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Oi ne’: la sveglia delle periferie

  • Scritto da  Marco Mastrandrea
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Oi ne’: la sveglia delle periferie

Nel linguaggio comune, i termini di periferia e centro sono fin troppo viziati da giudizi di valore positivo e negativo, cosicché l’immaginario collettivo pensa ai due termini in modo squilibrato. Tra periferia e centro viene a formarsi un legame di dipendenza dove chi ha troppo (centro) concede a chi ha troppo poco (periferia). Qualità e possibilità sono attribuibili solo al centro, spazio nel quale si direziona tutto, mentre alla periferia, spazio appena al di qua del centro, si attribuisce spesso una mancanza di qualità, come se si trattasse di uno spazio mancante.

Ma è possibile che questa opposizione centro/periferia sia solamente un ostacolo alle possibilità che si sviluppano nei luoghi del vivere quotidiano? È possibile pensare alla definizione di uno spazio comune svincolato dalla questione controversa centro-periferia? Attenzione, la questione trova la sua pulsione nel linguaggio. Il potere di nominare, costruire significati e di esercitare il controllo sul flusso delle informazioni all'interno delle società contemporanee è oggi uno dei fattori che determinano le principali differenze della struttura sociale. In questo senso il ciclo di incontri Oi ne’ – Esperimenti provinciali risponde all’esigenza di rinnovare il linguaggio raccontando con suoni, immagini e parole i concetti di ‘periferia’, ‘centro’, ‘quartiere’, ‘città’ per ricucire, ridisegnare le mappe mentali della socialità e le nervature delle relazioni umane. 

Articolato in tre parti, l’appuntamento di quest’anno presenta un primo momento di discussione dal titolo Pigliamoci una questione – Incontri sul vivere la periferia, durante la quale interverranno Francesco Vitale, docente di Dottrine Estetiche presso l’Università di Salerno, Gennaro Avallone, docente di Sociologia Urbana all’Università di Salerno e Hosea Scelza, architetto presso la Soprintendenza per i Beni Architettonici, Paesaggistici, Storici, Artistici ed Etnoantropologici per le province di Firenze, Pistoia e Prato.
Il secondo momento, Storie di periferia, prevede un reading  dal titolo 10 autori in cerca di una pensilina con l’accompagnamento musicale di Ivan Donatiello (chitarra) e Giovanni Montesano (basso).
Voc’ e’ sott’, ultimo momento, è tutto musicale: selezione di vinili, e  musica cantautoriale della Circa 100’s band in unplugged. Contestualmente al programma, l’evento è accompagnato da mostre fotografiche, estemporanee artistiche e video proiezioni sul tema. La giornata è promossa dal Mumble Rumble, dall’Osservatorio Culture Giovanili (OCPG) e dal media partner Asinu Press.

Oi ne’ – esperimenti provinciali nasce dal ciclo di incontri Cronache dal Sud, esperienza campana iniziata nel novembre del 2013 e dedicata a una serie di iniziative politiche, letterarie e musicali per promuovere questioni legate a temi del Sud.  Oi ne’ risponde a quel grido lanciato per svegliare e stimolare al dialogo, alla condivisione e alla narrazione non solo attraverso la forma scritta. Oi ne’ vuole significare la costruzione di uno spazio collettivo, a mo’ di laboratorio, nel quale sentirsi capaci di riformulare le possibilità e di farlo in un altro modo, lontani dalla debilitante frontiera precaria. Mettere in circolo le intelligenze e le sensibilità a km 0 attraverso la scrittura, le discussioni e anche le note di qualche canzone. L’obiettivo è quello di aprire una finestra dalla periferia per affacciarsi all’opportunità di un altro mondo e di praticarla, semplicemente, in un altro modo, con un altro sguardo.

Tre cose gli amici di Oi ne’ non dimenticano: «mettere in circolo le intelligenze e le sensibilità prossime al km 0; non dimenticare mai di essere dei provinciali; non dimenticare mai la cosa più bella: fare esperimenti è roba da provinciali».

La prima edizione di Oi ne’ si è svolta nel dicembre 2013 con la rassegna Salerno, esperimenti meridionali nella città del silenzio. La serata, Scrittori a km 0, ha dato spazio a giovani salernitani che si sono cimentati nel racconto della propria città. La seconda edizione, Salerno, conquistiamola ‘sta primavera, ha affrontato nello scorso aprile il tema della precarietà esistenziale con gli scritti degli autori del web, dal titolo Blog a km 0. Nato col desiderio di esplorare e coinvolgere i talenti e di stimolare la creatività, Oi ne’ con i suoi esperimenti provinciali prova con umiltà a guardarsi intorno, focalizzandosi su un interrogativo ogni volta nuovo. L’incontro del prossimo 20 dicembre, Direzione periferia, sarà l’opportunità di raccontare, invece che descrivere, senza capricci o commiserazioni, la periferia, per evidenziare quanto la storia dei luoghi sia la storia di chi la vive. Un viaggio narrativo che va da Mariconda a Scampia, passando per l’agro-nocerino sarnese e torrese.

La frase-slogan presente anche sul sito spiega:  "Oi ne’ è un grido. Ti sveglia, ti sollecita. Ti fa tornare coi piedi in terra e guardare al reale".

L’appuntamento è fissato per sabato 20 dicembre.  Dalle 17 fino a sera – dibattito, lettura, musica  in Via S. Massimo (parallela a Via Trotula de Ruggiero), Complesso Santa Sofia, Salerno.

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