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Goldman Sachs: basta orari di lavoro massacranti per chi è a inizio carriera

  • Scritto da  Sara Corradi
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Goldman Sachs: basta orari di lavoro massacranti per chi è a inizio carriera

Goldman Sachs, una delle più grandi banche d’affari al mondo, annuncia un giro di vite sugli orari e ritmi di lavoro troppo duri per i suoi junior investment bankers – i dipendenti agli inizi della propria carriera – e disincentiva il lavoro nel weekend. Una mossa che sembra legata al tentativo di colossi come quello statunitense di introdurre un cambiamento nella cultura aziendale per evitare la fuga dei giovani talenti verso altre aziende e migliorare la propria immagine di “mostri che divorano i loro stessi piccoli”.

E non si tratta purtroppo di una semplice metafora. Risale a pochi mesi fa la tragedia del 21enne tedesco Moritz Erhardt che, giunto quasi alla fine di uno stage estivo presso Bank of America Merrill Lynch a Londra, era stato trovato morto nel suo appartamento dopo aver lavorato per tre giorni e tre notti di fila. Una morte che la famiglia Erhardt attribuisce alla mancanza, nel Regno Unito, di normative che impediscano ritmi di lavoro troppo serrati. Descrivendo quello che il figlio poteva aver provato nelle settimane precedenti alla sua morte, il padre del giovane stagista afferma che “in parte, ciò che Moritz amava di quel lavoro era la sua intensità e lo spirito di squadra che si creava nel corso di quelle lunghe giornate e nottate passate in ufficio”, e paragona quanto accadutogli all’effetto delle endorfine sugli atleti che corrono gare di fondo, o agli alpinisti che continuano la loro scalata senza ossigeno anche quando il loro organismo imporrebbe loro di fermarsi. Secondo il signor Erhardt era suo figlio che “stava sfruttando se stesso”.

Non si può tuttavia ignorare che, in un mercato del lavoro caratterizzato da una competizione sempre più sfrenata, e in un settore in cui tanti sono stati i posti di lavoro persi all’esplodere della crisi cinque anni fa e in cui la pressione sui dipendenti rimane fortissima – anche nel 2012, Goldman Sachs annunciava tagli al personale per aumentare i profitti – sia di vitale importanza tenere sotto controllo l’ambizione di giovani che non conoscono i loro stessi limiti e che farebbero di tutto per raggiungere il successo.

Goldman Sachs ha spiegato che la decisione di intervenire sugli orari di lavoro dei dipendenti junior è stata presa sulla base delle conclusioni di una task force che la banca stessa ha creato per esaminare le condizioni di lavoro e le prospettive offerte ai propri investment bankers agli inizi della carriera. La task force ha affermato, tra l’altro, che i neoassunti dovrebbero avere la possibilità di lavorare a più stretto contatto con i loro diretti superiori. L’insufficiente supervisione dei dipendenti più giovani da parte di colleghi più esperti e probabilmente più consci dei propri limiti è ritenuta tra le ragioni che hanno portato alla morte di Erhardt.

Il timore di banche d'affari come Goldman Sachs di perdere attrattiva nei confronti dei giovani neolaureati dipende anche da fattori legati alla crisi: da una parte, le politiche che cercano di porre un freno ai bonus eccessivi (l’UE, ad esempio, intende imporre un tetto ai bonus per i dipendenti delle banche d’affari); dall’altra, i tagli al personale avvenuti nel corso degli ultimi anni, che implicano una distribuzione del carico di lavoro tra un numero minore di dipendenti rispetto al passato. Per tanti giovani ambiziosi e brillanti si è forse un po’ appannato il sogno di lavorare per le grandi banche d’affari che, pur offrendo un trattamento economico molto al di sopra della media, non garantiscono più gli stessi altissimi incentivi economici a chi lavora a ritmi sempre più elevati e devono fronteggiare la rivalità di altri datori di lavoro la cui capacità di attrarre talenti è in crescita, come le grandi aziende dell’IT – che spesso offrono, tra l’altro, un ambiente più informale – e i fondi speculativi e di private equity. Ci auguriamo che alle decisioni delle singole banche – anche Bank of America Merrill Lynch ha messo in piedi una commissione per esaminare le condizioni di lavoro dei propri stagisti dopo la morte di Erhardt – facciano seguito provvedimenti legislativi volti a prevenire ulteriori vittime e a garantire una normalizzazione delle condizioni di lavoro.

 

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