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Studenti in piazza in Spagna: 'Siete voi i né-né: non ci lasciate né studiare né lavorare'

  • Scritto da  Anna Flotats (Público)
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Studenti in piazza in Spagna: 'Siete voi i né-né: non ci lasciate né studiare né lavorare'

Riprendiamo un articolo del giornale spagnolo Público sulle manifestazione studentesche in Spagna. Traduzione di Lorenzo Zamponi.

Centinaia di migliaia di universitari e studenti delle superiori scendono in piazza in 70 città nel secondo giorno di sciopero dell'istruzione contro i tagli di Wert (ministro dell'istruzione, ndt).

La seconda giornata di sciopero dell'istruzione pubblica, convocata dal Sindicato de Estudiantes, ha riunito stamattina centinaia di migliaia di giovani, che hanno manifestato in 70 città di Catalogna, Castiglia-La Mancia, Asturie, Galizia, Andalusia e Comunità Valenzana.

La manifestazione di Madrid, che Público ha raccontado in diretta, è stata la più partecipata, con circa 60 mila manifestanti, secondo il sindacato. I partecipanti al corteo contro ai tagli alla pubblica istruzione hanno chiesto le dimissioni del ministro José Ignacio Wert e la restituzione dei 4 miliardi di euro che il governo ha tagliato nelle politiche educative. Al grido di "Questa lotta la vinceremo!", gli studenti hanno iniziato a manifestare dalla stazione di Atocha. Lo striscione di apertura recitava "No all'istruzione franchista. Wert dimissioni". 

Durante la manifestazione, che ha percorso via Atocha fino a piazza Jacinto Benavente per scendere alla Puerta del Sol, si sono sentiti cori come "operai e studenti, uniti e avanti", "se non c'è soluzione, alla rivoluzione", "Governo, dimettiti, il popolo non ti accetta!" e "Wert, testa di cazzo, tagliati il tuo". "Stiamo dando una lezione a quel cavernicolo di Wert" ha detto il Sindicato de Estudiantes.

Gli studenti hanno protestato contro la flessibilizzazione degli orari, le modifiche curricolari che influenzano l'importanza dei corsi, il mantenimento delle sovvenzioni alle scuole che separano maschi e femmine, l'aumento del numero di alunni per classe, il nuovo esame di stato per l'accesso all'università, l'aumento delle tasse universitarie e la diminuzione delle borse di studio. Rivendicano il ritiro del disegno di legge di riforma dell'istruzione, "che permetterà di studiare solo ai ricchi", denunciano. "Continueremo, costi quel che costi, a difendere la nostra istruzione e la scusa pubblica" ha gridato la rappresentante degli studenti dello IES Rosales de Móstoles, a sud di Madrid.

Nonostante domani sia il turno dei genitori, che si uniranno allo sciopero studentesco in una manifestazione prevista per le 18.30, una rappresentante della Federación de Asociaciones de Padres de Alumnos (FAPA) Giner de los Ríos, Isabel Blanco, ha dato il suo appoggio agli studenti: "Ci vogliono lasciare senza futuro ma ci stanno lasciando anche senza presente", ha affermato.

I riferimenti al governo di Mariano Rajoy e al ministro Wert sono stati continui, soprattutto quando il corteo è arrivato alla Puerta del Sol e il segretario generale del Sindicato de Estudiantes, Tohil Delgado, ha preso la parola: "Oggi stiamo dando una lezione a quel cavernicolo di Wert. Nonostante ci chiami terroristi, l'unico terrorista è lui, che distrugge l'istruzione pubblica" ha gridato, riferendosi alle accuse del ministro, che ha definito il sindacato "radicale" e "estremista".

"Dicono che siamo né-né, però siete voi i né-né: non ci lasciate né studiare né lavorare. Non permetteremo che riportiate indietro l'orologio della storia" ha affermato Delgado di fronte a una moltitudine di manifestanti alla Puerta del Sol. Dopo aver chiesto ai sindacati che proclamino uno sciopero generale di 48 ore, Delgado ha affermato che i giovani non vogliono "un governo che è al servizio dei banchieri e dei grandi imprenditori mentre distrugge tutto ciò che è pubblico". "Sono dei parassiti sociali che si nutrono della nostra sofferenza" ha ribadito.

Domani sarà la prima volta che la Confederación Española de Asociaciones de Padres de Alumnos (Ceapa) partecipa a uno sciopero. La maggiore associazione di genitori di studenti della scuola pubblica chiede alle famiglie che non portino a scuola i figli giovedì e che partecipino alla maniestazione che avrà luogo alla sera e che concluderà le 72 ore di "lotta" contro i tagli e le riforme di Wert.

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