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Cileno ucciso a Milano, vigile accusato di omicidio volontario. Pisapia: 'Stop sceriffi'

Si fa sempre più pesante la situazione di Alessandro Amigoni, il vigile che ha sparato e ucciso un cittadino cileno, Marcelo Valentino Gomez Cortes, a seguito di un inseguimento. Lunedì sera l’agente del Nucleo Operativo aveva dichiarato al PM Roberto Pellicano di aver sparato nel timore che venisse colpito dal compagno di fuga di Gomez, a suo dire munito di un “revolver a canna corta”. I colleghi di Amigoni presenti alla sparatoria hanno smentito questa versione dichiarando di non aver percepito alcun pericolo. A seguito degli interrogatori il pm ha modificato il capo di accusa verso l’agente, ora incriminato di omicidio volontario.

Il cittadino cileno sarebbe scappato assieme a un'altra persona dopo una rissa in un bar a Crescenago, nei pressi del Parco Lambro. Dopo un inseguimento i due erano entrati nel parco e lì, dopo pochi istanti, il vigile ha sparato contro Gomez, morto poco dopo al San Raffaele. A rendere complicata la posizione di Amigoni vi è anche l’esito dell’autopsia: il fuggitivo sarebbe stato colpito alle spalle, ripetutamente. A questo punto è cambiata anche la linea difensiva dell’avvocato dell’agente, Giampiero Bianconella, il quale cercherà di dimostrare che Amigoni aveva percepito un pericolo, per quanto da altri reputato inesistente. Non aiutano l’agente neanche le foto pubblicate in questi giorni su alcuni siti Internet in cui si ritrae il vigile in posa “da duro” con una mitragliatrice.

L’omicidio di Marcelo Valentino Gomez è stato oggetto di polemica tra le forze politiche. Prima vi è stato l’intervento dell’ex-vicesindaco di Milano, Riccardo De Corato, il quale aveva preso le difese dell’agente e accusato l’amministrazione Pisapia di essere responsabile delle “continue aggressioni contro le forze dell’ordine.” Poi è stata Daniela Santanchè a schierarsi dalla parte del vigile attraverso un discusso post sulla sua pagina Facebook dove aveva affermato che “le forze dell’ordine anche se sbagliano non sono mai assassini”. Dal canto suo, l’amministrazione milanese di centro-sinistra ragiona su una riforma del Nucleo Operativo, dipartimento della polizia locale al quale proprio De Corato aveva assegnato funzioni “da sceriffo” per sgomberare le strade dai venditori abusivi. Pochi giorni da il sindaco Pisapia e l’assessore alla sicurezza Marco Granelli hanno presentato ai sindacati di polizia un programma di ridimensionamento dell’unità. A questa proposta vi è stata una dura replica di contrarietà da parte del consigliere leghista, Matteo Salvini.

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