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Richiedenti asilo: a due anni dall'emergenza è ancora caos

ImmigratiLo scorso 25 ottobre un nutrito gruppo di migranti assalì la Questura di Napoli, scagliandosi contro gli agenti di polizia. Il bilancio degli scontri fu di dieci agenti contusi e quattro fermi tra i migranti. La notizia ha avuto una vasta eco, ma in pochi giornali hanno provato a spiegare agli ignari lettori chi siano realmente questi migranti che avevano protestato con tanta veemenza. Nel frattempo, la protesta si è diffusa in altre parti d'Italia, così negli ultimi quindici giorni da Bologna ad Imperia, passando per Macerata, tanti sono stati i presìdi davanti alle Questure di mezza Italia.

Cosa spinga i migranti a protestare per quanto sta avvenendo alle loro spalle è presto detto. Chi scende in piazza sono i richiedenti asilo giunti in Italia quasi due anni fa, durante l'emergenza seguita alla cosiddetta “primavera araba”. Sono giovani che in larghissima parte sono scappati dall'orrore delle guerre tra bande che attraversano il continente africano e che per l'ennesima volta si sentono presi in giro dalla “scelta di non scegliere” di questo Governo.

Denuncia infatti il portale Meltingpot.org che il Governo Monti ha deciso di non decidere, attraverso le tre circolari emanate nei giorni scorsi per trovare una soluzione alle diciottomila richieste di asilo giunte alle Questure di tutta Italia, molte delle quali sono state respinte.

Una prima circolare indica che “gli stranieri in accoglienza si devono recare presso la competente Questura (luogo di dimora attuale) e chiedere il riesame della propria posizione seguendo la procedura Vestanet C3 - Gestione Emergenza Nordafrica”. Qui il primo problema: il ricorso contro il respingimento della propria richiesta d'asilo può essere presentato solo dal migrante che è ancora ospite nei centri o possono farlo anche coloro che, per paura di essere rimpatriati, hanno abbandonato le comunità dove erano ospitati? Possono poi presentarlo anche coloro i quali non hanno mai ricevuto il diniego da parte della commissione che valuta le richieste d'asilo?

Seconda circolare: il Ministero dell'Interno chiarisce che l’eventuale attivazione della procedura non comporta la rinuncia al ricorso in sede giudiziale ma non dice nulla sulla situazione degli “evasi”. A tal proposito è intervenuta nei giorni scorsi l'Asgi, associazione di studi giuridici sull'immigrazione, che il 5 novembre, in un comunicato “evidenzia che la procedura ipotizzata – di nuova compilazione del modello C3 finalizzato al riesame da parte delle Commissioni territoriali e presa in carico, nuovamente, delle singole posizioni da parte di queste ultime – oltre a non essere giuridicamente corretta, rischia di protrarre nel tempo la definizione della condizione giuridica dei profughi, burocratizzando e non snellendo le procedure”.

La terza circolare, infine, non va oltre le istruzioni operative alle Questure sulla gestione delle comunicazioni nei confronti della Commissione. Le circolari per chiedere di riesaminare i respingimenti delle domande hanno un intento chiaro, quello di evitare di arrivare in questa situazione al 31 dicembre, termine ultimo della sanatoria 2012.

Secondo Meltingpot.org, però, le circolari sono inutili, perché l’art 5, comma 6 del Testo Unico sull'Immigrazione prevede che le Questure possano rilasciare titoli di soggiorno umanitario qualora “ricorrano seri motivi, in particolare di carattere umanitario o risultanti da obblighi costituzionali o internazionali dello Stato italiano”.

Nel frattempo, mentre il Governo gongola, l'anno nuovo si avvicina, portandosi dietro lo spettro, per migliaia di migranti, del reato di clandestinità.

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