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NoMuos: presidio permanente per bloccare la base militare

  • Scritto da  Giovanna Caltanissetta
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no muosDa ormai 11 giorni in Sicilia, i comitati e gli attivisti NoMuos insieme a cittadine e cittadini hanno dato vita a presidi permanenti per bloccare gli automezzi diretti alla base Usa di contrada Ulmo a Niscemi per avviare la costruzione del Muos.


Muos, ricordiamo, è un acronimo che sta per (Mobile User Object System), un sistema di comunicazione militare ad altissima frequenza, Sistema Oggetto ad Utente Mobile. Composto da 3 trasmettitori parabolici basculanti ad altissima frequenza e 2 antenne elicoidali UHF, per un totale di circa 2059 mq di cementificazione. Lungo il fascio di azione delle antenne MUOS il campo elettromagnetico rimane sopra i limiti di legge (L.36/2001). Inoltre la base destinata a contenere il Muos ospita già adesso 41 antenne americane, da tempo fonte di inquinamento della zona. Dal punto di vista pratico il sistema MUOS integrerà forze navali, aeree e terrestri in movimento in qualsiasi parte del mondo ed ha l’obiettivo di rimpiazzare l’attuale sistema satellitare UFO. Il Muos di contrada Ulmo dovrebbe, nei piani dell'esercito americano, integrare il sistema costituito da altre tre antenne del genere collocate in Virginia, Hawaii e Australia. In questi luoghi però le antenne sono, per lo più, state istallate in zone scarsamente abitate, proprio perché i campi elettromagnetici prodotti sono in grado di indurre malformazioni neonatali, leucemie e tumori. Inoltre potrebbero interferire su qualunque apparecchiatura elettrica, quali by-pass, sedie a rotelle, pace-maker, anche a distanza di oltre 140 km, come si evince da studi medici americani. Ai pericoli connessi alla salute dei cittadini, bisogna aggiungere quelli di interferenza tra le emissioni delle parabole militari MUOS in costruzione e il traffico aereo di Fontanarossa, Sigonella e a breve di Comiso. Da quando il problema è stato sollevato per la prima volta un anno fa dal professore Massimo Zucchetti del Politecnico di Torino e dal suo collaboratore Massimo Coraddu, si assiste a un incredibile scaricabarile tra le istituzioni che teoricamente dovrebbero garantire la sicurezza dei cittadini: ENAC, ENAV, Aeronautica Militare continuano a tacere.

Senza parlare del danno ambientale. La base militare si trova all'interno della riserva naturale della Sughereta di Niscemi,dal 2000 sito di importanza comunitaria (SIC), uno dei pochi parchi naturali con alberi da sughero in Italia e una fitta e rigogliosa vegetazione, in teoria tutelata da leggi che vietano a chiunque di danneggiare o deturpare fauna e flora presente. A chiunque ma non agli americani che hanno avuto l'autorizzazione all'installazione del Muos tramite un accordo tra Usa-Italia del 2001 e ratificato nel 2006.

Il progetto del Muos, come avviene per tutte le “grandi opere”, ha alimentato la dinamica del “malaffare all'italiana” con un giro di denaro enorme e con appalti assegnati ad imprese legate agli “amici degli amici”, alcune delle quali legate ai clan mafiosi dell'isola.

Per tutti questi motivi, lo scorso 5 ottobre, alla vigilia della prima manifestazione nazionale indetta dal coordinamento regionale dei comitati NoMuos, la procura di Caltagirone aveva posto il cantiere della mega antenna, ma già il 29 ottobre il Tribunale delle Libertà di Catania ha dissequestrato il sito. Di conseguenza gli Usa hanno dato l'inizio ai lavori. La mattina del 23 novembre giunge la notizia che l'autogru telescopica autocarrata sarebbe giunta a Niscemi. Immediatamente si sono attivati i niscemesi, supportati dai comitati NoMuos e dai siciliani giunti da tutta l'isola, che hanno dato vita a presidi e a blocchi stradali impedendo a qualsiasi automezzo di giungere alla base Us Navy.

Da allora eroiche “staffette” presidiano in maniera permanente le strade in cui è previsto il transito degli automezzi: una forma straordinaria di resistenza popolare di cittadine e cittadini in lotta per la difesa e la tutela del loro territorio, per non fare della Sicilia un'isola di guerra e difendere la salute e il futuro dei propri figli. Tutto questo mentre il Paese è occupato nel grande spettacolo delle primarie e nel silenzio assordante della politica nazionale e locale verso il Muos. Persino il neo-eletto Presidente della Regione Sicilia Crocetta, che in campagna elettorale si era detto contrario al Muos, adesso ignora le voci della piazza.

I presidi No-Muos devono da un lato bloccare le gru e i tir degli americani e dall'altro rompere la reticenza sia delle autorità istituzionali italiane sia quella dei media. A questo scopo il Coordinamento regionale dei Comitati NoMuos e l'Assemblea popolare del presidio permanente
hanno indetto per sabato 8 dicembre una manifestazione regionale a Niscemi. Il movimento No-Muos vuole così far crescere la consapevolezza e la partecipazione popolare, ribadire la contrarietà all'installazione del Muos e alla militarizzazione della Sicilia e fare pressioni affinché il presidente Crocetta revochi immediatamente le autorizzazioni date dalla Regione alla marina militare statunitense.

Ecco, quindi, il programma della mobilitazione prevista per giorno 8 dicembre a Niscemi: alle ore 14 concentramento nel campo sportivo, corteo per le strade del paese cui seguirà un'assemblea in piazza Vittorio Emanuele, dalle 19,30 concerto presso il sito del presidio permanente.

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