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Quando la polizia carica nell'università: breve cronistoria della repressione degli studenti

Quando la polizia carica nell'università: breve cronistoria della repressione degli studenti

Il 12 Dicembre 2013 la polizia ha caricato a freddo e alle spalle un corteo interno di studenti dentro l'università La Sapienza di Roma. La gravità di questo fatto ci ha spinto a fare una ricostruzione storica della repressione delle forze dell'ordine contro gli studenti, per capire da quanto tempo non avveniva, partendo dal sessantotto.

È necessario fare delle distinzioni: una cosa è il semplice ingresso della polizia dentro l'università, che comunque deve essere autorizzata dal rettore, una cosa una carica e un'altra infine è uno sgombero.

Nel marzo 1969 conquistò le prime pagine dei giornali l'ingresso di seimila agenti «in assetto da guerra» per sgomberare la Sapienza occupata ormai vuota. Negli anni 70 non bisogna dimenticare la carica del 14 Novembre 1970 dentro il Tasso di Roma, con la caccia allo studente aula per aula, e lo sgombero della Statale di Milano con un fittissimo lancio di lacrimogeni che rese l'aria interna irrespirabile. (Mario Capanna e altri, Arrendersimai@mov, Cuec Cagliari 2012, p. 118;).

La Sapienza, nonostante la continua e forte presenza di militanti extraparlamentari di sinistra, verrà rioccupata solo il primo Febbraio 1977, come risposta al ferimento alla testa con arma da fuoco dello studente di sinistra Guido Bellachioma da parte di fascisti, a cui però non seguì nessun intervento della polizia (Piero Bernocchi, Dal '77 in poi, ErreEmme Pomezia (Rm) 1997 p. 144).

Le forze dell'ordine entreranno però di nuovo alla Sapienza nel giro di pochi giorni, sfondando i cancelli con le ruspe, a seguito della cacciata di Luciano Lama, segretario generale della CGIL, scortato da un grosso servizio d'ordine del PCI con l'obiettivo di far cessare l'occupazione. Il mese seguente (11 Marzo) Bologna sarà luogo del primo omicidio dell'anno, lo studente e militante di Lotta Continua Francesco Lorusso, che viene colpito alle spalle - come poi Giorgiana Masi a Roma, 12 Maggio - mentre fugge, da un colpo di fucile di un carabiniere nei pressi della Facoltà di Anatomia (AA. VV., Una sparatoria tranquilla. Per una storia orale del '77, Odradek Roma 2005, p. 297).

Se il movimento “I ragazzi dell''85” fu composto sopratutto da studenti medi e fu dunque senza incidenti nelle università, quello della Pantera ebbe anche una forte presenza universitaria e fu segnato dal ritorno della polizia dentro l'università nella fase finale del movimento. A Urbino il 22 marzo 1990 le forze dell'ordine (Digos, polizia, carabinieri e addirittura vigili del fuoco) entrano per identificare e denunciare 31 studenti nell'università (Nando Simeone, Gli studenti della pantera, Alegre Roma 2010 p. 116-7). All'interno della Sapienza di Roma il 9 Maggio 1990 vi furono invece scontri tra la polizia e duemila studenti, con lancio di lacrimogeni ad altezza uomo, sassaiole e barricate e con feriti e contusi (Nando Simeone, op. cit., Alegre Roma 2010, p. 119).

Arriviamo così al precedente di diciassette anni fa: durante il movimento dell'autunno 1996, che contestava il pacchetto Berlinguer sull'università (tra cui il numero chiuso, di forte attualità), la notte del 14 Dicembre vi sono stati scontri durissimi tra gli studenti di sinistra di Lettere e la polizia. Il rettore Giorgio Tecce aveva permesso l'ingresso degli agenti nell'ateneo per evitare incidenti con la destra universitaria di Giurisprudenza. Andò diversamente, la polizia caricò e colpì un giovane con un lacrimogeno, gli studenti di sinistra si barricarono dentro Lettere. La situazione sarà sbloccata a tarda notte anche grazie all'intervento di alcuni deputati di Rifondazione comunista.

La radicalità e la quasi rimozione di un evento del genere destano stupore (a tal proposito un'interrogazione parlamentare fatta dai Verdi).

Gli anni 2000, da Genova alla Moratti con le facoltà della Sapienza occupate nel 2005, passando per le grandi manifestazioni  contro la guerra e il governo Berlusconi, pur subendo in alcune fasi una dura repressione non hanno visto episodi di cariche delle forze dell'ordine nelle università.

Neanche durante l'Onda e il movimento del 2010 con gli atenei occupati in tutt'Italia, e una grandissima radicalità espressa dal movimento studentesco. Sono però significativi tre fatti del 2009. Innanzitutto la carica a Palazzo Nuovo a Torino il 9 Marzo 2009come già era successo nel 2007 quando la polizia, analogamente alla Pantera e al 1996 sostiene di essere entrata per evitare scontri fra il FUAN (Fronte universitario di azione nazionale) e gli studenti antifascisti.
Durante l'Onda uno degli episodi più rilevanti è la carica del 18 Marzo a Piazzale Aldo Moro contro studenti a volto scoperto e mani alzate per corteo non autorizzato: era stato infatti da poco ratificato dai principali sindacati e da organizzazioni sociali e politiche il “protocollo cortei” voluto dal sindaco Gianni Alemanno, che permetteva cortei solo in alcune zone di Roma; la polizia bloccò le uscite caricando gli studenti senza però valicare i cancelli della Sapienza. Sempre la Sapienza fu infine teatro di un altro episodio con la militarizzazione e la repressione delle proteste per la presenza di Gheddafi all'università.

Ripercorrendo a ritroso gli avvenimenti a partire dalle recenti cariche nella Sapienza dobbiamo quindi tornare indietro di diciassette anni per ritrovare un avvenimento simile a Roma, ma a ben guardare è passata poco più di una settimana dall'ultima carica dentro un'università in Italia. 

Nell'ultimo anno infatti gli agenti sono intervenuti nelle università delle quattro città più importanti di Italia: il 6 Maggio hanno caricato per lo sgombero dell'ExCuem alla Statale di Milano, il 15 Ottobre fin dentro l'università (Giurisprudenza) Federico II di Napoli, il 4 Dicembre all'università di Torino, e infine il 12 Dicembre alla Sapienza di Roma.


Fuori dagli atenei succede ovviamente di tutto, e negli ultimi anni la repressione è visibilmente cresciuta anche rispetto agli anni più intensi della mobilitazione studentesca, solo per citare qualche episodio potremmo parlare della carica durissima contro studenti medi e universitari a volto scoperto e a mani alzate il 17 Novembre 2011
 a Torino, quella violentissima sul Lungotevere del 14 Novembre 2012, e quella contro gli studenti di Torino di questi giorni, per il lancio di palloncini di vernice contro le forze dell'ordine, o quella analoga a Milano di ieri, di fatto emerge uno scenario inquietante.

Da quando c'è un governo di grande coalizione (prima Monti, poi Letta) gli studenti vengono caricati senza problemi, addirittura nell'università, mentre la polizia solidarizza con i Forconi e praticamente nessuna forza politica sembra preoccuparsi delle modalità con cui la polizia gestisce le piazze o irrompe negli atenei, senza che venga introdotto alcun numero identificativo, senza che i responsabili di abusi vengano mai perseguiti, e soprattutto senza che chi porta avanti un legittimo dissenso e si oppone allo smantellamento costante dell'università pubblica riceva ascolto, ottenendo solo un silenzio bipartisan.

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