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Alessandra Quarta

Alessandra Quarta

Ripensare la democrazia rappresentativa tra costituito e costituente

Articolo tratto dal terzo numero dei Quaderni Corsari, scarica la tua copia.

Il rapporto tra forme della democrazia e Costituzione si presta a un dibattito particolarmente suggestivo, se lo si indaga alla luce del processo di crisi che lo investe. Benché si registri un’ampia condivisione circa la necessità di ripensare le forme classiche della democrazia rappresentativa, a fronte della inarrestabile crisi dei corpi intermedi (partiti e sindacati), il dibattito diventa più aspro e meno ecumenico quando a salire sul banco degli imputati è la Costituzione.

Il diritto alla città e le opportunità perse del federalismo demaniale

Mentre il governo Letta prepara un nuovo piano straordinario di dismissione del patrimonio immobiliare pubblico, sembra sempre più naturale la proposta di riutilizzare gli spazi pubblici abbandonati al fine di dare risposta all’emergenza abitativa, allo smantellamento del welfare studentesco, al bisogno di luoghi di aggregazione e di promozione di nuove attività lavorative per le nuove generazioni. Tra i tanti spazi pubblici abbandonati, risaltano le aree militari, lasciate all’incuria e al degrado e molto spesso destinate ad essere dismesse. Di tutto questa si parlerà martedì 26 novembre, a Roma, in un incontro dedicato al futuro delle aree militari in dismissione organizzato dal Teatro Valle Occupato e dal Comitato cittadino per l’uso pubblico delle caserme. Il momento per discutere di tali questioni è particolarmente interessante, anche considerate le opportunità che, a riguardo, la disciplina del federalismo demaniale potrebbe offrire, se solo fosse applicata in maniera strumentale a quelle esigenze sociali cui si accennava all’inizio, provando altresì a completarla  introducendo elementi di partecipazione e di iniziativa dal basso nei processi decisionali.

Pratiche costituenti e sfida della Costituzione

fatti bene, costituente bei comuni PisaLa Costituente dei beni comuni nasce dall’esperienza della Commissione Rodotà, istituita nel 2007 con il compito di redigere uno schema di disegno di legge delega per la riforma della parte del codice civile relativa ai beni. Oggi, molti dei giuristi allora incaricati (Stefano Rodotà, Ugo Mattei, Alberto Lucarelli a cui si sono aggiunti Maria Rosaria Marella, Paolo Maddalena, Gaetano Azzariti e altri) hanno ripreso quel percorso, provando a tenere insieme, all’interno di un ragionamento giuridico, le diverse esperienze che, nel corso di questi anni, si sono riconosciute nella difesa dei beni comuni.

I saggi e la Costituzione: chi custodirà il custode?

napolitano nomina i saggiIl Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, con un discorso asciutto, ha comunicato gli esiti delle sue consultazioni lampo: non si dimette, è in semestre bianco, il che significa che non può sciogliere le Camere; un governo Bersani non sarebbe in grado di ottenere la maggioranza; c’è ancora un governo in carica, quello di Mario Monti, che non è mai stato sfiduciato; nomina di una commissione composta da personalità di diversa provenienza con il compito di elaborare delle proposte programmatiche.

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