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Approvato l'equo compenso per i giornalisti: una conquista storica per il lavoro precario

  • Scritto da  Nicola Charini
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Grazie al voto unanime della Camera, la legge sull'equo compenso per i giornalisti è ora realtà: un evento storico per la generalità del mondo del lavoro atipico, freelance, precario.

Per la prima volta, infatti, vi è una norma che impone l'allineamento delle condizioni di lavori formalmente autonomi o parasubordinati come minimo ai livelli stabiliti dai Contratti collettivi nazionali di categoria, portando le aziende che non si atterranno alle soglie di equità a essere escluse da ogni agevolazione, finanziamento, provvidenza pubblica, oltre a essere inserite una vera e propria black list.

Il provvedimento verrà attuato in via sperimentale per tre anni,  fino a quando cioè non scadrà il mandato della Commissione per la valutazione dell'equo compenso, che verrà costituita entro 30 giorni e sarà composta da tre rappresentanti dei lavoratori (Ordine, Sindacato, istituto di previdenza Inpgi), un rappresentante delle aziende editoriali riunite nella Fieg, due rappresentanti del Governo indicati, rispettivamente, dai ministeri del Lavoro e dello Sviluppo economico. Dal momento dell'insediamento, entro due mesi dovranno essere definite le soglie retributive di riferimento “in coerenza con i trattamenti previsti dalla contrattazione collettiva nazionale di categoria in favore dei giornalisti titolari di un rapporto di lavoro subordinato”.

La legge avrà valore per tutti i media: carta stampata, radio e tv, testate internet. In quest'ottica si provvederà a redigere “un elenco dei quotidiani, dei periodici, anche telematici, delle agenzie di stampa e delle emittenti radiotelevisive che garantiscono il rispetto di un equo compenso, dandone adeguata pubblicità sui mezzi di comunicazione e sul sito internet del Dipartimento per l'informazione e l'editoria della Presidenza del Consiglio dei ministri”. Chi, invece, finirà nella lista nera non adeguandosi, a partire dell'1 gennaio 2013 entro sei mesi decadrà “dal contributo pubblico in favore dell'editoria, nonché da eventuali altri benefici pubblici, fino alla successiva iscrizione”.

Un risultato tangibile, frutto della capacità di mobilitazione e organizzazione dei coordinamenti dei giornalisti atipici, freelance, precari. L'unione delle forze ha portato poi al coinvolgimento di Ordine e Sindacato che, così, hanno giocato la partita sullo stesso terreno, dando un importante segnale rispetto alla necessità di superare dannose contrapposizioni tra lavoratori assunti ed esterni alle redazioni. Su questo fronte, fondamentale l'impegno dei colleghi precari impegnati, rispettivamente, nella Commissione nazionale Lavoro autonomo Fnsi e nel Gruppo precariato dell'Ordine.

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