Menu

Deprecated: Non-static method JSite::getMenu() should not be called statically, assuming $this from incompatible context in /home/ulpeyygx/domains/ilcorsaro.info/public_html/templates/gk_news/lib/framework/helper.layout.php on line 181

Deprecated: Non-static method JApplication::getMenu() should not be called statically, assuming $this from incompatible context in /home/ulpeyygx/domains/ilcorsaro.info/public_html/includes/application.php on line 536

Le primarie di Palermo e i paradossi del centrosinistra

  • Scritto da  Cinzia Longo
  • Commenti:DISQUS_COMMENTS

Un bagno per tutti. Questo sembra essere l'esito delle primarie palermitane al netto dei risultati, degli accordi e dagli intrighi che ci sono dietro. Ha vinto Ferrandelli, questa è una delle poche cose sicure. Sessantasette voti di scarto, un pugno di voti che hanno determinato la sconfitta della super favorita Rita Borsellino e la vittoria dei frondisti interni al Pd e all'Idv.

Sì, frondisti, perchè la candidatura di Ferrandelli è frutto della volontà di un pezzo di nomenklatura siciliana che ha consumato la sua vendetta nei confronti dei vertici nazionali dei partiti; e come si sa la vendetta va consumata fredda, lentamente. Perché all'inizio del turbolento dibattito sull'opportunità di indire o meno le primarie quasi nessuno aveva pronosticato la vittoria del trentunenne outsider, che si è imposto grazie ad uno strano intreccio di convenienze e, appunto, vendette.

Basta leggere la soddisfazione sui volti di Beppe Lumia e Antonello Cracolici, principali artefici della candidatura alternativa a Borsellino e principali sponsor dell'alleanza all'assemblea regionale siciliana tra il Pd e l'Mpa di Lombardo. Lumia e Cracolici, già prima delle primarie, lavoravano alla costruzione di una candidatura che potesse incassare l'appoggio dei centristi (a partire proprio da Lombardo) per costruire una sorta di modello Sicilia, che traghettasse l'alleanza con l'attuale governatore fino alle elezioni politiche del 2013. Poi l'intervento di Bersani, di Vendola e Di Pietro, che, per sabotare la trama palermitana, hanno trovato in Rita Borsellino la fototessera che potesse rappresentare sul territorio quello che la gigantografia di Vasto ha costituito per il dibattito pubblico nazionale, e cioè l'esigenza di un nuovo Ulivo unitario e plurale.

Ma a Palermo non vanno per il sottile e hanno letto questa mossa come un vero e proprio commissariamento, inaccettabile per una classe politica abituata a decidere in casa propria e senza ingerenze. Da qui la proposta frondista, che è riuscita a raccogliere consenso fuori e dentro il Pd. Fuori, perché l'altissima affluenza alle urne (hanno votato in 30.000, risultato stratosferico per una coalizione di centrosinistra che in passato a stento ha superato il 35%) è stata sicuramente condizionata da truppe lombardiane e centriste che hanno esercitato – legittimamente – il proprio diritto a condizionare la tornata primaria a proprio vantaggio. Dentro, perché la notte dei lunghi coltelli palermitani ha permesso a numerosi esponenti del Pd e dell'Idv di regolare i conti con i vertici nazionali delle proprie forze politiche.

È il caso di Sonia Alfano, europarlamentare dell'Idv, che ha disubbidito al diktat di Di Pietro appoggiando senza indugi proprio il fratello coltello Ferrandelli, fuoriuscito da tempo dall'Idv prima di iniziare il suo girovagare in sigle, associazioni, comitati e partiti diversi. È il caso anche di Rosario Crocetta, ex sindaco di Gela e ex Pdci (oggi europarlamentare Pd), che ha deciso anch'egli di appoggiare fino in fondo la trama di Lumia e Cracolici.

In sostanza la sconfitta di Rita Borsellino va letta in un quadro molto più complesso rispetto ai possibili brogli o abiure. In questo senso dovrebbe far riflettere anche l'ottimo risultato ottenuto dal terzo contendente, il rottamatore Davide Faraone, che ha raggiunto la cifra record, quanto insperata, di quasi ottomila preferenze. Faraone, unico iscritto al Pd dei contendenti, ha impostato la propria campagna elettorale in aperta polemica con i vertici del partito sia a livello locale che a livello nazionale.

Stesso discorso per la quarta competitor, la candidata della sinistra radicale Antonella Monastra, inchiodata ad un magro 6%. Un tutti contro tutti, quindi, che ha visto la vittoria di colui che, al di là della retorica, è riuscito a capitalizzare meglio le contingenze e le lotte intestine nei partiti; chissà che questa zavorra non condizioni pesantemente Ferrandelli nella corsa a sindaco, quella vera. Sì, perchè dall'altra parte c'è un centrodestra che governa indisturbato Palermo da più un decennio e che ha determinato il collasso delle casse comunali.

È il Pdl del 61 a 0, quello dell'all in nei collegi uninominali del 2001, quello di Angelino Alfano e di Renato Schifani, una macchina di voti, per quanto in difficoltà, che raramente sbaglia un colpo. Non a caso al momento il Pdl non ha fatto altro che aspettare l'harakiri del centrosinistra; ha aspettato di contare i morti e i feriti che il campo di battaglia ha mietuto. Ora, con tutta calma, deciderà se fare sul serio o passeggiare comodamente sui cadaveri. Per quanto riguarda i brogli, chi li ha visti li denunci alle autorità e non ai giornali: è la prima banale regola che ti insegnano nel mondo dell'antimafia, a Palermo dovrebbero conoscerla.

