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Normale di Pisa: dopo le proteste si dimette il direttore

La vicenda che ha interessato la comunità accademica della Scuola Normale e le città di Pisa e Napoli ha visto oggi una sua tappa non indifferente: per la prima volta in 208 anni di storia, il direttore è stato costretto alle dimissioni. A muovere le acque è stata la posizione degli studenti e delle studentesse, che hanno saputo criticare nel metodo e nel merito una proposta (l'idea di una Normale Meridionale a tempo determinato) criticando duramente il tribalismo della Lega, che si è limitata a chiedere la tutela della pisanità del "marchio", senza alcuna riflessione su saperi ed eccellenza. Pubblichiamo la dichiarazione delle studentesse e degli studenti che oggi, dopo il Senato accademico che ha ratificato le dimissioni del prof. Vincenzo Barone dalla carica di direttore della Scuola Normale Superiore, hanno consegnato alla stampa e all'opinione pubblica.

Ecco la dichiarazione degli studenti che si sono mobilitati: 

L'Euro è la moneta unica, non l'unica moneta possibile - Intervista al prof. Bellofiore

Lo scorso primo gennaio sono trascorsi vent’anni dall’introduzione dell’euro come valuta: un anniversario che arriva in un anno cruciale per l’Unione europea, con le elezioni del prossimo maggio, e impone un bilancio complessivo di un processo di integrazione monetaria europea, delle sue contraddizioni e del suo futuro possibile. Punto di arrivo di un tortuoso processo di integrazione dei mercati nel Continente e, secondo i suoi fautori, primo passo di una sempre maggiore integrazione politica, la moneta unica dell’Europa dopo la crisi dei debiti sovrani si pone oggi come problema primario per la tenuta e legittimità dell’intero progetto europeo e degli stessi Stati membri.

Le ferite ancora parte della crisi e l’erosione di una solidarietà europea sotto la scure dell’austerità e dei vincoli fiscali legano sempre di più il destino dell’euro a quello delle democrazie e dei diritti sociali, rendendo urgente e necessario interrogarsi sulle promesse tradite della moneta unica e su quelle irrealizzabili. Quali sono state le ragioni che hanno portato all’introduzione della moneta unica? Quali i suoi limiti e le prospettive di una riforma dell’eurozona? Ne abbiamo parlato con Riccardo Bellofiore, Professore di Economia Politica all’Università di Bergamo.  

crollo unione europea

Imprese recuperate e un progetto di ricerca militante

Designate anche con l’acronimo inglese WBO (Workers Buyout), le imprese recuperate sono aziende (o singoli rami di produzione) rilevate dai loro ex dipendenti sotto forma cooperativistica per evitare il fallimento o risolvere problematiche connesse al passaggio intergenerazionale della precedente proprietà. Di fronte alla chiusura o alla delocalizzazione imminente della loro azienda, migliaia di lavoratori hanno scelto di investire le quote del loro TFR e della loro mobilità in un capitale sociale comune per rilevare e recuperare la loro impresa.

Nanni Moretti, il Cile e gli errori della sinistra

Il nuovo film di Nanni Moretti, “Santiago, Italia”, ha il merito di dare voce a chi ha subito il golpe di Pinochet, mostrando l’orrore di quei giorni ma anche le resistenze, la rivincita, la solidarietà. Attenzione: mette in scena anche il cinismo e la violenza dei golpisti, che nel film continuano a rivendicare il "tradimento" della volontà popolare, come lo definì Allende poco prima di morire. Ma Moretti dà voce senza sconti, dichiarandosi partigiano di fronte alle telecamere accese, lasciando interdetto il golpista intervistato.

8 dicembre: Crotone manifesta per l’Umanità

A Crotone si prepara la mobilitazione contro le politiche del governo in materia di immigrazione. Da Crotone è partita anche una petizione per fermare il decreto sicurezza e per chiedere le dimissioni delle parlamentari del movimento 5 Stelle elette a Crotone che hanno votato a favore.

Ecco il testo dell'appello alla mobilitazione:

Questo vuole essere un appello chiaro, semplice e senza “fraintendimenti” ed è quanto vogliamo manifestare al Paese intero.

Rovesciare questa Europa: il 1° dicembre a Roma

Al Festival corsaro di metà settembre mentre tra laboratori, dibattiti e discussioni collettive eravamo impegnati a studiare le “Mappe del nuovo mondo”, Luigi De Magistris annunciò pubblicamente la propria disponibilità a mettersi in gioco, anche personalmente, per lavorare, insieme a tante e tanti altri, alla costruzione di una proposta politica di alternativa in vista delle elezioni europee del 2019. Poche settimane dopo ha confermato la volontà di costruire un grande “fronte popolare e democratico”, dando appuntamento a Roma per il 1 dicembre.

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