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NO MUOS: cariche e repressione, la Sicilia regalata agli USA

  • Scritto da  Giovanna Caltanissetta
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No MuosGiornate intense, momenti di tensione e di delusione, dopo questa notte, per i militanti, gli attivisti e i cittadini No Muos che in presidio permanente da ormai 50 giorni provano ad impedire l’ingresso alla base Us. Navy di Niscemi agli automezzi necessari per i lavori di costruzione del mega radar.

Ricordiamo che il MUOS (Mobile User Objective System) è un sistema di comunicazione satellitare ad alta frequenza e a banda stretta composto da 5 satelliti geostazionari e 4 stazioni di terra, ciascuna delle quali dotata di dotate di tre grandi parabole del diametro di 18,4 metri e due antenne alte 149 metri. Una di queste stazioni è appunto attualmente in fase di realizzazione in Sicilia nei pressi di Niscemi, in provincia di Caltanissetta. Il programma MUOS è gestito dal Dipartimento della Difesa degli Stati Uniti (non della Nato), e si tratta di un’arma strategica offensiva di nuovo tipo, che fa parte di un sistema di basi analoghe, sparse in diversi continenti, collegate a un sistema di satelliti geostazionari che consentono agli Stati Uniti d’America, senza alcun controllo da parte italiana, di condurre azioni di rilevazione, controllo, guida di droni, possibili e multiple azioni di disturbo e di offesa verso terzi. Quindi uno strumento di guerra vero e proprio dall’impatto ambientale devastante, dato che sorgerebbe all’interno della riserva naturale della Sughereta, e nociva per la salute delle siciliane e dei siciliani. Senza considerare tutto questo e senza passare per il Parlamento, il 7 gennaio il Ministro dell’Interno Cancellieri ha dichiarato il Muos “sito di interesse strategico per la difesa militare della nazione e dei nostri alleati”, il Presidente del Consiglio Monti ha ribadito la posizione del Governo uscente affermando: “Non sono accettabili comportamenti che impediscono l’attuazione delle esigenze di difesa nazionale e la libera circolazione connessa a tali esigenze, tutelate dalla Costituzione”.

Per una strana coincidenza, che forse coincidenza non è, il giorno dopo era prevista all’ARS la discussione relativa al Muos che si è conclusa con l’approvazione di una mozione presentata dal deputato del Pd Fabrizio Ferrandelli e appoggiata dai quindici eletti del Movimento 5 stelle, che impegna il Governo Regionale alla revoca delle autorizzazioni sul Muos.

Mozione che i No Muos avevo considerato abbastanza deludente poiché in essa non si parla in alcun modo dei tempi per arrivare alla revoca e inoltre tale revoca è subordinata in maniera perentoria all’acquisizione di pareri e relazioni che dovrebbero essere richiesti a soggetti “terzi” (Enav-Enac o comunque agenzie in grado di valutare l’interferenza dei campi elettromagnetici del Muos sugli aeromobili diretti e in partenza da Comiso e Fontanarossa, Istituto Superiore della Sanità per l’impatto dell’elettrosmog sui gruppi umani).

Inoltre la tempistica del diktat del Governo, non lasciava presagire niente di buono e i comitati No Muos erano certi che si sarebbe passati alle maniere forti. E purtroppo questi timori si sono concretizzati questa notte, infatti la gru che i No Muos aspettavano da cinquanta giorni è arrivata intorno alle 22.30, scortata da un ingente numero di forze dell’ordine. Trecento secondo i comitati, una settantina per la questura di Caltanissetta. Gli attivisti hanno provato, per tutta la notte, a bloccare il passaggio in diversi punti, ma sono stati spostati con la forza e il mezzo speciale che solleverà le tre grandi parabole è riuscito ad entrare nella base americana di Niscemi intorno alle 4,30 di stamattina.

Gli attivisti denunciano violenze da parte delle forze dell’ordine, così dichiara infatti Elvira Cusa, del comitato di Niscemi presente questa notte ai presidi, «Erano circa trecento divisi in blocchi, noi una cinquantina. Ci siamo buttati a terra, ci hanno detto di alzarci, al nostro rifiuto ci hanno caricato. Non c’è stato nessun dialogo, anzi ci sono stati anche colpi di manganelli e calci. Io ho la mano e il ginocchio gonfi e come me anche altri ragazzi. Nessuno ha scelto di farsi medicare in ospedale. Abbiamo preferito così anche se per qualcuno ce ne sarebbe stato bisogno». Diverso il parere della Questura di Caltanissetta, il cui capo di gabinetto, Sergio Lo Piano afferma che «non c’è stata nessuna carica, ma solo azioni di alleggerimento».

I No Muos dichiarano che nonostante il passaggio della gru, la lotta non si fermerà, anzi questo segna «l’inizio di una nuova fase della resistenza all’installazione del Muos».

Infatti all’alba, appena riusciti a tornare al presidio di contrada Ulmo, i NoMuos hanno tenuto subito un’assemblea e poi un comizio per informare i cittadini di Niscemi e denunciare “un’invasione armata da parte dello Stato” che sta calpestando i loro diritti. Per organizzare le prossime iniziative di lotta i No Muos hanno indetto un’assemblea regionale per il 12 gennaio, nella quale si decideranno gli appuntamenti futuri e le nuove forme di protesta, verrà una grande mobilitazione per portare la questione alla ribalta nazionale.

Molte le dichiarazioni di condanna alla forzatura del presidio da parte di diversi sindaci della zona, mentre in una nota del presidente Crocetta si legge "che il governo siciliano non farà alcuno sconto sulla salute dei cittadini e, nel giro di qualche giorno, il provvedimento di sospensione dei lavori e della messa in mora dell'esercizio dell' impianto Muos sarà emanato, per cui a nulla servono forzature di stampo autoritario per imporre alla Sicilia strumenti che potrebbero essere collocati in aree più idonee, dove non ci siano rischi per la salute dei cittadini".

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