Menu

Deprecated: Non-static method JSite::getMenu() should not be called statically, assuming $this from incompatible context in /home/ulpeyygx/domains/ilcorsaro.info/public_html/templates/gk_news/lib/framework/helper.layout.php on line 181

Deprecated: Non-static method JApplication::getMenu() should not be called statically, assuming $this from incompatible context in /home/ulpeyygx/domains/ilcorsaro.info/public_html/includes/application.php on line 536

Resistanbul: l’inizio della fine di un’era?

  • Scritto da  di Zeynep Gambetti - traduzione Atene Calling
  • Commenti:DISQUS_COMMENTS
Resistanbul: l’inizio della fine di un’era?

traduzione di Atene Calling - Un’accademica turca riflette sulle proteste in corso nel suo paese, abbozzando l’immagine ambigua di una coalizione curiosa che potrebbe, però, portare ad una nuova era.

Le cose sono proprio pazzesche qui a Istanbul. Stiamo respirando lacrimogeni ormai da tre giorni, la polizia sta versando tonnellate di gas e acqua con i cannoni o sparando con pistole a gas. La gente è stata ferita alle gambe, alle spalle, in testa. Ma la folla a Izmir, Ankara e in diverse altre città si sta scontrando con la polizia. Ieri sera a Taksim hanno spento tutte le luci. Centinaia di persone sono state portate negli ospedali. Le persone normali stanno aprendo le proprie case, uffici e ristoranti per curare i feriti, nonostante il fatto che la polizia stia inseguendo i manifestanti nei palazzi per caricarli con il gas e per pestarli. Ad Ankara, diversi tweets e un canale televisivo molto coraggioso dicono che stanno usando pallottole di plastica. Le ferite sono serie. Dobbiamo mantenere la comunicazione (soprattutto attraverso i social media) per sapere cosa sta succedendo là.

 

Oggi a Istanbul abbiamo preso piazza Taksim dopo un giorno feroce passato ad essere spruzzati. La polizia si è ritirata, ma c’è una calma inquieta, visto che i manifestanti vengono ancora spruzzati in altri quartieri di Istanbul. Il primo ministro ha dichiarato che non cederà sui progetti di trasformazione di tutto ciò che si trova sotto il sole in centri commerciali e residenze per l’alta società. Sembra che ci sia qualche tensione tra il presidente e il primo ministro, visto che il primo è della setta Gulen (fethullah gulen è un gruppo religioso con una facciata moderna, che controlla parte dei media e ha scuole dappertutto, compresi gli Stati Uniti). Il presidente ha richiesto calma e ha criticato la violenza della polizia, ma il primo ministro Erdogan deve diventare proprio psicotico, perché continua a ripetere che siamo un branco di “provocatori”, usando un un discorso disgustosamente demagogico. I manifestanti, dice, stanno preparando il terreno per un colpo di stato contro il suo governo molto “civile e democratico”!

Infatti, il numero delle bandiere turche nel parko Gezi la sera era disgustosamente alto. Si tratta di una coalizione strana. I fricchettoni kemalisti-nazionalisti di ieri, stanno occupando lo stesso parco con i kurdi, quelli della sinistra, gli anarchici e i gruppi LGBTT. Non sono sicura su questo, ma credo che la presenza dei tifosi delle squadre di calcio sia stata determinante per la vittoria di oggi del parco Gezi. Abbiamo tre squadre calcistiche a Istanbul, i cui tifosi stavano lottando contro la polizia come leoni. Quando si trovano allo stadio, li chiamo teppisti, ma devo ammettere che sanno come lottare e non hanno paura. Come tutto questo si comporrà in una dichiarazione significativa contro il governo, è ancora incerto.

Quindi la situazione è molto ambigua e, in ogni caso, gli scontri non sono cessati da nessuna altra parte rispetto a Taksim. Non si tratta di una protesta per salvare gli alberi, il governo ha superato i limiti. Il parco era l’ultima paglia, ma abbiamo dovuto sopportare parecchie altre cose in questi ultimi mesi: gli arresti di kurdi e di attivisti con delle accuse assurde; i cambiamenti nei programmi scolastici che impongono il corso di religione agli studenti; i tentativi di proibire gli aborti; un bombardamento sui civili kurdi che cercavano di attraversare i confini turchi con l’Iraq (scambiati per guerriglieri); il tiro alla fune con la Siria; la bomba misteriosa che ha ucciso cinquanta persone a Reyhanli, sui confini siriani; i tentativi di limitare il consumo di alcol; i progetti giganteschi per cambiare completamente il volto di Istanbul; chiamare il terzo ponte sul Bosforo con il nome di un sultano ottomano che aveva quasi annientato la popolazione alevita (il ramo non sunnita dell’islam in Turchia); e, infine, il progetto del parco Gezi…

Nel frattempo, i kurdi hanno riunito 500 intellettuali turchi, giornalisti e leader della società civile ad Ankara, lo scorso fine settimana, per redigere un piano di pace alternativo. Ho partecipato a questo incontro e sono stata tanto impressionata del modo in cui la gente cominciava a prendere il controllo delle proprie vite, confessando i propri crimini faccia a faccia l’uno con l’altro (ad esempio, i kurdi hanno partecipato al genocidio Armeno e i gruppi LGBTT sono vituperati dalla sinistra marxista), redigendo richieste concrete per imporre la propria volontà sulla visione riduzionista della pace del governo.

In poche parole: sento che questo è l’inizio della fine di un’era! Abbiamo bisogno di portare al crollo questo governo, ma quello che verrà al suo posto è la questione più importante oggi. Vi preghiamo di continuare a sostenerci e a condividere le notizie!

Nota dell’editore di Atene Calling: Questo aggiornamento sulla situazione in Istanbul è stato gentilmente condiviso con noi da un lettore anonimo. Stiamo verificando l’identità dell’autore per assicurarci di non stare mettendo inutilmente in pericolo qualcuno, ma abbiamo già deciso di condividere il testo perchè offre una visione cruciale e tempestiva delle dinamiche della rivolta in atto in Turchia.

 

Torna in alto

Categorie corsare

Rubriche corsare

Dai territori

Corsaro social

Archivio

Chi siamo

Il Corsaro.info è un sito indipendente di informazione alternativa e di movimento.

Ilcorsaro.info