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E' grave Mahmoud Sarsak, il calciatore palestinese nelle carceri israeliane

Nei giorni in cui milioni di europei vivono con sofferenza e passione le fasi iniziali dell'europeo 2012 di calcio, c'è una vicenda ben più seria e, purtroppo, con molta meno attenzione mediatica. E' la storia di Mahmoud Sarsak, 25 anni, un giovane palestinese, una promessa del calcio palestinese.

Québec: i 100 giorni di sciopero degli studenti

 

La protesta contro la legge che prevede l'aumento delle tesse universitarie fino al 75% nei prossimi 5 anni è oggi arrivata al centesimo giorno consecutivo. Tra assemblee, cortei, azioni dimostrative non c'è stato giorno che l'enorme provincia del Canada non sia stata attraversata dalle proteste studentesche, portando alle dimissioni – la scorsa settimana – del ministro dell'istruzione e vice premier del Quebec Lina Beauchamp.

Proprio in seguito a queste intense proteste l'Assemblea Nazionale del Quebec ha deciso di predisporre una legge la Loi 78 (qui il testo in francese), che prevede durissime sanzioni repressive nei confronti dei manifestanti. Ad esempio per un picchetto all'entrata delle lezioni la multa può essere davvero altissima, può variare tra i 777 e i 97mila euro in dollari canadesi. Si inaspriscono anche i criteri per il preavviso di una manifestazione e il suo percorso.

Chi ha predisposto la Loi 78 sperando di riuscire a fermare la mobilitazione è rimasto deluso. Ieri ci son stati 350 arresti e decine di feriti. Nella giornata di oggi sono scesi in piazza decine di migliaia di studenti nella sola Montreal, in un corteo non autorizzato che rappresenta uno dei maggiori atti di disobbedienza civile della storia canadese. Il corteo ha bloccato le strade del centro di Montreal per ore. Iniziative di solidarietà e sostegno agli studenti canadesi sono state portate avanti oggi anche dagli attivisti di Occupy Wall Street. La protesta prosegue.

quebec

Quebec, gli studenti fanno dimettere il ministro, arriva la repressione

Prosegue ormai da più di tre mesi la mobilitazione in Canada, e più precisamente in Quebec, contro una riforma che prevede l'aumento delle rette universitarie con un incremento del 75% in 5 anni. Gli studenti pagherebbero fino a 3.800 dollari l'anno.

La mobilitazione è ormai imponente e fa paura, al punto che il ministro dell'istruzione e vice premier del Quebec Lina Beauchamp ha rassegnato le sue dimissioni dall'incarico. Ma il governo non intende farsi intimidire e prepara la repressione. Secondo il Le Monde, infatti, il governo sta per varare un progetto di legge finalizzato a chiudere ogni spazio di partecipazione e mobilitazione. Non si tratta di arresti, bensì di salatissime multe.

Per un picchetto all'entrata delle lezioni la multa può essere davvero altissima, può variare tra i 777 e i 97mila euro in dollari canadesi. Si inaspriscono anche i criteri per il preavviso di una manifestazione e il suo percorso.

Gli studenti che già in passato hanno saputo sorprendere, si preparano a reagire, anche con battaglie legali.

La Germania e l'inganno dell'austerity

Pubblichiamo una nostra traduzione di un post del blog di Paul Krugman, nobel per l'economia e firma del New York Times sulla Germania e le politiche di austerity. 

È ormai chiaro che una delle principali motivazioni a fondamento dell'insistenza sulla austerità come la risposta ai problemi dell'Europa è la convinzione tra molti opinion leader tedeschi che la strada da percorrere sia indicata dalla loro esperienza nel corso dell'ultimo decennio.

Praga scende in piazza contro governo e austerity

È cresciuta di giorno in giorno l'indignazione in Repubblica Ceca, fino a quando, tra scandali per corruzione e politiche di austerity, non c'è stato il salto di qualità nell'opposizione sociale al governo di Necas. La spinta per questo salto di qualità è venuta da un lato con la costruzione di una coalizione "Stop Vlàde" (fermiamo il governo) con una piattaforma articolata e l'obiettivo di cacciare il governo, dall'altro con l'irruzione sulla scena pubblica del movimento studentesco.

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