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Violenze nel carcere di Vicenza, denunciati 15 secondini

Violenze nel carcere di Vicenza, denunciati 15 secondini

Il pubblico ministero di Vicenza, Alessandro Severi, ha inviato nelle scorse ore 15 avvisi di garanzia nei confronti di altrettanti agenti di polizia penitenziaria in servizio presso il carcere San Pio X del capoluogo di provincia veneto. Tra questi, ispettori, sovrintendenti e anche un sostituto commissario, accusati da almeno cinque detenuti che in più occasioni hanno denunciato abusi nei loro confronti. Gli accusati si difendono parlando di “circostanze prive di fondamento, fatti che non esistono”, le voci su quando accade nel penitenziario si rincorrono ormai da anni, tant'è che nel novembre 2012, al termine di un'ispezione, l'allora parlamentare radicale, Rita Bernardini, parlò esplicitamente di “carcere degli orrori”.

La denuncia dell'esponente radicale si basava sulle dichiarazioni di un detenuto nigeriano, a due esami dal traguardo della laurea di Lettere e Filosofia, che aveva chiesto di essere trasferito a Padova per scontare gli ultimi mesi di pena, “ma non mi ci mandano per quello che ho visto”. Parlando delle pessime condizioni dei detenuti, la Bernardini aveva spiegato: “Le ho viste con i miei occhi: la gente non aveva nemmeno da vestirsi. Voi riuscite a immaginare che significa stare in una cella di 9 metri quadrati in tre con due letti a castello e un letto messo di traverso?”. La deputata aveva infine richiamato l'attenzione sul ruolo del direttore del penitenziario: “Non visita le celle di detenzione e tra i reclusi della terza sezione c’è perfino chi non l’ha mai conosciuto. Neanche il magistrato di sorveglianza visita i reparti per verificare le condizioni di reclusione”.

Quelle affermazioni della deputata radicale vennero però “smentite” dalla parlamentare vicentina Daniela Sbrollini, esponente del Partito Democratico: “Ho avuto modo di visitare il carcere di Vicenza e ho potuto notare il lavoro che il personale penitenziario svolge in modo eccellente ogni giorno. I problemi a Vicenza ci sono e li ho più volte denunciati, in piena sintonia con il dottor Tolio e il garante dei detenuti della città, e riguardano la carenza di personale rispetto al numero dei detenuti, il sovraffollamento e la conseguente minaccia di un´emergenza sanitaria”.

Sulla vicenda è intervenuto oggi il cappellano di San PioX, don Agostino Zenere, intervistato da 'Il Giornale di Vicenza': “Il carcere è l'ultima istituzione totale rimasta nei paesi a 'democrazia evoluta'. Abbiamo chiuso gli ospedali psichiatrici, gli orfanatrofi, persino i seminari. Ora sappiamo che un'istituzione totale gode di una certa delega, dentro a questa delega potrebbero essersi insinuati spazi di illegalità, da una parte e dall'altra. Nel caso specifico da parte delle persone detenute e da parte del personale”. Il sacerdote però assicura che il carcere “sta diventando un'altra cosa: si sta umanizzando, sta crescendo e, come ogni crescita, vive i suoi passaggi con sofferenza, i suoi sbalzi di progresso con momenti di incomprensione e grandi insicurezze”, anche se – in questo processo di trasformazione – “è lasciato solo”.

 

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