Menu

Deprecated: Non-static method JSite::getMenu() should not be called statically, assuming $this from incompatible context in /home/ulpeyygx/domains/ilcorsaro.info/public_html/templates/gk_news/lib/framework/helper.layout.php on line 181

Deprecated: Non-static method JApplication::getMenu() should not be called statically, assuming $this from incompatible context in /home/ulpeyygx/domains/ilcorsaro.info/public_html/includes/application.php on line 536

Turchia: cosa accade ad #OccupyGezi e perché serve solidarietà internazionale

  • Scritto da  Attivisti turchi
  • Commenti:DISQUS_COMMENTS
Turchia: cosa accade ad #OccupyGezi e perché serve solidarietà internazionale
Riceviamo e pubblichiamo da alcuni attivisti turchi, segui anche la diretta storify

La diffusa convinzione che la Turchia sia un ottimo esempio di crescita economica e occupazione si basa su una serie di assunti. Riduce la prosperità economica all'aumento numerico del Pil, ignorando l'ingiustizia sociale, la disuguaglianza salariale, il lavoro precario, i morti sul lavoro, e così via. Identifica una democrazia stabile con l'impegno a periodiche elezioni, l'assenza di colpi di stato militari e il principio di maggioranza, chiudendo un occhio sulle violazioni dei diritti umani, sulla repressione politica e su quella delle minoranze. Al contrario, la Turchia è un ottimo esempio di devastazione ambientale per creare cantieri edili e guadagnare, e di distruzione culturale e storica per costruire centinaia di fortezze per i consumi di massa. È inoltre un ottimo esempio di crescita del controllo poliziesco e della paramilitarizzazione, nonché della persecuzione di attivisti, giornalisti, accademici e artisti. Quello che sta succedendo a Istanbul rappresenta molto bene quest'ottimo esempio.

La brutalità della polizia contro pacifici manifestanti ha raggiunti livelli estremi a Istanbul. Per alcuni giorni, un gruppo di cittadini di Istanbul ha occupato il parco Taksim Gezi per resistere contro la sua demolizione. Poco tempo fa, infatti, il governo guidato dall'AKP (il Partito per la Giustizia e lo Sviluppo guidato da Tayyip Erdogan) ha deciso, senza alcun dialogo con la cittadinanza, di lanciare un progetto per la ricostruzione di piazza Taksim, il luogo centrale della città. Il progetto includeva la demolizione del parco Gezi Park e la sua sostituzione con un ipermercato basato sull'imitazione di una vecchia caserma militare (Topçu Kışlası) che occupava quello spazio fino all'inizio degli anni '40. Negli ultimi due giorni, la polizia antisommossa ha caricato prima dell'alba i manifestanti accampati nel parco Gezi. La polizia ha dato fuoco alle loro tende distruggendole.

Venerdì mattina, la polizia antisommossa ha circondato l'intero parco Gezi impedendo ai manifestanti di entrare. Da allora, migliaia di cittadini di Istanbul sono arrivati a piazza Tasksim per sostenere la resistenza. Ma la polizia turca ha iniziato una guerra contro i pacifici manifestanti, utilizzando in maniera esagerata gas e idranti. La violenta repressione della polizia causato più di 100 feriti, molti dei quali sono finiti all'ospedale. Le testimonianze che circolano sui social media raccontano che alle ambulanze non è stato permesso di entrare nella piazza, mentre molti feriti chiedevano aiuto. Ad alcuni medici è stato chiesto di offrire la loro assistenza volontaria, e alcuni ospedali mobili sono stati predisposti. Per tutto il giorno, la polizia non ha smesso di lanciare gas lacrimogeni e di terrorizzare piazza Taksim e tutto il quartiere.

Nonostante la continua brutalità della polizia, il numero di manifestanti è aumentato e molti cittadini di Istanbul, in gran parte organizzandosi attraverso i social media, hanno continuato ad arrivare a Occupy Taksim Gezi Park. La sera, la polizia antisommossa ha bloccato l'ingresso della piazza, fronteggiando migliaia di manifestanti che arrivano dalla via Istiklal. Secondo alcuni testimoni, le reti telefoniche cellulari sono state bloccate e le telecamere di sicurezza sono state spente per impedire la trasmissione di ciò che stava accadendo. Per ore, la polizia antisommossa ha continuato a sparare gas e acqua ad altra pressione contro i manifestanti da dietro le barricate. A mezzanotte, hanno cominciato a caricare violentemente chi stava nella via Istiklal. Ciononostante, molte persone ancora resistono ed è stata convocata una grande manifestazione per sabato.

Le proteste di Istanbul non riguardano solo la rimozione di alcuni alberi nel parco Gezi. Riguardano una particolare logica di governo. Una logica che impone in maniera autoritaria e violenta politiche distruttive e centrate sul profitto senza alcun rispetto per le persone, le loro città, la loro storia e il loro ambiente.

C'è bisogno di solidarietà internazionale con i compagni che resistono contro un sistema autoritario tra i tanti che ci sono in Europa e nel mondo, dove qualsiasi cosa, compreso uccidere le persone e distruggere l'ambiente, è permessa in nome del profitto per una manciata di manager e banchieri. Chiediamo di mobilitarsi per diffondere le informazioni su quello che sta succedendo in Turchia e testimoniare la propria solidarietà a tutti colori che condivono i nostri sogni di una città e un mondo organizzati e costruiti più democraticamente, secondo i bisogni di una società libera dall'imposizione neoliberista, attraverso la violenza e la repressione, di un'unica maniera di vivere, produrre e consumare.

 

Torna in alto

Categorie corsare

Rubriche corsare

Dai territori

Corsaro social

Archivio

Chi siamo

Il Corsaro.info è un sito indipendente di informazione alternativa e di movimento.

Ilcorsaro.info