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Miseria Ladra: una campagna per mettere al bando la povertà

Miseria Ladra: una campagna per mettere al bando la povertà

È partita il 17 ottobre la Campagna, promossa da Libera e dal Gruppo Abele, “Miseria Ladra”; il lancio è avvenuto a Roma, durante la giornata mondiale contro la povertà proprio in un momento in cui l’aumento delle diseguaglianze, della povertà sta spingendo il Paese in un baratro misurato tra miseria e disoccupazione. Il gruppo Abele ha in questi mesi pubblicato un dossier, “Miseria Ladra” per l’appunto, che parte dall'analizzare i dati Istat del 2012 e palesa il volto dell’Italia come un sistema Paese che intende il welfare come “beneficenza” e non come un “diritto”. 

Le statistiche parlano chiaro: quasi  5 milioni di poveri assoluti e 9 milioni e mezzo di poveri relativi, pari al 15% della popolazione. Un dato agghiacciante che viene nascosto dalla cronaca politica e giornalistica. Emerge un dramma enorme quindi nel Paese. La condizione di povertà è una condizione di ingiustizia profonda. Libera e Gruppo Abele hanno deciso allora di farsi carico di una proposta di qualità, che metta le mani dentro le vere contraddizioni sociali esistenti. La precarietà è sempre più sinonimo di povertà. L’aumento del tasso di disoccupazione, il lavoro che – quando c’è – è ormai sempre precario, l’aumento del costo della vita e dello smantellamento dei servizi sociali minimi stanno producendo un aumento spaventoso della forbice tra ricchi e poveri. Parole come modello sociale europeo,  ceto medio, non solo stanno sparendo dal nostro vocabolario, ma sono anche ormai una realtà di fatto.

Ma la povertà non è una condanna, non è frutto del caso, ma di scelte politiche. Per questo la Campagna miseria ladra ha la straordinaria potenzialità di mettere in rete esperienze del sociale, del terzo settore, movimenti, il tutto per costruire un argine reale allo smantellamento del welfare, per la ricostruzione di un modello di società diverso, fondato sulla ricchezza sociale e non sull’impoverimento delle vite. I dati sono inquietanti: Nel 2012, sono 8,6 milioni gli individui in famiglie gravemente deprivate, cioè famiglie che su un elenco di nove segnali di deprivazione ne presentano quattro o più.

Nelle regioni del Mezzogiorno il peggioramento è più marcato rispetto al Nord e al Centro: la deprivazione materiale, aumentata di oltre tre punti percentuali, colpisce il 40,1 per cento della popolazione, mentre la grave deprivazione, con un aumento di oltre cinque punti, riguarda ormai una persona su quattro (25,1 per cento).  

Per il Gruppo Abele “se hai meno di 18 anni, hai più probabilità di essere povero rispetto a un adulto o un anziano”; nel nostro paese il 32,3% dei minori è a rischio di povertà, contro il 28, 4% degli adulti e il 24,2% degli anziani. In base agli ultimi dati Istat, il 7% dei minorenni italiani, pari a 723.000 ragazzi, vive in condizioni di povertà assoluta. Le percentuali variano a seconda delle aree del Paese: la quota e' del 10,9% nel Mezzogiorno, a fronte del 4,7% nel Centro e nel Nord.

A causa della povertà, aumentano le famiglie e le persone costrette a vivere in strada. Gli homeless in Italia sono stimati in circa 50 mila, vivono soprattutto a nord-ovest (38,8%), sono maschi (86,9%), relativamente giovani (il 57,8% ha meno di 45 anni) e con basso livello di istruzione (65%). Negli ultimi tre anni, dall’esplosione della crisi economica, c’è stata un’impennata degli italiani che si sono rivolti ai centri Caritas e che ormai sono il 33,3% del totale.

L’Italia, per quanto riguarda le disuguaglianze economiche e sociali, si colloca agli ultimi posti tra gli stati appartenenti all’Unione europea ed è scavalcata in termini di maggiore giustizia sociale da molti paesi degli altri continenti. La crisi economica, come si evidenzia dalle statistiche, amplia le sperequazioni e incide ancora più pesantemente sulle disuguaglianze.

La campagna riesce politicamente a mettere assieme nodi importanti. Il primo è quello di legare la democrazia alla giustizia sociale. La chiusura degli spazi democratici è direttamente proporzionale all’aumento delle ingiustizie sociali. Bisogna dunque ricostruire questo nesso. Per farlo la “coalizione” che “Miseria Ladra” può rappresentare è davvero interessante. La possibilità di mettere assieme le reti dei centri sociali fino alle Caritas locali, gli operatori del terzo settore, quelli che costruiscono welfare dal basso, le realtà che si occupano di marginalità, i sindacati, i movimenti, gli studenti, gli scout. Una coalizione singolare ed ampia con l’obiettivo non solo di rendere “illegale la povertà”, ma di contrastarla con un’azione di lotta e vertenziale precisa sui territori. La battaglia dei prossimi mesi quindi sarà non chiudere questo contenitore, ma aprirlo alle esperienze e farne laboratorio di politica capace di porre assieme questione sociale e democratica allo stesso tempo. L’attualità e la necessità non mancano. Staremo a vedere quanto il superamento di identitarismi e la capacità di mettersi assieme per davvero vinceranno nel nostro Paese. Dal reddito di cittadinanza, al blocco degli sfratti, alla rinegoziazione del debito: ecco le 10 di fondo le 10 proposte della campagna.

Leggi le 10 proposte della campagna Miseria Ladra per sconfiggere la povertà.

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