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Scuola Diaz: resta impunito il massacro del giornalista inglese Covell

  • Scritto da  Gabriele Mastroleo
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mark covell diazArchiviato dal gip Adriana Petri il fascicolo relativo al pestaggio di fronte alla scuola Diaz di Genova, il 21 luglio 2001, nei confronti del giornalista inglese Mark Covell.

La decisione è stata determinata dalla mancanza di elementi probatori sufficienti per sostenere l'accusa in giudizio degli agenti che non avrebbero impedito l'accanimento nei confronti del redattore di Indymedia Uk.

Ciò che rende emblematica la richiesta di archiviazione sono le parole usate dal gip, che ha fatto notare come la decisione sia stata dettata dalla “mancata collaborazione degli investigatori con la Procura di Genova che di fatto ha impedito l'individuazione dei singoli responsabili”, mancata collaborazione che viene censurata come “gravissima”. Dopo quell'episodio e dopo le violenze della polizia di quei giorni, si aprì il dibattito sui codici identificativi per gli agenti in antisommossa e venne anche depositata una proposta di legge, mai discussa in Aula. 

Mark Covell è stato insieme a Lorenzo Guadagnucci, cronista del Resto del Carlino, uno dei simboli del massacro della scuola Diaz. Pochi giorni dopo il pestaggio, il giornalista, mentre era ancora ricoverato, si definiva all'inviata di Repubblica uno 'human football', e raccontava così quei momenti: “Ero in mezzo alla strada, proprio davanti al cancello della scuola Diaz, quando sono arrivate le camionette. E ci sono rimasto intrappolato mentre i carabinieri chiudevano i due lati della via. Quando ho visto un gruppo venirmi addosso, ho mostrato la tessera da giornalista. Mi hanno colpito subito con i manganelli. Poi uno con lo scudo mi ha schiacciato contro il muro e l'altro mi ha riempito di botte ai fianchi”.

 “A quel punto sono caduto mezzo svenuto e ho visto che il furgone stava sfondando il cancello della scuola. Ero a terra e loro continuavano a prendermi a calci. Correvano da una parte e mi mollavano un calcio. È lì che sono diventato un pallone”, aveva raccontato Covell, che avrebbe anche rischiato di essere trasferito a Bolzaneto.

Lo scorso anno, nel decimo anniversario dal G8 di Genova, il sindaco Marta Vincenzi ha insignito Covell della cittadinanza onoraria “per la forza e il coraggio dimostrati nell’espletamento della sua funzione di informazione e divulgazione giornalistica su quanto visto e vissuto durante gli eventi del G8 2001, rappresentando tutti coloro che si pongono al servizio della libertà di stampa anche a rischio della propria incolumità”.

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