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OccupyMatematica

  • Scritto da  gvdrI
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boicotta ElsevierTim Gowers, matematico medaglia Fields, ha lanciato un appello affinché Elsevier, colosso dell'editoria scientifica, venga boicottata. L'editore è responsabile, attraverso una politica di prezzi alti, della progressiva estromissione dal mercato di piccoli editori e riviste indipendenti.

I successi di una carriera matematica sono in larga parte determinati dalla pubblicazione di articoli scientifici. Più si pubblica e più sono prestigiose le riviste su cui si pubblica, più velocemente le proprie idee e il proprio ranking crescono. Il motto inglese è "publish or perish": pubblica o muori. Il meccanismo, per quanto estraneo ad alcuni rami del sapere e ad alcune tradizioni culturali, si sta rapidamente affermando anche in Italia. L'editoria scientifica, dunque, è peculiare per le caratteristiche della sua filiera produttiva: né gli autori né i peer review (gli esperti chiamati a giudicare la qualità e l'attendibilità di un articolo) sono pagati. Le tre più grandi case editrici scientifiche (Reed Elsevier, Springer Science+Business Media e John Wiley & Sons) si dividono il 42% degli articoli pubblicati e la maggioranza del mercato. Nel 2009 Elsevier ha realizzato guadagni per 1.1 mld di dollari su un fatturato totale di 3.2 mld.

Secondo uno stereotipo stupido quanto noioso, i matematici vivono in un mondo fuori dal mondo, incuranti della vita civile e politica che li circonda. Se non basta la storia della matematica, densa di ribelli, rivoluzionari e attivisti, lo stereotipo stupido quanto noioso (mi ripeto) è di nuovo infranto dalla decisione di migliaia di matematici di boicottare Elsevier, il principale editore del ramo matematico. "Non pubblicherò, non farò attività di revisione né di editing [per Elsevier e i suoi giornali]" è quanto pubblicamente affermano matematici e molti altri scienziati che hanno risposto all'appello di Tim Gowers. Il matematico britannico medaglia Fields (l'equivalente del Nobel, ma attribuito solo a matematici under 40) ha messo al centro della protesta l'alto costo delle riviste e degli articoli di Elsevier. Le biblioteche non possono, ad esempio, abbonarsi a riviste singole ma sono costrette ad abbonarsi a gruppi di riviste per decine di migliaia di euro: in tal modo molte sono costrette a rinunciare a riviste indipendenti per motivi di budget. Altro punto cruciale è l'adesione di Elsevier al Research Works Act (RWA), una legge statunitense che renderebbe illegale la pubblicazione su repository pubblici delle ricerche finanziate da agenzie governative. Questa legge ad rivistam intende colpire arXive, una rivista online a libero accesso massivamente utilizzata dagli scienziati (ma non peer review, e quindi non utile ai fine del "publish or perish").

La preoccupazione dei matematici (e anche degli altri scienziati) nei confronti dello strapotere editoriale dei grandi gruppi non è nuovo. Una petizione simile nei primi anni duemila aveva raccolto decine di migliaia di scienziati da tutto il mondo.

Casi editoriali in controtendenza esistono.
Topology era uno storico giornale di topologia (quella delle tazzine che diventano ciambelle), probabilmente il più importante nel ramo. Nel 2006, dopo tentativi infruttuosi di negoziare con Elsevier il comitato editoriale di Topology ha deciso di recedere in gruppo dall'incarico e di fondare una rivista (Journal of Topology) pubblicata in collaborazione con la London Mathematical Society e venduta a prezzi molto più bassi.

Mathematical Sciences Publishers è invece un esempio di una casa editrice non-profit. Fondata da Robion Kirby nel 1997, ad ora stampa otto riviste fra cui Involve, un progetto editoriale nato per coinvolgere gli studenti nella ricerca scientifica.

Gowers, per sua stessa ammissione, non si aspetta che un gruppo di scienziati, per quanto agguerriti, riesca a far cambiare idea ad un colosso economico. Il suo scopo è quello di spingere la comunità scientifica "ad adottare diverse forme di comportamento" e a liberarsi dal giogo dell'editoria. Sempre di più, infatti, progetti editoriali liberi e iniziative di ricerca matematica open source (come il progetto Polymath a cui contribuiscono, oltre a Gowers, altre medaglie Fields come Terence Tao) costituiscono valide alternative agli attuali processi di ricerca.

Ultima modifica ilLunedì, 28 Ottobre 2013 22:17
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