo studio e al Welfare studentesco messi in campo dalla Giunta Cota e dai governi nazionali negli ultimi anno.

La struttura che abbiamo occupato è stata chiusa quest'estate per non essere riaperta fino a settembre 2014. Il motivo di questa chiusura non è legato ad esigenze di ristrutturazione ne di messa in sicurezza. 
Infatti la ditta cui E.Di.S.U ha esternalizzato la gestione delle mense di via Galliari, via Amedeo e Lungo Dora,a seguito dell'aumento del costo dei pasti stabilito dall'Ente per il Diritto allo Studio, con il conconseguente crollo dell'utenza e quindi dei profitti per la ditta, ha stabilito la cessazione del servizio.
Gli studenti delle sedi universitarie situate in zona centro sono quindi privati di un servizio essenziale come quello della ristorazione.

Questa vicenda è solo l'apice dello smantellamento del Diritto allo Studio portato avanti dalla Giunta regionale fin dal suo insediamento. Dietro la subdola maschera della meritocrazia il governo regionale Cota e i suoi hanno, in tre anni, tagliato i finanziamenti all' EdiSU da più di 26 mln di € dell'anno 2009 a circa 10 mln previsti per l'anno in corso. Queste politiche hanno ridotto al minimo i servizi per gli studenti e studentesse senza borsa di studio e senza posto in residenza,costringendo molto di loro ad abbandonare il proprio percorso di studi.

In parellelo i tagli al trasporto pubblico locale e al servizio sanitario, confermano l'intenzione da parte della Regione di colpire ogni forma di welfare e di uniformarsi a quelle politiche di austerity che in tutta Europa stanno danneggiando le fasce più deboli,portando interi stati al collasso.

Altrettanto colpevoli di questa situazione sono per noi i vari governi che si sono alternati negli ultimi anni:
non dimentichiamo i tagli all'istruzione e al diritto allo studio ad opera del duo Gelmini-Tremonti, non dimentichiamo i ripetuti attacchi al mondo del lavoro ad opera di Sacconi prima e del ministro Fornero dopo, non dimentichiamo la costante scelta di investire nelle grandi opere,armamenti e missioni militari a fronte di gravissimi tagli a tutta la spesa sociale. 
Nè ci facciamo ammaliare dalla una favola delle larghe intese, ai proclami di rifinanziamento della pubblica istruzione che nascondono solo ulteriori tagli, dalla cancellazione dell' IMU sostituita dall'iniqua e regressiva Service Tax (Tasi e Tare).

La riappropiazione di questo spazio è per noi l'inizio del riscatto.

Riaprire questa mensa e ristabilire il servizio è solo il primo passo della nostra riconquista del diritto allo studio: da qui non ci muoveremo fino a che la Regione non avrà ristabilito i fondi necessari alla copertuta totale di borse di studio,posti letto e servizi essenziali per gli studenti.

Il 15 novembre saremo in piazza, insieme agli studenti e alle studentesse delle città di tutta Italia, contro il governo delle larghe intese, contro la legge di stabilità scritta a quattro mani dal Governo Letta e dalla Commissione Europa. 
Ma non dimenticheremo la nostra controparte: marceremo contro il nuovo grattacielo della regione Piemonte, costato centinaia di milioni di € sottratti agli studenti, ai pendolari, ai cittadini di questa regione.

Da questa Mensa vi vedremo cadere uno dopo l'altro, come abbiamo liberato questo spazio, libereremo i nostri diritto dalle catene delle vostre politiche.

 

 

Ultima modifica ilVenerdì, 08 Novembre 2013 19:18
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