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Ahmed El Mardi: bracciante muore nelle campagne di Cerignola

  • Scritto da  Giulia Giraudo
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Ahmed El  Mardi: bracciante muore nelle campagne di Cerignola

Un nuovo morto nella campagne del Sud Italia: morte naturale sentenzia il bollettino medico. Morte bianca, morte sul lavoro, morte del lavoro urlano le coscienze di chi osserva, informa e lotta da anni contro il fenomeno dello sfruttamento lavorativo. Un altro morto del “sistema sfruttamento”, invisibile, legalizzato, un’ altra vittima dello sfruttamento che è ormai divenuto parte integrante della nostra quotidianità, accettato, ineliminabile ingranaggio necessario alla riproduzione della macchina produttiva neoliberista.  Vivere e lavorare nel fango, senza contratto, sottopagati, in condizioni di miseria e sfruttati è una realtà consolidata ed accettata da Nord a Sud: succede a Saluzzo dove centinaia di immigrati vivono e condividono la violazione di diritti basilari quali dignità, condizioni di vita dignitose, lavoro, sicurezza sociale, acqua, cibo, così come al Sud del Bel Paese.

Oggi siamo in Puglia a 15 km da Cerignola, a Borgo Tressanti in provincia di Foggia: in questa località che da anni è fortemente interessata dal fenomeno dello sfruttamento, un immigrato di nazionalità marocchina di 44 anni, Ahmed El Mardi, è morto per un malore mentre lavorava in un podere. Il proprietario del terreno è stato denunciato per sfruttamento del lavoro clandestino.

Secondo quanto accertato da agenti del Commissariato di Polizia di Cerignola l'uomo che già da tempo prestava la propria manodopera irregolarmente,  stava lavorando insieme a un cittadino italiano ed essendo arrivato un temporale, dirigendosi verso il proprio motorino parcheggiato nei pressi del campo, si è accasciato al suolo. Il collega e il proprietario del fondo agricolo hanno chiesto l'intervento dell'autoambulanza e poco dopo, seguendo le indicazioni dei sanitari del 118, hanno caricato a bordo della loro automobile il bracciante. Sulla strada, pochi chilometri dopo, hanno incrociato il mezzo di soccorso sul quale è stato caricato il paziente, ma i sanitari non hanno potuto fare altro che constatarne la morte. L'uomo è stato trasportato all'obitorio dell'ospedale di Cerignola.

Non sono stati riscontrati sul corpo dell’uomo segni di violenza o altro tanto che il magistrato di turno ha emesso il nulla osta alla sepoltura ponendo la salma a disposizione dei familiari. Il proprietario del terreno, che si trova a Borgo Tressanti, R.P., 61 anni, di Cerignola, e' stato denunciato per sfruttamento del lavoro clandestino

Morte naturale insomma. O forse morte naturalmente indotta dalla condizioni di sfruttamento a cui l’uomo da tempo, in modo continuativo era sottoposto? Probabilmente questa supposizione resterà tale, come spesso accade nelle vicende quotidiane di violazione dei diritti umani, nelle nostre campagne,quei diritti riconosciuti e garantiti dalla  stessa Costituzione italiana all’articolo 2 :  “La Repubblica riconosce e garantisce i diritti inviolabili dell’uomo, sia come singolo sia nelle formazioni sociali ove si svolge la sua personalità”.

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