Menu

Deprecated: Non-static method JSite::getMenu() should not be called statically, assuming $this from incompatible context in /home/ulpeyygx/domains/ilcorsaro.info/public_html/templates/gk_news/lib/framework/helper.layout.php on line 181

Deprecated: Non-static method JApplication::getMenu() should not be called statically, assuming $this from incompatible context in /home/ulpeyygx/domains/ilcorsaro.info/public_html/includes/application.php on line 536

Il decreto "destinazione italia" e i sostegni all'editoria

Il decreto "destinazione italia" e i sostegni all'editoria

Il decreto #DestinazioneItalia è stato  approvato dal Consiglio dei Ministri e a noi italiani all’estero (l'autrice vive a Parigi ndr) vien la voglia di regalarci un mappamondo per scegliere la prossima destinazione fuori dall’Italia. Peccato che sui mappamondi il Governo Letta-Alfano non abbia previsto nessuna detrazione. Ma per ridare speranza al Paese si è deciso di rendere detraibili i libri, rigorosamente cartacei, al 19% per un tetto massimo di 2000 euro (1000 per acquisto libri scolastici e 1000 per le restanti categorie).

Premettendo la ferma approvazione nei confronti delle misure per lo sviluppo della cultura individuale e collettiva, l’atteggiamento del Governo appare quasi provocatorio nei confronti di più settori, quali l’editoria, la scuola, i teatri che nella e per la cultura lavorano. Un approccio quasi caritatevole che non meritiamo.

Il provvedimento appena varato riguarda esclusivamente i libri cartacei, il cui prezzo finale sarà di diritto detraibile dai cittadini al 19% fino un tetto di 2000 euro. È da ricordare che i libri cartacei sono attualmente soggetti a un tasso IVA del 4%, contro il 22% degli e-book, considerati beni elettronici data la forma e non il contenuto.

Ancora una volta non è chiaro se, come per l’Iva, il fine è quello di incentivare la diffusione della carta o delle idee.

Aldilà della distinzione tra libro cartaceo e libro elettronico, tutto tace sul fronte delle modalità di acquisto: in libreria vs acquisto online. Considerando quanto già emerge dalla nota tecnica secondo cui la detraibilità sarà usufruibile dietro la presentazione di “idonea documentazione fiscale”, equiparare le ricevute di pagamento cartacee ed elettroniche (ma stampabili) non implicherebbe alcuna forma di discriminazione tra venditori tradizionali e online (es. Amazon). Il prezzo di acquisto rimarrà quindi invariato, poiché nessuno tra i due tipi di venditori avrà incentivo ad abbassare i prezzi cercando di aggredire quote di mercato del proprio concorrente sulla base del nuovo provvedimento italiano. Allo stesso tempo però, per cittadini e imprese, acquistare libri sarà più economico, quindi ci si aspetterebbe un aumento della domanda di libri, secondo l’idea del Governo.

Guardando alle piccole librerie indipendenti, l’unico effetto positivo potrebbe avvenire grazie ad un eventuale effetto sostituzione di quella parte di popolazione che già adesso è solita acquistare fuori dalla grande distribuzione. Non di rado infatti, l’acquisto di libri di saggistica o prodotti da case editrici più piccole hanno dei prezzi di mercato più elevati rispetto a quelli prodotti da grandi editori, di conseguenza, il risparmio relativo sui primi potrebbe renderli più appetibili nonostante in termini assoluti il prezzo finale, al netto delle detrazioni, rimanga comunque più elevato.

Viene poi da chiedere con quali redditi, un cittadino dovrebbe acquistare più libri considerando che anche la spesa per il consumo di generi alimentari sta oggi diminuendo per effetto dell’impoverimento causato dalla prolungata crisi dell’economia reale. Ragionando in termini più generali, se la domanda dei libri aumenterà, le case editrici così come le librerie saranno disposte ad assumere personale e di conseguenza si potrebbe pensare ad un effetto positivo anche sull’occupazione. Allo stesso tempo, inoltre, l’aumento della spesa per libri potrebbe generare direttamente maggiori ricavi per lo Stato in termini di gettito IVA (al 4%). Ecco allora che se ogni italiano in media decidesse di comprare due libri in più all’anno, le entrate dello Stato derivanti dall’IVA sarebbero circa 4,8mln di euro (al netto dell’Irpef versata, dai neo occupati e dalle imprese per la maggiore occupazione, che andrebbe a sommarsi). Briciole!

La possibilità di spesa per cultura rimane al centro della questione, soprattutto se, guardando alla copertura di questa manovra, si scopre che verranno stanziati in totale 50 milioni di € per il periodo 2014-2016. La cifra è pari a un terzo di quanto il Governo ha stanziato per il Sostegno di Inclusione Attiva (SIA), ovvero la misura prevista nella legge di stabilità per “combattere la povertà”.

Facendo qualche calcolo, a voler sostenere il reddito senza invece decidere indirettamente la convenienza relativa tra i beni di consumo, con 50mln avremmo potuto garantire un reddito annuo di 6000€ a circa 2780 individui, liberi –un eufemismo- di scegliere poi in che modo spendere il proprio reddito.

Scegliendo invece di destinare la stessa somma per coprire la detraibilità dei libri cartacei, è possibile garantire la copertura per il rimborso di circa 1,5 libri a persona. Oltre questa cifra non ci sarebbe copertura e di conseguenza lo Stato vedrà aumentare il proprio deficit sempre in bilico oltre il confine temuto del 3%, a meno di non utilizzare gli enormi introiti derivanti dall’eventuale maggiore domanda di libri.

E la questione è un po’ più complessa, perché se da un lato il Governo ha una definizione tutta sua e più che smunta della cultura, che comprende i libri cartacei, ma non gli e-book, non i cinema, non gli spazi culturali occupati e/o autogestiti, dall’altro esiste tra gli italiani una sensibilità molto più profonda su cosa sia cultura e sulla possibilità di scegliere il tipo di cultura a cui destinare i propri le proprie ricchezze, senza necessariamente favorire il mantenimento di rendite di posizione di alcuni colossi dell’editoria. Soprattutto, la detraibilità fiscale dei libri cartacei non modificherà in alcun modo le preferenze di consumo dei cittadini, che hanno una propensione al consumo verso i libri quasi nulla, mentre sarà accattivante per coloro che già oggi acquistano regolarmente libri. Ancora una volta, non sembra esserci nessuna vera spinta per la diffusione della cultura, ma soltanto un ipotetico aumento tra quelle fasce della popolazione che ne sono già “consumatori”.

Alla fine della fiera quindi, sul piano prettamente economico, il Governo Letta-Alfano non potrà gongolarsi di queste solo ipotetiche nuove entrate, e volendo rimanere fedele agli impegni presi con Bruxelles e la Merkel, possiamo già scommettere sul nome della prossima tassa per coprire i buchi di bilancio. Certo, sarebbe bello immaginare che per una volta dipendano non dalle rendite parassitarie, dalle spese militari o dagli interessi regalati agli speculatori, bensì da italiani divenuti improvvisamente bramosi di letture. Ma aldilà della risibilità della cifra in atto, è utile ancora una volta ribadire che, senza idee vere che sviluppano l’interesse per la cultura, a leggere saranno sempre gli stessi – e a stampare e vendere libri, pure.

Torna in alto

Categorie corsare

Rubriche corsare

Dai territori

Corsaro social

Archivio

Chi siamo

Il Corsaro.info è un sito indipendente di informazione alternativa e di movimento.

Ilcorsaro.info