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Torino: gli studenti contestano Profumo, la polizia carica

  • Scritto da  Redazione
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Cariche Torino"Avere vent'anni oggi" in Italia vuol dire essere manganellati dalla polizia se scegli di protestare, di far sentire la tua voce. "Avere vent'anni oggi" era anche lo slogan del convegno presso il Centro congressi del Lingotto di Torino a cui interveniva il ministro Profumo ed era attesa anche la Fornero.

Muoviti per la novità"L'università sta affondando, il ministro Profumo salga a bordo" era uno degli slogan della contestazione che Studenti Indipendenti (coordinamento dei Collettivi Universitari torinese aderente a LINK - coordinamento  universitario) e LAST - Laboratorio Studentesco avevano  preannunciato nei giorni scorsi.

Alcuni degli Studenti Indipendenti si erano accreditati al convegno, ma già ieri sera un'associazione coinvolta nell'organizzazione aveva comunicato su facebook che era stato annullato il pass a chiunque tra gli iscritti all'incontro con il ministro Profumo risultasse attivista di Studenti Indipendenti: "Ci sarà la polizia ad attendervi, violenti". Studenti Indipendenti in una nota scrive: 

E infatti agli studenti regolarmente accreditati è stato impedito l'accesso, sulla base di una vergognosa discriminazione politica. Se militi in una associazione critica nei confronti del governo, nell'Italia di oggi, non puoi partecipare a un convegno in cui interviene un ministro.

Una volta non ammessi all'interno gli studenti si sono uniti agli altri ragazzi che all'esterno manifestavano pacificamente, a mani alzate. Nonostante ciò la polizia ha caricato, ferendo alcuni manifestanti; tra loro è stato ferito con un colpo alla testa Nicola Malanga, Presidente del Senato studenti dell'Università di Torino; fortunatamente nessuno degli altri feriti è grave. 

"Siamo rimasti sbigottiti – hanno dichiarato gli studenti – di fronte all’aggressività con cui gli agenti, marciando a passo d’oca, hanno manganellato i manifestanti e li hanno rincorsi in una caccia all’uomo per venti metri: uomini in divisa letteralmente accecati da una brutalità ingiustificata contro un presidio di studenti che non ha ceduto a provocazioni, ma ha continuato semplicemente a rivendicare un suo diritto.

Avremmo voluto entrare per portare le nostre criticità sulle politiche di questo ministero, politiche totalmente coerenti rispetto a quelle dell’ex-ministra Gelmini: la proposta dell’abolizione del valore legale che creerebbe una spaccatura tra atenei di serie A e di serie B, i decreti 436 e 437 che determineranno un aumento indiscriminato delle tasse universitarie e regionali sul diritto allo studio, la proposta di legge Aprea che spalanca le porte ai privati per la gestione delle scuole.
Quello che abbiamo ottenuto, alla faccia del dialogo, è stata una carica a freddo e una tempesta di calci e manganellate che hanno lasciato feriti alcune ragazze e alcuni ragazzi."

"Notiamo – concludono – come l’uso delle forze dell’ordine sia solamente strumentale ad eliminare qualsiasi forma di critica al governo davanti alle telecamere, di come il dialogo tanto sbandierato dal governo dei tecnici si traduca in una disponibilità a parlare solo con chi è già d’accordo e a tenere fuori tutti gli altri.  Oggi, pur di non rendere visivo il disagio e il dissenso degli studenti delle scuole e delle università all’interno della sala e pur di preservare l’alone di finto dialogo tra il ministro e i cittadini, la polizia ha svolto un’azione di repressione in puro stile fascista e autoritario col beneplacito degli organizzatori. Ancora oggi a chi da una parte protesta con coscienza della propria condizione e portando contenuti di dissenso si risponde con la violenza."

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