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Sbilanciamoci.info

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Le fandonie sui lavoratori troppo protetti

lavoratoriNicola Acocella , Riccardo Leoni per www.sbilanciamoci.info – In Italia i lavoratori sono meno protetti che in Francia e Germania. L'accanimento sull'art.18 è inutile e solo simbolico. Il vero problema è la scarsa produttività del sistema.

Il Governo ha approvato il testo del disegno di legge sulla riforma del mercato del lavoro da presentare alle Camere. La sostanza delle variazioni apportate all’assetto del mercato è relativamente limitata e non va sempre nel senso di un miglioramento. Salvo alcuni effetti di breve periodo auspicabilmente positivi derivanti dall’introduzione dell’Aspi, l’altra principale modifica, quella dell’art.18 potrebbe portare essenzialmente ad un aumento del contenzioso, peggiorando i rapporti di lavoro. Sembra quasi che le ragioni della riforma siano essenzialmente di natura cosmetica (abbattimento di simboli che denoterebbero l’attuale presunto ingessamento del mercato del lavoro italiano). 

Sbilanciamoci: una manovra alternativa da 29 miliardi

sbilanciamociE' stato presentato a Roma oggi il consueto rapporto di Sbilanciamoci sull'economia italiana. Si tratta del 14° anno consecutivo in cui questa rete di associazioni ed economisti dimostra con dovizia di particolari quanto sia possibile impegnare diversamente le risorse pubbliche, garantendo equità e solidarietà sociale, tutelando il welfare e redistribuendo la ricchezza.

Il Rapporto di quest’anno, 186 pagine di proposte, analisi, soluzioni e idee concrete per uscire dalla crisi salvaguardando i diritti – oltre ad analizzare criticamente le politiche del governo italiano e di Unione e Commissione europea – formula ben 94 proposte specifiche e dettagliate (in una “manovra” da 29 miliardi di euro) sia per le entrate e per le uscite, che per le riduzioni della spesa pubblica come gli stanziamenti per la Difesa o le “grandi opere”.

A Roma il Salone dell'editoria sociale

salone editoria socialeParte oggi la quarta edizione del Salone dell’Editoria Sociale, in programma a Roma fino al 21 ottobre. Il tema di quest’anno è “Le Americhe e noi”: si discuterà delle differenti culture e contraddizioni economiche che convivono tanto nell’America del Nord quanto in quella del Sud, e di quanto l’Italia è stata influenzata dall’”american way of life” e dai modelli politici, economici e sociali provenienti da oltreoceano. 

Uscire dalla crisi con un'altra Europa

sbilanciamoci europaProsegue il percorso di discussione promosso da Sbilanciamoci! e da numerose altre associazioni per costruire proposte programmatiche per uscire dalla crisi e cambiare l'Europa. Nei giorni passati, in contemporanea, e soprattutto in alternativa, al Consiglio europeo, si è svolto a Bruxelles il Forum «Un’altra strada per l’Europa» tenuto al Parlamento europeo. Il 9 luglio, invece, presso la Casa Internazionale delle Donne di Roma (via della Lungara 19, dalle 10.30 alle 20.00), si terrà il convegno "Uscire dalla crisi con un’altra Europa": si tratta di una giornata di incontri e dibattiti promossa dalla Green European Foundation con il contributo di Sbilanciamoci!, cui prenderanno parte le principali realtà dell'associazionismo italiano, delle forze politiche e sindacali, intellettuali.

Qui il programma completo. 

Si giunge a questa iniziativa con il contributo del dibattito di Bruxelles, da cui sono emerse le proposte sintetizzate nel seguente documento. Tra le azioni concrete richieste, le seguenti assumono il carattere di estrema urgenza:

1. Per affrontare la drammatica accelerazione della crisi finanziaria europea – segnata dall’interazione tra crisi bancaria e crisi del debito pubblico – la Banca centrale europea deve agire immediatamente in qualità di prestatore di ultima istanza per i titoli di Stato. Il problema del debito pubblico va risolto con una responsabilità comune dell’eurozona, attraverso meccanismi istituzionali che possano essere introdotti immediatamente; il debito va sottoposto a una valutazione e un “audit” pubblico.

