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Erdogan: è colpa di twitter!

  • Scritto da  Redazione
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Erdogan: è colpa di twitter!

Il premier Turco Erdogan aveva già rilasciato dure dichiarazioni contro i manifestanti di OccupyGezi, contribuendo, consapevolmente o meno, a radicalizzare lo scontro e allargare i temi della protesta. In queste ultime dichiarazioni si scaglia contro twitter "è un problema". Accusando il social network di essere pieno di informazioni tendenziose e false, come quella per cui avrebbe ordinato di impiccare i manifestanti agli alberi di Gezi Park. (trad. "Oradaki Ağaçlarda Bunları Sallandıracaksın" min.0.20).

Effettivamente è difficile far circolare solo informazioni corrette nel mare enorme di foto, video e notizie che girano in queste ore. Noi ci stiamo provando con una selezione delle notizie e delle foto che viaggiano principalmente su twitter, instagram e youtube in queste ore. Se c'è qualcosa che si può fare per sostenere queste lotte a distanza di certo c'è il prestare attenzione alle foto e le informazioni che si condividono. Diffondere notizie false o antecedenti ai fatti di questi giorni è, infatti, un pessimo servizio all'informazione dal basso e soprattutto alla causa di chi lotta mettendo in gioco il proprio corpo contro la repressione.

Nel replicare ad Erdogan, molti si sono affrettati a dire "teme il web che rende liberi". A tal proposito ci limitiamo a ribadire quanto scritto nei giorni delle rivolte arabe: "Sono rivolte portate avanti con i corpi e con la testa, ma per molte narrazioni giornalistiche sono state condotte a colpi di twitter e facebook, come se un “mi piace” potesse intimorire un governo, o lanciare un hashtag contro l'esercito potesse fermarlo. Senza dubbio i social network sono stati strumenti utilissimi, nel Nord Africa come in tutto il mondo, ma strumenti sono e strumenti restano, come un volantino, solo più potente, anche se non sempre altrettanto efficace."

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