Un bagno per tutti. Questo sembra essere l'esito delle primarie palermitane al netto dei risultati, degli accordi e dagli intrighi che ci sono dietro. Ha vinto Ferrandelli, questa è una delle poche cose sicure. Sessantasette voti di scarto, un pugno di voti che hanno determinato la sconfitta della super favorita Rita Borsellino e la vittoria degli frondisti interni al Pd e all'Idv. Si frondisti, perchè la candidatura di Ferrandelli è frutto della volontà di un pezzo di nomenklatura siciliana che ha consumato la sua vendetta nei confronti dei vertici nazionali dei partiti; e come si sa la vendetta va consumata fredda, lentamente. Si perchè all'inizio del turbolento dibattito sull'opportunità di indire o meno le primarie quasi nessuno aveva pronosticato la vittoria del trentunenne outsider, che si è imposto grazie ad uno strano intreccio di convenienze e, appunto, vendette.

 

Basta leggere la soddisfazione sui volti di Beppe Lumia e Antonello Cracolici, principali artefici della candidatura alternativa a Borsellino e principali sponsor dell'alleanza all'assemblea regionale siciliana tra il Pd e l'Mpa di Lombardo. Lumia e Cracolici, già prima delle primarie, lavoravano alla costruzione di una candidatura che potesse incassare l'appoggio dei centristi (a partire proprio da Lombardo) per costruire una sorta di modello Sicilia, che traghettasse l'alleanza con l'attuale governatore fino alle elezioni politiche del 2013. Poi l'intervento di Bersani, di Vendola e Di Pietro, che per sabotare la trama palermitana, hanno trovato in Rita Borsellino la fototessera che potesse rappresentare sul territorio quello che la gigantografia di Vasto ha costituito per il dibattito pubblico nazionale, e cioè l'esigenza di un nuovo Ulivo unitario e plurale. Ma a Palermo non ci vanno per il sottile e hanno letto questa mossa come un vero e proprio commissariamento, inaccettabile per una classe politica abituata a decidere in casa propria e senza ingerenze. Da qui la proposta frondista, che è riuscita a raccogliere consenso fuori e dentro il Pd. Fuori perchè l'altissima affluenza alle urne (hanno votato in 30.000, risultato stratosferico per una coalizione di centrosinistra che in passato a stento ha superato il 35%) è stata sicuramente condizionata da truppe lombardiane e centriste che hanno esercitato – legittimamente – il proprio diritto a condizionare la tornata primaria a proprio vantaggio. Dentro perchè la notte dei lunghi coltelli palermitani ha permesso a numerosi esponenti del Pd e dell'Idv di regolare i conti con i vertici nazionali delle proprie forze politiche. È il caso di Sonia Alfano, europarlamentare dell'Idv, che ha disubbidito al diktat di Di Pietro appoggiando senza indugi proprio il fratello coltello Ferrandelli, fuoriuscito da tempo dall'Idv prima di iniziare il suo girovagare in sigle, associazioni, comitati e partiti diversi. È il caso anche di Rosario Crocetta, ex sindaco di Gela e ex Pdci (oggi europarlamentare Pd), che ha deciso anch'egli di appoggiare fino in fondo la trama di Lumia e Cracolici.

 

In sostanza la sconfitta di Rita Borsellino va letta in un quadro molto più complesso rispetto ai possibili brogli o abiure. In questo senso dovrebbe far riflettere anche l'ottimo risultato ottenuto dal terzo contendente, il rottamatore Davide Faraone, che ha raggiunto la cifra record, quanto insperata, di quasi ottomila preferenze. Faraone, unico iscritto al Pd dei contendenti, ha impostato la propria campagna elettorale in aperta polemica con i vertici del partito sia a livello locale che a livello nazionale. Stesso discorso per la quarta competitor, la candidata della sinistra radicale Antonella Monastra, inchiodata ad un magro 6%. Un tutti contro tutti, quindi, che ha visto la vittoria di colui che, aldilà della retorica, è riuscito a capitalizzare meglio le contingenze e le lotte intestine nei partiti; chissà se questa zavorra non condizioni pesantemente Ferrandelli nella corsa a sindaco, quella vera. Si perchè dall'altra parte c'è un centrodestra che governa indisturbato Palermo da più un decennio e che ha determinato il collasso delle casse comunali. È il Pdl del 61 a 0, quello dell'all in nei collegi uninominali del 2001, quello di Angelino Alfano e di Renato Schifani, una macchina di voti, per quanto in difficoltà, che raramente sbaglia un colpo. Non a caso al momento il Pdl non ha fatto altro che aspettare l'Harakiri del centrosinistra; ha aspettato di contare i morti e i feriti che il campo di battaglia ha mietuto. Ora, con tutta calma, deciderà se fare sul serio o passeggiare comodamente sui cadaveri. Per quanto riguarda i brogli, chi li ha visti li denunci alle autorità e non ai giornali, è la prima banale regola che ti insegnano nel mondo dell'antimafia, a Palermo dovrebbero conoscerla.

Torna in alto

Categorie corsare

Rubriche corsare

Dai territori

Corsaro social

Archivio

Chi siamo

Il Corsaro.info è un sito indipendente di informazione alternativa e di movimento.

Ilcorsaro.info