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È morto Lou Reed

La rivista Rolling Stones ha dato la notizia della morte di Lou Reed, uno dei grandi della musica di sempre. Era malato da tempo. Era nato a Brooklyn il 2 marzo 1942.

''Mare chiuso'' il video del documentario sui respingimenti dei migranti

Tra maggio 2009 e settembre 2010 oltre duemila migranti africani vennero intercettati nelle acque del Mediterraneo e respinti in Libia dalla Marina e dalla Polizia italiana;  in seguito agli accordi tra Gheddafi e Berlusconi, infatti, le barche dei migranti venivano sistematicamente ricondotte in territorio libico, dove i richiedenti asilo non godevano di alcun diritto e la polizia esercitava indisturbata varie forme di abusi e di violenze. Non si è mai potuto sapere ciò che realmente succedeva ai migranti durante i respingimenti, perché nessun giornalista era ammesso sulle navi e perché tutti i testimoni furono poi destinati alla detenzione in Libia. Nel marzo 2011 con lo scoppio della guerra in Libia, tutto è cambiato. Migliaia di migranti africani sono scappati e tra questi anche rifugiati etiopi, eritrei e somali che erano stati precedentemente vittime dei respingimenti italiani e che si sono rifugiati nel campo UNHCR di Shousha in Tunisia, dove li abbiamo incontrati.

Belgio: scontri tra vigili del fuoco e polizia [video]

Sono scesi in piazza contro i tagli del governo al loro settore: i vigili del fuoco del Belgio hanno manifestato in tutta la nazione e si sono fatti notare con una forte protesta sotto l'ufficio del primo ministro. I pompieri hanno prima bruciato pneumatici nelle strade e spruzzato schiuma antincendio verso la polizia schierata davanti a loro.

Portogallo: la protesta irrompe in parlamento [VIDEO]

In Portogallo proseguono le proteste contro il governo e irrompono direttamente nell'aula parlamentare. Alcune decine di attivisti e sindacalisti hanno, infatti, interrotto i lavori parlamentari urlando "demissão, demissão!" slogan inneggianti alle dimissioni del governo e a nuove elezioni. Lanciando coriandoli e srotolando striscioni i manifestanti hanno anche richiamato nei propri cori al 25 aprile, che anche per i portoghesi è il giorno della liberazione, nel loro caso il riferimento è al 25 aprile del '74, quando con la "rivoluzione dei garofani" fu messa la parola fine alla dittatura di Salazar.

Dopo questo episodio verranno probabilmente cambiate e rese più rigide le regole di accesso al parlamento portoghese.

Il Brasile protesta: cortei oceanici e fuoco ai parlamento regionale [video]

Nel Brasile della Confederation Cup, preludio ai mondiali di calcio 2014 e dell'asse inarrestabile dei cosidetti BRICS (Brasile, India, Cina, Sud Africa) è esplosa la rivolta. La scintilla che ha acceso la protesta è stato l'aumento dei prezzi dei trasporti pubblici e il combinato di questi con gli sprechi esosi in vista dei due tornei calcistici.

Il movimento 'Copa pra quem' (la coppa per chi?) accusa il governo  di aver sfrattato migliaia di brasilian sventrando intere aree delle enormi città che ospiteranno le competizioni calcistiche.

Le manifestazioni nelle principali città brasiliane sono enormi a Rio de Janeiro, San Paolo, Porto Alegre, Brasilia, Salvador B., e Juiz de Fora.

Non si tratta "solo" di manifestazioni imponenti, ma anche di scontri molto duri con la polizia. Nelle immagini di questo video un gruppo di manifestanti riesce a dare fuoco addirittura alla porta dell'Assemblea legislativa dello Stato di Rio De Janeiro.

Poliziotto spara, colpisce alla testa un manifestante ad Ankara

Ethem Sarısülük è stato colpito in testa da un colpo di proiettile il terzo giorno di proteste, ad Ankara, in Kızılay Square. Ad oggi il bilancio della violenta repressione in Turchia, dal 31 maggio al 06 giugno è di 3 morti, 4858 feriti, 48 feriti gravi, di cui 18 con gravi traumi cranici.

Il video diffuso oggi dall'avvocato della famiglia di Ethem Sarısülük mostra chiaramente un poliziotto che durante una carica scomposta ai manifestanti della capitale turca che punta la pistola spara più di un colpo verso i manifestanti, tra loro Ethem, che si accascia al suolo mentre il poliziotto fugge.

Anonymous: opTurkey - il videocomunicato

ANONYMOUS OPTURKEY"Governo Turco, noi siamo Anonymous" comincia così il video comunicato degli hacktivisti con cui minacciano le autorità ed Erdogan di attaccare le infrastrutture informatiche del loro apparato repressivo, in solidarietà e per complicità con "fratelli e le sorelle turche che subiscono la repressione della polizia, gli idranti, i lacrimogeni.

"We are anonymous. we are legion. we do not forgive. we do not forget. expect us"

Erdogan: è colpa di twitter!

Il premier Turco Erdogan aveva già rilasciato dure dichiarazioni contro i manifestanti di OccupyGezi, contribuendo, consapevolmente o meno, a radicalizzare lo scontro e allargare i temi della protesta. In queste ultime dichiarazioni si scaglia contro twitter "è un problema". Accusando il social network di essere pieno di informazioni tendenziose e false, come quella per cui avrebbe ordinato di impiccare i manifestanti agli alberi di Gezi Park. (trad. "Oradaki Ağaçlarda Bunları Sallandıracaksın" min.0.20).

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