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8 marzo corsaro

  • Scritto da  corsara
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observe-international-womens-day-on-8-march-2009Una giornata in cui gli uomini festeggiano le donne regalando loro delle mimose. Una serata in cui gruppi di donne affollano i locali per assistere a spettacoli di striptease maschile. Tutto qui l’8 marzo? Tutto riassunto in queste due stanche immagini?

No. La Giornata Internazionale della Donna, festeggiata ormai in molte parti del mondo, ha in realtà ben altro valore e nasce agli inizi del Novecento per dare corpo a livello globale alla lotta per i diritti delle donne: contro le discriminazioni e per la parità tra uomo e donna sul lavoro, nella vita politica e sociale, nella coppia e nella famiglia.

Molti di coloro che ne conoscono il valore politico e sociale credono che questa ricorrenza sia nata o per commemorare una strage di operaie tessili nel corso del rogo della fabbrica in cui lavoravano a New York o per ricordare l’anniversario di una manifestazione di protesta contro i salari bassi e le dure condizioni di lavoro, anche questa organizzata da operaie tessili a New York e finita nel sangue. Sia il rogo che la manifestazione sarebbero accaduti l’8 marzo, secondo queste ricostruzioni.

In entrambi i casi, però, si tratta di leggende, diffusesi a partire dal dopoguerra e, probabilmente, mirate a cancellare dalla memoria storica la vera origine di questa giornata, che si colloca in ambito socialista e si afferma prima di tutto nel contesto delle rivoluzioni russe del 1917.

La prima festività dedicata alle donne, promossa dal Partito Socialista statunitense, fu celebrata negli Stati Uniti il 28 febbraio 1909. La decisione di celebrare ogni anno una giornata internazionale per i diritti delle donne e a sostegno del suffragio universale fu poi promossa dall’Internazionale Socialista riunita a Copenhagen nel 1910, e la prima giornata internazionale si tenne il 19 marzo dell’anno seguente in alcuni Paesi europei: Austria, Germania, Danimarca e Svizzera.

La scelta della data dell’8 marzo ha origine però nel contesto storico della Rivoluzione di Febbraio che, nel 1917, portò alla fine del regime degli zar in Russia. Il 23 febbraio grandi manifestazioni furono organizzate per celebrare la Giornata Internazionale della Donna. Da quel giorno le manifestazioni si estesero abbracciando uno spettro sempre più ampio di temi, con sempre maggiore intensità, fino a portare all’abdicazione dello Zar. Il 23 febbraio del calendario giuliano, allora in uso in Russia, corrispondeva all’8 marzo nel calendario gregoriano oggi in uso in gran parte del mondo. Negli anni seguenti Lenin rese ufficiale la data dell’8 marzo come giornata dedicata alle donne.

Da allora questa giornata si è diffusa in molti Paesi, prima principalmente in quelli comunisti e socialisti: in Europa Orientale, in Cina e nella Spagna di Franco. Molti altri Paesi hanno in seguito adottato l’8 marzo come giornata della donna e, per molti di questi, soprattutto nell’area ex sovietica, in Asia ed in Africa, si tratta di una vera e propria festa nazionale.

Occorre attendere il 1977 perché l’Assemblea Generale delle Nazioni Unite adotti finalmente l’8 marzo come Giornata Internazionale della Donna, invitando gli stati membri a far propria questa festività.

Dal 1909 molte cose sono cambiate. Per limitarci all’ambito politico: quando la prima Giornata Internazionale della Donna si svolse, le donne avevano diritto di voto solo in pochi Paesi e spesso solo per elezioni locali, e naturalmente non ricoprivano, salvo rarissime eccezioni, incarichi di governo - neanche di secondo piano.

Dopo quasi cent’anni possiamo celebrare grandi passi avanti, ma c’è ancora tantissimo da fare, e non solo per quanto riguarda le discriminazioni e le violenze che le donne subiscono in Paesi come l’Arabia Saudita, che alle donne non permette ancora di guidare l’automobile (vedi la campagna di Amnesty International), o il Pakistan, dove la violenza contro le donne rimane una durissima realtà. Secondo una classifica di recente pubblicata da Newsweek, e basata su criteri quali accesso alla giustizia, all’istruzione, alla sanità, alla politica, e parità con l’uomo in ambito lavorativo ed economico, l’Italia si trova solo al 59° posto nel mondo per il rispetto e la promozione dei diritti delle donne. Non sorprende che siano gli ambiti della politica, del lavoro e dell’economia quelli in cui in Italia - un Paese in cui ancora non abbiamo mai avuto un capo dello stato o di governo donna, e fino al 1976 non avevamo mai avuto un ministro donna - la situazione per le donne è ancora molto difficile. C’è ancora tanto da fare, dunque, perché la giornata dell’8 marzo anche in Italia non rappresenti solamente una ricorrenza tra le tante.

Ultima modifica ilGiovedì, 08 Marzo 2012 09:49
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