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Processo Eternit: una sentenza storica

  • Scritto da  Adriano Sofferenza
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EternitCondanna a 16 anni di reclusione per entrambi gli imputati al Processo Eternit: Stephan Schmidheiny e il barone Jean-Louis de Cartier.
Sentenza unanimemente definita storica quella del Tribunale di Torino. In un clima d'attesa prolungata dalle 3 ore di camera di consiglio il Presidente del collegio giudicante Giuseppe Casalbore ha dato lettura della sentenza. Riconosciuta la colpevolezza dei due manager del gruppo Eternit per disastro doloso per gli stabilimenti di Casale Monferrato e Cavagnolo e per quanto avvenuto dal 1999 in poi anche per il reato di omissione delle misure di sicurezza, mentre per gli altri due siti oggetto del processo (Rubiera e Bagnoli) è subentrata la prescrizione. Subito dopo la lettura delle condanne è esplosa la commozione tra i famigliari delle vittime e tra il pubblico presente delle diverse aule messe a disposizione per permettere a tutti di assistere.

Dopo la lettura dell'entità delle condanne per i due imputati il Presidente è passato all'entità del risarcimento per le parti civili, che si è concluso alle 16, dopo tre ore di lettura ininterrotta. Un lungo, eterno elenco di nomi di vittime e parenti di vittime che ha concluso questo processo come una lunga litania laica per ricordare la scia di morti che l'amianto ha lasciato nelle città in cui l'Eterni ha posto i suoi impianti. Un processo monstre frutto del meticoloso lavoro di ricostruzione dei fatti che ha visto impegnati il pool del Procuratore Guariniello e decine di avvocati sia per la difesa degli imputati che per le quasi 6000 parti civili costituitesi.


L'entità dei risarcimenti riconosciuti a queste oscilla dai 25 milioni di euro per il Comune di Casale Monferrato (7 in più di quanto offerto qualche mese fa da uno dei due imputati a titolo di risarcimento) ai 30 mila euro per i parenti delle vittime di asbestosi o mesiotelioma. Importante anche la cifra riconosciuta alla Regione Piemonte, 20 milioni di euro, e all'INAIL, 15 milioni.

Tra le persone presenti alla lettura della sentenza c'era incredulità mista, ovviamente, a commozione per vedere finalmente raggiunto il traguardo di un percorso le cui tappe erano state seguite assiduamente da un numero enorme di casalesi, comprese intere scolaresche, presenti a molte delle udienze del processo. Accorsi in massa al Tribunale di Torino sia dalle due cittadine piemontesi coinvolte che dall'Emilia Romagna e Campania si sono incontrati con le delegazioni provenienti dagli altri Paesi coinvolti dalla tragedia dell'Eternit. Su questa sentenza c'era un'attesa di livello internazionale, testimoniata dalla presenza di diverse troupe straniere, a ricordare come il problema dell'amianto coinvolga molti paesi e che questo processo potrebbe aprire una strada nel perseguimento delle responsabilità degli amministratori dell'Eternit non solo in Italia.

Fuori dal tribunale, al presidio organizzato dall'Associazione Voci della Memoria, grande soddisfazione e gioia, dopo ore di attesa al freddo pungente con musiche e bevande calde portate da associazioni e studenti sensibili al tema dell'amianto.
Per domattina è prevista la conferenza stampa dell'Associazione Famigliari Vittime Amianto, per fare un punto e una valutazione più ponderata della sentenza, ma intanto Sergio Bonetto, uno degli avvocati di parte civile che rappresenta più di 300 persone tra i famigliari delle vittime, il comune di Cavagnolo e l'AFVA ha espresso soddisfazione per l'esito del processo: “È stato confermato quanto abbiamo sostenuto in tutti questi anni: quanto accaduto a Casale e Cavagnolo è responsabilità precisa di qualcuno e questo qualcuno è stato individuato dal tribunale nei due imputati. Anche per quanto riguarda i risarcimenti, nonostante l'entità poco più che simbolica di quelli riconosciuti ai famigliari delle vittime, non possiamo che essere soddisfatti: nessuno potrà dire che c'è stato un assalto alla diligenza, il tribunale ha mostrato misura ed equità.

Questo è solo un primo verdetto, ma ha un'importanza fondamentale ed è un riconoscimento della correttezza della battaglia svolta da decine di cittadini dei Comuni di Casale e Cavagnolo e dall'Associazione dei famigliari”. Stanco e felice, invece, il Procuratore Raffaele Guariniello che ha affermato “sono contento, con questa sentenza ci fa credere che si possa avere giustizia”.

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