Menu

Jalal Talabani: la morte di un leader

Jalal Talabani: la morte di un leader

Il 3 ottobre, a 83 anni, è morto in Germania Jalal Talabani. Forse il nome dirà poco a chi non conosce la politica mediorientale, ma il leader curdo è stato, tra le altre cose, il primo Presidente della Repubblica irachena non arabo (e il primo curdo), in carica dal 2005 al 2014. Mentre l’Iraq decreta tre giorni di lutto nazionale, è in Kurdistan dove l’impatto della sua morte è più pesante, perché arriva in un momento politico estremamente delicato, rischiando di complicare ancora di più il già precario equilibrio post-referendario.

Anche se “Mam Jalal”, lo zio Jalal, era invalido dal 2012 a seguito di un ictus che lo aveva gravemente debilitato, la sua influenza sulla politica irachena e soprattutto curda era ancora determinante. Avvocato, combattente peshmerga contro il regime di Saddam, fondatore del PUK, il Partito di Unione Patriottica (storico antagonista del PDK, il Partito Democratico Curdo), Talabani era una figura leggendaria, celebrata ovunque con striscioni e bandiere: la sua effigie capeggia su ogni strada del Governorato di Sulaimaniyah, dove il PUK è al potere, così come le immagini dell’altra figura mitologica del Kurdistan, Mustafa Barzani (padre dell’attuale presidente curdo) sono onnipresenti a Erbil, la capitale curda e roccaforte del PDK.

Il Kurdistan, politicamente e storicamente, è sempre stato diviso in due: i governatorati di Erbil e Dohuk in mano al PDK, quello di Sulaimaniyah in mano al PUK; Mustafa Barzani e la sua famiglia da un lato, Jalal Talabani e la sua dall’altro. Storia simile, entrambi combattenti, nemici nella guerra che negli anni ‘90 li vide affrontarsi a costo di migliaia di morti. La morte di Talabani, ora, crea uno sbilanciamento in questa storia pluridecennale, e arriva nel momento più delicato per il Kurdistan e per il PUK stesso. Il referendum, con conseguenze ancora tutte da verificare, è infatti stato voluto fortemente dal PDK ed osteggiato dal PUK. La moglie di Talabani, Hero Hibrahim, nella prima dichiarazione dopo la morte del marito ha definito la scelta di premere sul referendum come un grave errore, fatto senza consultare gli altri partiti, accusando Barzani.

Nel frattempo, il feretro di Talabani arrivava direttamente a Sulaimaniyah, avvolto nella bandiera curda, e non a Baghdad, avvolto nella bandiera irachena, creando ulteriori tensioni con il governo iracheno. A Sulaimaniyah, al passaggio della bara nella via centrale della città, è calato un silenzio assordante. Solo il rumore degli elicotteri a rompere il vuoto, in una città altrimenti caotica come poche. Due file di persone, tutte vestite di nero, con al petto una spilla con la faccia di Mam Jalal o una sua foto, hanno accompagnato il passaggio del feretro nel suo viaggio fino alla moschea centrale.

Se già il futuro del Kurdistan era incerto dopo il voto del 25 settembre, la morte di Talabani priva la politica curda di una figura rispettata e di altissimo profilo, che avrebbe potuto essere determinante nel risolvere l’attuale crisi con i propri vicini, in primi Turchia e Iran, che stanno mettendo in piedi un piano comune con l’Iraq per bloccare l’esportazione del petrolio curdo. Mam Jalal, in un momento come questo, avrebbe potuto essere la figura di riconciliazione tra curdi e arabi, proprio alla luce della sua storia personale e politica. La sua scomparsa, oltre a creare un vuoto nella scena politica curda che rischia di estremizzare ulteriormente il disequilibrio tra PDK e PUK, fa venire meno una voce moderata ma risoluta, le cui conseguenze sono ancora tutte da vedere.  Ad ogni modo, la morte di Talabani ha portato a un primo passo, forse simbolico, ma importante: la riapertura dell’aeroporto internazionale di Sulaimaniyah, chiuso da oltre una settimana, per far atterrare l’aereo con la sua bara. E per alcuni giorni, almeno, il lutto unisce nuovamente curdi e arabi. Pronti però, da domani, a tornare avversari.

Torna in alto

Categorie corsare

Rubriche corsare

Dai territori

Corsaro social

Archivio

Chi siamo

Il Corsaro.info è un sito indipendente di informazione alternativa e di movimento.

Ilcorsaro.info