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Ray che (non) ha risolto Newton

  • Scritto da  gvdr
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shuryyarayShouryya Ray, 16 anni, avrebbe risolto un problema, posto da Newton, che da 350 anni affliggeva i matematici. Tale colpo di genio gli sarebbe valso il 2° posto in un concorso per le scuole di Dresda. I quotidiani di mezzo mondo e una infinità di blog lo definisco "genio della matematica". In realtà, le cose non stanno proprio così.

Il problema di Newton riguarda lo studio di un proiettile sparato in aria, soggetto alle forze di gravità, non difficile da trattare, e quella di attrito dell'aria. La richiesta è di trovare una formula esplicita, che sia cioè possibile risolvere con carta e penna in modo non approssimativo. Sarebbe questo, secondo una sfilza interminabile di giornali, il problema risolto dal brillante sedicenne indo-tedesco. Più correttamente dovremmo parlare di due problemi

Nessun giornale s'è posto il problema di verificare la notizia. Tanto è matematica, chi vuoi che la capisca, zoomma sul ragazzino. Aggiungeteci i blogger para- e pseudo- scientifici pronti a dir la loro. Tenete in considerazione  i vari commentatori apparsi sul web pronti ad usare l'exploit del ragazzino per giustificare gli insulti a quegli asini di matematici, strapagati dallo stato (sic!), che per tanti anni non sono riusciti a combinare nulla. Licenziamoli tutti, s'è detto, e lasciamo che questi giovani geni risolvano i problemi senza trovare impedimenti sulla loro strada. Al Rogo! Al Rogo! Santo Subito!

Nell'aria, insomma, c'era un po' di isteria collettiva. Per fortuna non ha parlato Red Ronnie.

Ora, sarà pedanteria, ma mi sarei aspettato di trovare linkato da qualche parte un articolo, anche un veloce trafiletto, in cui questa soluzione fosse presentata per bene ed il problema enunciato chiaramente. Niente di niente. Sul sito della sua scuola si trovano solo delle fotografie. Altrove elogi e felicitazioni. Tutt'al più abborracciati vaticini su quanto potrà incidere nella vita di ogni giorno la scoperta. I più arguti mettavano già in allarme per le eventuali applicazioni militari. Primo campanello d'allarme.

Secondo campanello d'allarme: un ragazzino di sedici anni risolve un problema d'analisi aperto da 350 anni, posto da Newton, per giunta, e si becca il 2° premio? E cos'ha fatto il primo premio? Risolto l'ipotesi di Riemann usando solo la matematica delle elementari?

Torniamo dunque alle poche informazioni che abbiamo. Essenzialmente, tutto si basa sulla affermazione di una giuria di un premio scolastico e l'unica evidenza è la foto in cui Shouryya esibisce con orgoglio (giustamente!) la sua "soluzione". Mi scuserete se scrivo in matematichese, ma è occasione ghiotta per farlo:

Proviamo a leggerla, consci che senza un articolo a corredo c'è sempre la possibilità di fraintendere: g è la componente della forza di gravità, u e v le componenti di un vettore bidimensionale – ovvero la velocità verticale e orizzontale –, la lettera greca alpha apparentemente un parametro che tiene conto dell'attrito e sinh, di cui si considera l'inverso, è la funzione "seno iperbolico" (che i più smaliziati sapranno essere in relazione con la funzione esponenziale).

Se fosse veramente questa la soluzione trovata da Ray, sarebbe una doccia fredda. Non è esplicita, cioè non è risolvibile in modo formale ma solo attraverso l'uso di approssimazioni numeriche al computer. Non è nuova, anzi, ad una veloce ricerca si possono trovare due possibili antecedenti per questa soluzione: alla metà dell'800 nel Traité de Balistique di Isidore Didion, matematico francese, e poi, in forma simile, nel 1977 per mano di G. W. Parker della North Carolina University. Inoltre non è la soluzione al problema posto da Newton, quanto – sembra, e saremo lieti di sbagliarci – una sua riduzione dal caso tridimensionale a quello bidimensionale.

Questo potrebbe giustificare il secondo posto e la non avvenuta pubblicazione del risultato.

Tutto da buttare? Affatto! Il risultato, ottenuto a sedici anni, è strabiliante: una dimostrazione di grande intuizione e di ottima padronanza delle tecniche matematiche. Risolvere un problema differenziale non lineare è pratica richiesta agli ultimi anni di una laurea in matematica. Non ha lavorato da solo ma, come si legge sul sito dell'Università di Dresda, assieme a tre supervisori: i tre ing. Sascha Heitkam, Tobias Kempe e Jochen Fröhlich. Dunque il lavoro, anche se probabilmente non è quello spacciato dai media, sarà degno di pubblicazione. Risultato eccellente! Complimenti vivissimi, dunque, a Ray, che probabilmente ha davanti una brillante carriera di matematico, se vorrà percorrerla. 

A far la vera figura da polli sono giornali (per una volta quelli italiani in buona compagnia della stampa estera) e blogger frettolosi e troppo entusiasti. Shame on them!

Regola d'oro: verificare i fatti.

Una discussione, in inglese e matematichese, della soluzione si può trovare su Reddit e su slashdot.org.

Ultima modifica ilMartedì, 29 Maggio 2012 12:07
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