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Triplicano le tasse per le partite IVA under 35: non è un governo per giovani

Triplicano le tasse per le partite IVA under 35: non è un governo per giovani

Caro Matteo Renzi,

da poco di più di un anno e mezzo ho aperto una partita IVA a regime dei minimi. Mi barcameno occupandomi, spesso con altri free lance, di web design, content curation, user experience, SEO, social media strategy: tutte parole in inglese, quelle che piacciono tanto a te che l'inglese lo parli così bene.

Sono una partita IVA vera, al contrario di tanti miei amici che vengono costretti ad aprirne una per lavorare sottopagati, senza tutele e contributi. Non ho monocommittenze e a volte neanche sufficienti committenze; alcuni mesi vanno molto bene, altri malissimo, ma le mille difficoltà del lavoro le affronto lo stesso, come tutti i free lance, pur senza alcuna forma di welfare, assistenza e senza alcun diritto.

Ti scrivo nonostante sia molto distante da te politicamente, caro Matteo Renzi, perché stai varando una legge di stabilità che taglia le risorse agli enti locali e per servizi essenziali come sanità, università e diritto allo studio, trasporti pubblici, e perché mentre annunci meno tasse per grandi imprese stai compiendo anche un'altra scelta: triplicare le tasse alle partite iva under 35, quelle con il cosiddetto regime dei minimi, dal 5% al 15%.

Al contempo l'intervento l'annuncio del governo sulla tassazione forfettaria è una scelta che – come spiega Anna Soru sul sito di ACTA – penalizza le attività professionali a reddito più basso, quelle al servizio delle imprese e con minor possibilità di evasione fiscale. Di fatto il nuovo regime delle partite IVA è una beffa vera per i freelance.

È una scelta che stai facendo tu, caro Matteo. Tu che saresti "il nuovo che avanza", colui che ha "capito tutto di come funziona la modernità", che scuote "il sindacato, i cittadini, la politica, il parlamento invitando tutti ad adeguarsi ai nuovi tempi in cui viviamo", che è "dalla parte dei giovani e di chi vive nel nuovo mondo del lavoro". È questa la tua visione del futuro, così osannata dai tuoi esegeti?
La coperta della tua supercazzola è sempre più corta, lo scappellamento è indubbiamente a destra. E a restar scoperti, alla fine, sono sempre i più deboli, esclusi da tutto, persino dai famigerati 80 €.

Sei stato nella Silicon Valley, hai stretto mani e fatto grandi proclami, rilasciando dichiarazioni in un grande spot transoceanico a mezzo stampa, salvo poi tornare in Italia e perseguire la strategia opposta. Forse non ti hanno spiegato che quel modello della Silicon Valley che hai tanto esaltato si sostiene in larga parte su investimenti pubblici, come spiega bene Mariana Mazzucato nel suo libro "Lo Stato innovatore". In Italia invece gli investimenti scarseggiano e aumentano i tagli: anche in questa nuova manovra economica fioccano nuovi tagli all'università e alla ricerca, quando invece servirebbe invertire drasticamente la tendenza. 

Per fare dell'innovazione il motore del benessere di tutti, e non solo un veicolo di profitto di pochi, servirebbe una svolta drastica e concreta. Invece in Italia si continua a delegare l'innovazione a un largo esercito di persone giovani e meno giovani, che provano, spesso autosfruttandosi, a dar corpo alle proprie idee e a costruirsi un futuro dignitoso. 

In queste ore alcuni esponenti della maggioranza stanno rispondendo alle critiche dicendo "tranquilli, l'aumento non riguarderà voi, ma le partite IVA di nuova apertura" dando per scontato che in questo mondo assurdo ciascuno debba pensare solo a se stesso e indignarsi solo per ciò che lo colpisce direttamente. 

È con questa logica che promuovi il Jobs Act, dici. Come in un gioco delle tre carte, togli diritti a coloro che ne hanno pochi e racconti, a colpi di infografiche e servizievoli media, che lo fai per dare tutele a chi non ne ha. Ma nessuna carta vince e tutte perdono, e tu lo sai. Non c'è nessuno scambio. Non ha senso togliere diritti ad alcuni per darne ad altri, soprattutto nell'ottica di livellare i diritti verso l'alto. Non è a questo, infatti, che serve il Jobs Act, ma solo a rendere sempre più precari contratti e condizioni di vita e lavoro.

Vuoi fare qualcosa di davvero moderno? Fa' un passo indietro. Non c'è nulla di più innovativo che ammettere i propri errori in un'epoca in cui da anni si continua a sbagliare e precarizzare il lavoro. Aumenta le tutele alle partite Iva, abolisci davvero le forme contrattuali precarie, istituisci una misura europea come il reddito minimo garantito. 

Insomma, cambiaverso, ma davvero. Ché a togliere i diritti, aumentare le tasse ai più deboli e a lasciare fuori dal welfare chi ne è già escluso son bravi tutti: si chiama sfruttamento, ed è un concetto così ottocentesco che proprio non si addice a quella maschera da innovatore che così faticosamente stai cercando di tenere in viso.

P.S. di questo e molto altro parleremo domenica in un'assemblea nazionale a Roma per analizzare la situazione e le scelte del governo e per organizzare l'opposizione al Jobs Act.

Le tabelle del Sole 24 Ore con la simulazione del nuovo regime

 

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