2. È necessario un radicale ridimensionamento della finanza, con l’introduzione della tassa sulle transazioni finanziarie, limiti alla finanza speculativa e ai movimenti di capitali e con un’estensione del controllo sociale, in particolare sulle banche che ricevono salvataggi pubblici. Il sistema finanziario dovrebbe essere trasformato in modo tale da sostenere investimenti produttivi sostenibili da un punto di vista sociale ed ambientale.

3. È necessario rovesciare le politiche di austerità in tutti i paesi d’Europa e rivedere i termini dei Memorandum imposti ai paesi che hanno richiesto “aiuti d’emergenza” dall’Unione europea, a cominciare dalla Grecia; i pericolosi vincoli del “Patto fiscale” vanno eliminati in modo che i governi possano tutelare la spesa pubblica, il welfare e i salari, mentre l’Europa deve assumere un ruolo maggiore per stimolare la domanda, promuovere la piena occupazione e avviare uno sviluppo equo e sostenibile. Le politiche europee devono inoltre portare all’armonizzazione fiscale, mettere fine alla concorrenza tra stati e spostare l’imposizione fiscale dal lavoro ai profitti e alla ricchezza. Il lavoro e la contrattazione collettiva devono essere difesi; i diritti del lavoro sono parte essenziale dei diritti democratici in Europa. Occorre impegnarci subito per cambiamenti di lungo termine nelle seguenti direzioni:

4. Un “new deal verde” può rappresentare la via d’uscita dalla recessione in Europa con grandi investimenti per una transizione ecologica verso la sostenibilità, creando nuovi posti di lavoro di qualità, ampliando le capacità produttive in settori innovativi e allargando le possibilità di politiche nuove a livello locale, in modo particolare sui beni pubblici.

5. La democrazia deve essere estesa a tutti i livelli in Europa; l’Unione europea va riformata e la concentrazione di potere nelle mani degli Stati più potenti – così come si è realizzata con la crisi – va rovesciata. L’obiettivo è una maggiore partecipazione dei cittadini, un ruolo più incisivo del Parlamento europeo e un controllo democratico molto più significativo sulle decisioni chiave. Le prossime elezioni europee del 2014 devono rappresentare un’opportunità per compiere scelte tra proposte alternative per l’Europa all’interno e trasversalmente gli Stati membri dell’Unione.

Di fronte al rischio di un collasso dell’Europa, le politiche europee devono cambiare strada e un’alleanza tra società civile, sindacati, movimenti sociali e forze politiche progressiste – in particolare nel Parlamento europeo – è necessaria per portare l’Europa fuori dalla crisi prodotta da neoliberalismo e finanza, e verso una vera democrazia.

Tutto qui il sapere dei tecnici? Un'analisi della riforma del lavoro

lavoratoridi Roberto Romano, tratto da www.sbilanciamoci.info – Un'analisi – provvisoria – del documento del governo sulla riforma del lavoro e sugli ammortizzatori sociali dimostra che rimangono irrisolte le questioni principali: flessibilità e precariato, livello salariale, produttività delle imprese, mancanza di una politica industriale.

La bozza di documento del governo sulla riforma del mercato del lavoro e sugli ammortizzatori sociali delinea una riforma strutturale degli ammortizzatori sociali, con un impatto sociale ed economico sostanzialmente incerto, e una piccola correzione della flessibilità in entrata legata al costo-opportunità dell’utilizzo degli attuali modelli di inserimento del mercato del lavoro, senza nessuna vera riforma delle tipologie contrattuali, mentre per la flessibilità in uscita si tende a una monetizzazione, via giudice, di alcune fattispecie dell’articolo 18 sulla reintegra.

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