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Marta Fana

Marta Fana

Giacché: “L'Europa destabilizzata dal potere di ricatto dei creditori”

intervista a Vladimiro Giacchè

Le ultime vicende sulla crisi greca hanno mostrato come un governo democratico, fedele al suo mandato elettorale, possa mettere in discussione la governance europea, rigida su regole punitive che nulla hanno a che fare con la virtuosità dei paesi dell’eurozona. Il fallimento più grande è proprio l’architettura della UE e dei suoi Trattati, che negano la possibilità di agire su obiettivi realmente strutturali, come l’occupazione, la capacità produttiva e i redditi. In questo contesto, la moneta unica è uno strumento di potere funzionale ad interessi altri, quali la stabilità dei prezzi e delle banche.

 

Perché per il lavoro non è ancora #lasvoltabuona

Fonte: Valigia Blu

Sembra non esserci luce in fondo al tunnel del mercato del lavoro in Italia. Questo almeno è il quadro che emerge analizzando i dati Istat sull’occupazione pubblicati lo scorso 2 marzo e le comunicazioni obbligatorie rese note dal ministero del Lavoro, utili a monitorare le informazioni sulla vita lavorativa degli italiani.

Secondo l’Istituto Nazionale di Statistica a gennaio 2015 c’è stato un aumento di 131.000 occupati (differenti dai “posti di lavoro”, come già spiegato precedentemente) rispetto allo stesso periodo dello scorso anno. Nel complesso del 2014, rispetto all’anno precedente, il numero di occupati ha registrato un incremento (+88 mila) suddiviso tra il Nord e il Centro, mentre nel Mezzogiorno c’è stata una diminuzione di 45 mila unità.

Non è tutto oro quel che cresce! Quello che della Spagna non dicono

Le notizie europee, dopo qualche settimana trascorsa a dibattere sul «caso greco», riprendono oggi, guardando alla Spagna, che pubblica le stime del PIL dell’ultimo trimestre del 2014 e avanza le prime stime provvisorie per l’intero anno appena trascorso. Sembrerebbe quasi un trionfo: dopo 8 anni di crisi, il presidente Rajoy si presenta alla nazione smentendo le stime al ribasso di tutte le istituzioni europee e internazionali, ed anche qualche centro studi e rivista specializzata. Il Pil della Spagna è cresciuto, in termini nominali, dell’1.4% rispetto all’anno precedente (in cui governava sempre Rajoy, n.d.a.). Una cifra apparentemente sufficiente per un sospiro di sollievo: «la quarta economia dell’Eurozona sembra essere riuscita a lasciarsi il peggio dietro le spalle» (sole24ore).

Con la Grecia e con l'Europa

Il ruolo degli economisti è tornato esplicitamente in voga dall'inizio della crisi nel 2007. Il dibattito politico e mediatico degli ultimi anni pendeva e pende tutt'oggi dalle labbra dei più ortodossi, quelli che «l'austerità fa bene perché costringe chi vuole vivere al di sopra dei propri mezzi alla disciplina».

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