Menu

Deprecated: Non-static method JSite::getMenu() should not be called statically, assuming $this from incompatible context in /home/ulpeyygx/domains/ilcorsaro.info/public_html/templates/gk_news/lib/framework/helper.layout.php on line 181

Deprecated: Non-static method JApplication::getMenu() should not be called statically, assuming $this from incompatible context in /home/ulpeyygx/domains/ilcorsaro.info/public_html/includes/application.php on line 536

Lavoro: nulla di fatto. A rischio la cassa integrazione e precari

Tanta tattica e poca sostanza. Questo pare essere il succo della prima giornata del tavolo di confronto tra il governo e le parti sociali sul mercato del lavoro. Il presidente del consiglio Mario Monti e la ministra del lavoro Elsa Fornero non scoprono del tutto le carte per non esporsi alle critiche dell'opinione pubblica, ma i segnali che filtrano non sono buoni: nessuna cancellazione dei contratti precari, facilitazione del licenziamento e introduzione del reddito minimo sì, ma limitata e solo in cambio dell'abolizione della cassa integrazione. 

Il primo incontro tra sindacati, rappresentanti delle imprese e governo è avvenuto ovviamente in forma riservata, eppure qualcosa è filtrato, soprattutto grazie alla diretta twitter effettuata dalla Cgil (qui abbiamo ricostruito la cronaca completa), a cui sono seguite le conferenze stampa di rito e le ricostruzioni giornalistiche.

Fornero ha illustrato le 5 linee guida della proposta di riforma del governo, ma, dopo i molti dissensi espressi dai presenti su alcuni punti, si è rifiutata di consegnare il documento alle parti sociali, confermando di essere disponibile al confronto ma di voler chiudere tutto entro 3 o 4 settimane.

Insomma, un nulla di fatto sui contenuti, e nei prossimi giorni si inizierà a discutere nel merito dei 5 argomenti elencati dalla ministra del lavoro: tipologie contrattuali, apprendistato e formazione, flessibilità come organizzazione della produttività, ammortizzatori sociali e servizi all'impiego.

Il punto di maggior dissenso oggi si è registrato sul tema della cassa integrazione, che il governo vorrebbe limitare in maniera drastica, sostituendola con altri ammortizzatori sociali, come l'indennità di disoccupazione o il reddito minimo, la cui introduzione, però, ha spiegato il ministro Passera, dipende da risorse che ancora non sono state individuate. Un'impostazione che i sindacati, la Cgil in particolare, hanno fortemente criticato, non solo per la difficoltà di immaginare come la fiscalità generale si possa far carico, con questa situazione di bilancio, di spese oggi coperte dai contributi di imprese e lavoratori, ma soprattutto perché la cassa integrazione mantiene in vigore il rapporto di lavoro, che può eventualmente riprendere, e i conseguenti obblighi dell'azienda nei confronti dei dipendenti, mentre i nuovi strumenti comporterebbero di fatto massicci licenziamenti collettivi.

Su tutte le altre questioni la situazione è ancora confusa, e la ministra Fornero ha annunciato che avanzerà una proposta precisa di modello contrattuale solo alla fine del confronto, ribadendo però la sua propensione per il contratto unico. Anche questa sembra essere soprattutto una mossa tattica: non scoprire le carte per evitare che il sindacato e l'opinione pubblica possano criticare le proposte, per poi porre un “prendere o lasciare” all'ultimo momento, magari alla vigilia di un'importante scadenza europea, in modo da ricattare le parti sociali costringendole ad accettare oppure ad assumersi la responsabilità di far saltare il tavolo e danneggiare la credibilità dell'Italia a livello internazionale.

Da ciò che trapela, per il momento, le proposte di Fornero sembrano meno allettanti di come le descriveva Repubblica qualche giorno fa: è vero, c'è l'aumento del costo dei contratti precari, ma limitato ad alcune forme contrattuali; il limite dei 25 mila euro come minimo per poter stipulare un contratto precario sembra che in realtà debba coprire solo alcune tipologie, lasciando intatte le altre. E soprattutto, il famoso contratto unico sembra destinato a essere tutt'altro che unico: non risulta, a oggi, che il governo abbia intenzione di tagliare qualcuna delle 46 forme contrattuali esistenti.

Il famoso Cui, quindi, il Contratto Unico di Ingresso proposto dalla ministra del lavoro, sarebbe in pratica una specie di apprendistato non coperto dalle attuali tutele, ma non sostituirebbe i contratti precari oggi in vigore. Al massimo si sta ragionando di incentivi per le imprese ad adottarlo.

Insomma, la famosa riunificazione del mondo del lavoro in grado di abbattere le barriere tra garantiti e non garantiti sembra ben lontana, e l'impressione è che per ora nel governo prevalga la tattica: portare a casa una riforma, per poter dire all'Europa di averla fatta, che garantisca alle imprese di risparmiare sulla cassa integrazione e di poter licenziare un po' più facilmente e che limiti i diritti dei lavoratori ma non tanto da renderla assolutamente indigeribile ai sindacati.

Per ora, in ogni caso, tutte le parti si dicono ancora ottimiste e disposte al dialogo. E i lavoratori italiani, precari e non, aspettano.

Torna in alto

Categorie corsare

Rubriche corsare

Dai territori

Corsaro social

Archivio

Chi siamo

Il Corsaro.info è un sito indipendente di informazione alternativa e di movimento.

Ilcorsaro.info