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Fare luce sull'Enel, Greenpeace si mobilita contro il carbone

  • Scritto da  Redazione
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Fare luce sull'Enel, Greenpeace si mobilita contro il carbone

"Il carbone è responsabile a livello globale di oltre il 40% del totale delle emissioni di CO2 e rappresenta il modo peggiore e più inquinante di produrre energia elettrica. In Italia le centrali a carbone producono il 14% dell’energia elettrica totale, ma emettono il 30% dei gas serra del settore termoelettrico. Si parla di 37,3 milioni di tonnellate soltanto nel 2010. Di queste, oltre 26 milioni per colpa di Enel." Per questo Greenpeace Italia lancia la nuova campagna 

Ieri tre attivisti si sono calati dal tetto della sede dell'azienda a Roma e hanno aperto uno striscione di 70 metri quadri con la scritta "ENEL KILLER DEL CLIMA". In contemporanea altri hanno transennato l'ingresso per marcare la "scena del crimine" e consegnare ai vertici Enel un "avviso di garanzia".

Sul proprio sito, Greenpeace leggiamo che Enel, con 72,1% del carbone per usi elettrici nel 2010, è il primo utilizzatore di carbone come fonte di produzione termoelettrica in Italia. Su 37,3 milioni di tonnellate di CO2 emesse nel 2010, 26,2 provenivano dalle centrali Enel.  

Enel persegue a tal punto la politica del carbone che quando ha acquisito la società spagnola Endesa, ha tenuto per sé gli impianti a carbone (e le vecchie centrali nucleari) cedendo l’intero parco eolico.

Una ricerca condotta dall’AEA, l’Agenzia Europea per l’Ambiente, ha portato alla luce dati inquietanti sul livello di inquinamento prodotto dagli impianti industriali nel nostro continente. In Italia, il primo posto in classifica spetta alla centrale Enel di Brindisi.

"Oltre 700 milioni di euro. È questo l’ammontare dei danni sanitari e ambientali, secondo l’AEA, causati dalla vecchia centrale di Brindisi nel solo 2009; un importo che coincide proprio con gli extra-profitti che l’impianto garantisce a Enel. In poche parole – dichiarano gli attivisti di GreenPeace – il ricavo di Enel è pari ai danni che produce. E che non paga."

Ma non c’è solo Brindisi. Enel possiede 8 delle 13 centrali a carbone operanti in Italia. E intende costruirne almeno altre due, in Italia. I danni di Brindisi sono solo una piccola parte del totale. Un totale che è destinato a crescere, stando alle dichiarazioni dell’amministratore delegato dell’azienda, Fulvio Conti, che vuole portare la produzione da carbone dal 14% al 20% del totale dell’elettricità prodotta nel nostro Paese.

Da Greenpeace dichiarano:"Enel si prende gioco di noi: parla di “carbone pulito” per continuare ad agire indisturbata. Ora è arrivato il momento di dire basta". Con questa campagna di pressione sull'Enel, Greenpeace invita a visitare il sito www.facciamolucesuenel.org e inviare all'Enel l'avviso di garanzia, una sorta di petizione per chiedere provvedimenti all'Enel.

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